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Transizione energetica: la guida completa

Transizione energetica: la guida completa

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli

Guida scritta da:

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli

90 guide

Di fronte al cambiamento climatico e allo sfruttamento eccessivo delle energie fossili, la transizione energetica è una sfida globale. È necessario rivederne i metodi produttivi e di distribuzione, nonché ridurre i consumi. Ti spieghiamo tutto, dalla definizione fino agli obiettivi passando per le misure governative.

Il concetto di transizione energetica apparve per la prima volta nel 1980 in Germania e in Austria sotto forma di un libro bianco, l'‟Energiewendeˮ, e si è gradualmente diffuso. In Italia, ciò si è concretizzato con l'approvazione del PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima) del dicembre 2019, con l'istituzione nel 2021 del Ministero della Transizione Ecologica (ex Ministero dell'Ambiente), con nuove funzioni legate al settore energetico e con l'approvazione del PTE (Piano per la Transazione Ecologica). Oramai, la transazione energetica è al centro delle politiche mondiali in virtù del disastro previsto a causa dei cambiamenti climatici. Ogni Paese si mobilita per ridurre le proprie emissioni di gas serra e il consumo energetico.

Ma alla sfida ambientale si aggiunge anche una motivazione geopolitica, ovvero la volontà di un'indipendenza energetica.

Questa volontà di transizione energetica implica:

  • La riduzione del consumo energetico, che avviene attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica e della modifica dei nostri usi e delle nostre abitudini di consumo.
  • Favorire il ricorso ad energie rinnovabili e a materiali sostenibili nell'edilizia.
  • L'accelerazione e agli aiuti offerti per la riqualificazione energetica delle abitazioni.
  • Il rinforzo del ruolo delle amministrazioni locali nell'ambito dell'efficienza energetica.

La transizione energetica designa l'insieme delle modifiche dei modi di produzione, distribuzione e consumo di energia necessari a ridurne l'impatto sull'ambiente, grazie ad un consumo energetico ridotto e gestito, nonché al progressivo passaggio dalle energie non rinnovabili (petrolio, gas, carbone) ad un altro mix energetico, a zero emissioni.

Il motivo per il quale la transizione energetica sta così a cuore alle politiche di governo è perché è indispensabile per tutelare l'ambiente e combattere il cambiamento climatico. Inoltre, lo sfruttamento eccessivo delle energie fossili ci obbliga a rivolgerci verso la produzione di energie rinnovabili (biomassa, solare, eolica, geotermica, idroelettrica, maremotrice...). Infine, lo sfruttamento eccessivo unito alla dipendenza energetica, comporta un incremento della spesa energetica tanto per le industrie quanto per i privati cittadini, con il risultato che per questi ultimi si regista un aumento della precarietà energetica delle utenze domestiche. A ciò si aggiungano i motivi di salute pubblica e di crescita economica.

Se la sfida principale della transizione energetica è quella di diminuire l'impatto ambientale del sistema energetico, ci sono numerosi obiettivi da raggiungere sul medio e lungo termine.

In Italia, tali obiettivi sono stati definiti dal Piano per la Transizione Ecologica approvato il 3 dicembre 2021. Nello specifico si tratta di:

  • Ridurre le emissioni di gas a effetto serra che dovranno essere "net zero" al 2050 e ridotte del 55% al 2030 (rispetto al 1990).
  • Ridurre della metà il consumo energetico nel 2050 (rispetto al 2012) con un obiettivo intermedio del 55% nel 2030.
  • Ridurre il consumo energetico primario di energie fossili del 30% nel 2030 (rispetto al 2012).
  • Aumentare la parte di energie rinnovabili fino al 32% del consumo finale grezzo di energia nel 2030.
  • Diminuire la parte nucleare nella produzione di elettricità.
  • Raggiungere un livello di performance energetica conforme alle norme «edificio a basso consumo» per l'insieme del patrimonio abitativo, da qui al 2050.
  • Lottare contro la precarietà energetica.
  • Affermare un diritto all'accesso all'energia per tutti, senza costi eccessivi.
  • Ridurre della metà la quantità di rifiuti portati in discarica da qui al 2050.

La transizione energetica deve affrontare diverse importanti sfide:

  • Sfide ambientali, per la lotta contro il cambiamento climatico e la riduzione della biodiversità, riducendo le emissioni di CO2 e di altri gas a effetto serra, nonché l'inquinamento dovuto alle polveri sottili, ad esempio.
  • Sfide sanitarie, allo scopo di proteggere la popolazione di fronte all'aumento dei rischi sanitari ambientali.
  • Sfide di sicurezza, proteggendo i sistemi energetici e arrivando col tempo all'abbandono del nucleare.
  • Sfide politiche, per mirare all'indipendenza energetica e alla riduzione delle disparità di accesso all'energia.
  • Sfide economiche, decentralizzando e riorganizzando le infrastrutture, nonché riducendo i rifiuti derivanti dalle produzioni di energia fossile e nucleare, accompagnate da un recupero dei materiali.

Il Piano per la Transizione Energetica che ha fissato vari obiettivi, è stato anche accompagnato da diverse misure chiave rivolte a proprietari, autorità locali e professionisti dell'edilizia.

Citiamo ad esempio:

  • Misure integrative e aiuti finanziari per la realizzazione di opere di riqualificazione energetica.
  • L'obbligo, per i fornitori di energia, di sostenere azioni di risparmio energetico a favore delle famiglie a basso reddito.
  • La creazione di piattaforme territoriali per la riqualificazione energetica.
  • Condizioni di prestazioni energetiche minime per la vendita di alloggi di edilizia popolare.
  • La possibilità di derogare alle norme del piano regolatore generale nell'ambito, ad esempio, dell'isolamento termico in facciata.

Dei 115 Paesi indicati dal Forum Economico Mondiale (FEM) sulla strada della transizione verde, solo 13 progrediranno ad un ritmo soddisfacente verso l'obiettivo delle zero emissioni, in base all'analisi del loro indice di transizione energetica (ETI)[1].

In testa figurano rispettivamente la Svezia, la Norvegia e la Danimarca. Seguiti da Svizzera, Austria, Finlandia, Regno Unito e Nuova Zelanda.

—L'Italia purtroppo è abbastanza indietro nella classifica, solo al 27° posto.

Guida scritta da:

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli, 90 guide

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli

Dopo 10 anni di lavoro come addetto stampa per un’importante società d’ingegneria, ho deciso di unire la mia esperienza professionale e la mia passione per la scrittura entrando nel giornalismo freelance e nella redazione a tempo pieno. Eclettica sia nei gusti che nella scrittura, in me convivono grandi passioni come la scienza e la storia, ma soprattutto l’interesse per la decorazione e il fai-da-te. Su questi argomenti, apparentemente così diversi, scrivo ormai da quasi vent’anni, devo dire con un discreto successo, probabilmente perché i miei articoli sono la cronaca dei lavori e dell’esperienza maturata nel corso della totale ristrutturazione di una vecchia masseria nel cuore del Salento. Esperienza che vorrei condividere con te attraverso i miei suggerimenti.

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