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Come curare le orchidee e scegliere il terriccio

Come curare le orchidee e scegliere il terriccio

Chiara, micro-imprenditrice nel giardinaggio, Salento

Guida scritta da:

Chiara, micro-imprenditrice nel giardinaggio, Salento

54 guide

Piante dalla fioritura molto colorata e bellissima, le orchidee sono tra le piante più ammirate e desiderate per la loro fioritura colorata e bellissima: impossibile non rimanerne affascinati! Contrariamente a quanto si pensi, curare le orchidee non è difficile, ma sicuramente richie un po’ di attenzione rispetto ad altre piante. Varietà, innaffiatura, concimazione, terriccio, potatura: in questa guida tutte le idee e i suggerimenti per curare le orchidee in vaso.
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Le orchidee sono dette piante “epifite”, cioè in natura non crescono a terra, piantate nel terreno, ma vivono solitamente sopra un’altra pianta. Si trovano in genere sui tronchi degli alberi, dai quali però non traggono nutrimento, li utilizzano solo come base, come sostegno per la loro crescita. 

Non hanno tronco, sono quindi piante erbacee, di tipo perenne, sviluppate principalmente in zone tropicali, gradiscono perciò i climi caldi e umidi. Sono dotate di radici aeree che si sviluppano già a partire dalla base delle foglie, sono di un color verde biancastro, rivestite da un tessuto protettivo, con l'eccezione della parte terminale, che assorbe l’umidità.

Le foglie delle orchidee hanno struttura lineare e sono più o meno carnose a seconda della specie, di colore verde intenso.

I fiori colorati e appariscenti sono l’elemento caratteristico di questa pianta: i petali, insieme al labello e al calice del fiore compongono una struttura di tipo alare o a farfalla, con uno sviluppo molto vistoso anche per attirare gli insetti per l’impollinazione.

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Orchidee

Nonostante le orchidee siano originarie dei tropici e diffuse principalmente nel sud dell’Asia e in America del Sud, si tratta di una specie che ben si adatta a tutte le temperature, con eccezione dei climi troppo estremi di deserti e ghiacciai. 

Esistono in natura oltre 22000 specie di orchidee, la maggior parte di quelle sul mercato e coltivate in vaso sono:

  • Phalaenopsis;
  • Dendrobium; 
  • Vanda Coerulea​​;
  • Cymbidium;
  • Oncidium.

queste sono anche le varietà più semplici da coltivare e da mantenere in casa nel corso degli anni.

Per la coltivazione delle piante in casa, sul terrazzo o in giardino, si utilizzano normalmente vasi in terracotta, ceramica o plastica, disponibili in vari colori. Nel caso delle orchidee invece è consigliabile l’uso di vasi trasparenti, in modo che anche le particolari radici della pianta siano esposte ai raggi solari e possano portare a termine la fotosintesi. Questi vasi trasparenti sono solitamente realizzati in materiale plastico e devono avere sul fondo dei fori di drenaggio, in modo da non trattenere l’acqua in eccesso. I fori saranno utili anche per facilitare l’irrigazione per immersione della pianta di orchidee. Quando la pianta avrà raggiunto il massimo dello sviluppo possibile al suo interno e le radici inizieranno a uscire, sarà il momento di pensare al rinvaso. Ti raccomandiamo di scegliere un vaso di qualche centimetro più grande del precedente e, se possibile, di svolgere l’operazione di rinvaso in primavera.

Il terriccio riveste grande importanza per le orchidee. Il substrato ideale deve favorire il drenaggio veloce, il ristagno dell’acqua nel vaso può infatti risultare fatale per la pianta. Le radici aeree della pianta di orchidee hanno bisogno di luce e umidità, per questo si preferisce utilizzare un substrato composto da materiali porosi ma che allo stesso tempo siano in grado di garantire la sua areazione, come la corteccia di pino, oppure la perlite.

Come innaffiare le orchidee

Di quanta acqua hanno bisogno le orchidee? La convinzione di molti, e cioè che le orchidee abbiano bisogno di molta acqua è errata: nonostante si tratti di una pianta tropicale non deve essere annaffiata spesso. Troppa acqua e, di conseguenza, radici marce, sono la causa principale di insuccesso nella coltivazione delle orchidee in vaso. Altrettanto vero è però che la pianta ha bisogno di molta umidità. La quantità e la frequenza dell'irrigazione dipende in ogni caso da elementi diversi come la stagione, il tipo di esposizione alla luce e la posizione, la temperatura, ecc.

Controllare lo stato e il colore delle radici della pianta di orchidee è sempre un valido indicatore: se sono verde acceso e flessibili godono di buona salute, se risultano invece grigiastre e fragili è segno che si stanno seccando. Per annaffiare la pianta, possiamo scegliere tra 3 metodi:

  • Innaffiatoio: il metodo classico, utilizzato per tutte le piante da interno, è però anche il più rischioso. Attenzione a non esagerare con l’acqua: evita di bagnare le foglie, possono marcire, e non creare ristagni nel vaso, sono pericolosi per le radici! 
  • Immersione: quando il terriccio risulta completamente asciutto, la pianta di orchidee va immersa in acqua per circa 15 minuti, tutte le radici devono essere completamente sommerse. Trascorso questo intervallo, la pianta deve essere lasciata a scolare per almeno altri 15 minuti, in modo che l’eccesso di acqua venga eliminato.
  • Cubetti di ghiaccio: posizionare alcuni cubetti di ghiaccio (di solito 2 o 3, a seconda delle dimensioni della pianta e della grandezza dei cubetti) sul terriccio. Il ghiaccio non danneggia la pianta ma sciogliendosi lentamente fornirà l’acqua e l’umidità necessarie, eliminando il problema dei ristagni.

Per ricreare l’habitat naturale e garantire l’umidità necessaria alla pianta di orchidee, è consigliabile nebulizzarla spesso. Con il classico spruzzino, irrigare acqua sulla pianta con regolarità, se possibile meglio usare quella distillata.

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Innaffiatoi

Concimazione delle orchidee

La concimazione è essenziale affinché le piante di orchidee possano fiorire. Le piante di orchidee hanno infatti bisogno di apporti regolari e ad alta concentrazione di azoto, potassio e fosforo. Sul mercato sono presenti una gran varietà di fertilizzanti specifici per le orchidee, è consigliabile attenersi sempre alle indicazioni di somministrazione del produttore riportate sulla confezione. In linea generale, l’uso del concime dovrebbe essere sospeso durante il periodo di fioritura

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Concimi per piante

Esposizione e temperatura delle orchidee

Le orchidee amano la luce, preferiscono una posizione luminosa per questo vengono spesso messe vicino alle finestre. Attenzione però, meglio evitare il sole diretto perché potrebbe danneggiare le sue foglie. Prediligono gli ambienti umidi, quindi in casa la cucina e il bagno possono ricadere nella scelta dell’ubicazione perfetta, attenzione però alle correnti e agli sbalzi di temperatura. 

Essendo piante tropicali, abituate al caldo e all’umidità, la temperatura ideale per coltivare le orchidee in casa è tra i 15 e i 25° C. Non amano decisamente il freddo, ma neppure l’estremo opposto: attenzione a non posizionarle troppo vicine a fonti di calore, come stufe o termosifoni, perché il calore eccessivo potrebbe seccare le loro radici.

Potatura delle orchidee

Quando potare le orchidee? Le orchidee solitamente non producono fiori dallo stesso gambo: solo la Phalaenopsis lo fa, le altre varietà ne generano uno nuovo per ogni fioritura. La potatura quindi deve avvenire a fine fioritura: con delle forbici pulite e disinfettate, applicare un taglio netto alle foglie, i tessuti o le radici che individuiamo come morte e, eventualmente, il gambo.

Come abbiamo visto, l’orchidea è una pianta epifita, le sue radici aeree in natura traggono il nutrimento necessario alla crescita della pianta dai materiali e organismi vegetali in decomposizione, come ad esempio la corteccia dell’albero sul quale stanno vivendo. Per questo motivo è bene non utilizzare i classici terricci universali usati per le altre piante, ma dovremo cercare di ricreare un substrato per quanto possibile più simile al loro habitat naturale. Esistono sul mercato diversi terricci appositamente preparati per la coltivazione delle orchidee, come caratteristiche si tratta di substrato in genere dotato di una struttura porosa che assicura il drenaggio ottimale e la perfetta aerazione delle radici. Generalmente la composizione include: 

  • corteccia;
  • fibra di cocco;
  • torba.

Si tratta di materiali di provenienza vegetale e quindi naturali, a cui possono però aggiungersi anche altri componenti artificiali, come l’argilla o il polistirolo espanso. La regola più importante per il substrato fai da te riguarda le dimensioni: è necessario infatti scegliere particelle di dimensioni medio-grandi, in quanto le radici devono comunque mantenersi areate e potersi espandere alla ricerca dei principi nutritivi e della luce necessari alla loro crescita e allo sviluppo della pianta.

Corteccia per orchidee

Che corteccia usare per le orchidee? La corteccia di pino è tra i componenti principalmente utilizzati nei terricci disponibili sul mercato, ma è possibile utilizzare anche la corteccia di abete, oppure quella di sughero. Un’ultima indicazione importante in merito alle miscele di substrato: a seconda dei materiali utilizzati solitamente cambia la quantità di acqua trattenuta. Ad esempio, la corteccia trattiene più acqua rispetto all’argilla, quindi a maggiore ritenzione corrisponderà una minore necessità d’acqua per la pianta di orchidee e quindi irrigazioni più distanziate tra loro.

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Terricci

Se coltivata in buone condizioni, con esposizione soleggiata e irrigazione corretta, la pianta di orchidee non ha motivo di ammalarsi. L’orchidea può soffrire di alcune malattie non parassitarie, ma causate invece da errori durante la coltivazione, che la debilitano. Tra le più comuni c’è il marciume delle radici, dovuto dall’annaffiatura errata o eccessiva, che può portare alle foglie molli, che cadono. Una innaffiatura insufficiente, invece, può portare alla caduta dei fiori. 

Tra i parassiti più pericolosi per le orchidee c’è la cocciniglia, che può causare una muffa bianca, mentre la cocciniglia mezzo grano di pepe produce una resina appiccicosa sul retro di fiori e foglie.

Altri attacchi pericolosi per le piante di orchidee sono quelli di afidi e acari che possono provocare deformazioni nei boccioli, macchie giallognole o annerite sulle foglie.

Perché le orchidee appassiscono? Potrebbe essere dovuto alla presenza di un acaro particolare, il ragnetto rosso, che si nutre della linfa delle foglie e va producendo una fitta rete di ragnatele. Le foglie colpite si accartocciano su loro stesse e poi tendono a cadere. Un’altra possibile causa dell’appassimento delle foglie può essere poi la mancanza di luce: se non ci sono segnali di parassiti, sarà bene provare a cambiare posizione alla pianta di orchidee.

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Chiara, micro-imprenditrice nel giardinaggio, Salento, 54 guide

Chiara, micro-imprenditrice nel giardinaggio, Salento

Da responsabile nel trasporto dei rifiuti, sono diventata coltivatrice specializzata nell’orticultura biologica. Con un diploma professionale in Agraria, opzione Produzione Orticola, ho provato per diversi anni a sistemarmi come giovane agricoltrice nel bel Salento. Dopo numerose delusioni, mi sono alla fine lanciata come micro-imprenditrice nel servizio a domicilio, soprattutto nel giardinaggio, assistita dal mio tenero e caro marito. Appassionata di natura e piante selvagge commestibili, sono molto attenta alle soluzioni ecologiche rispettose dell’ambiente in tutti gli aspetti della vita quotidiana. Dall’orto ai cespugli fioriti, dalla semina alla raccolta, ho in tasca ogni tipo di consiglio! Sentitevi liberi di chiedermi qualsiasi cosa!

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