Come coltivare piante carnivore

Come coltivare piante carnivore

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Guida scritta da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Le piante carnivore sono davvero affascinanti. Originarie di luoghi con terreni poveri, la natura e l’evoluzione hanno permesso loro di sviluppare un modo insolito per ottenere i nutrienti di cui hanno bisogno. Non solo possono catturare insetti, ma anche piccoli anfibi, vermi e pesci.
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Come prendersi cura delle piante carnivore

Come prendersi cura delle piante carnivore

Il segreto per aiutare una nuova pianta ad adattarsi senza problemi a casa nostra è quello di riprodurre le condizioni del suo habitat naturale. Ciò è particolarmente importante per prendersi cura delle piante carnivore, a cominciare dalla tentazione di nutrire la nostra pianta con qualche tipo di insetto morto, come vedremo in seguito.

L’acclimatazione giusta per le piante carnivore

L’acclimatazione giusta per le piante carnivore

Anche se sono piante che in natura troviamo all’aperto, in mezzo alla natura, quelle che compriamo di solito provengono da vivai con coltivazioni interne. Hanno ricevuto un’alta umidità ambientale e luce solare in quantità controllate.

Pertanto, una volta a casa è consigliabile posizionarle vicino alla finestra più luminosa che abbiamo e, gradualmente, farla abituare alla luce solare diretta.

Il vaso per una pianta carnivora

Il vaso

La maggior parte delle piante carnivore si troverà a suo agio in vasi di plastica, che ci permetteranno di mantenere più facilmente il loro grado di umidità.

Non è essenziale trapiantarle immediatamente. È meglio dare la priorità l’acclimatazione, e trapiantarla in seguito, se necessario.

Il terriccio per le piante carnivore

Il terriccio per le piante carnivore

Come detto all’inizio, la maggior parte delle piante carnivore proviene da habitat con terreni poveri di nutrienti. Utilizzando un terriccio universale, ricco di nutrienti, potremmo provocare la loro morte.

Per questa precisa ragione, non useremo fertilizzanti per le nostre piante carnivore.

Al momento del trapianto, è consigliabile inumidire il terriccio con acqua distillata e controllare che non si schiacci eccessivamente. Il terriccio delle piante carnivore deve essere spugnoso e poco compatto, in modo che le radici possano respirare.

L’irrigazione delle piante carnivore

L’irrigazione delle piante carnivore

Il modo migliore per prendersi cura delle piante carnivore attraverso l’irrigazione è mettendo un sottovaso, in modo che il terriccio possa assorbire da solo l’acqua di cui ha bisogno. Possiamo aggiungerne altra se vediamo che ha già assorbito tutto, ma non lasciarla permanentemente con un sottovaso pieno di acqua. Ciò farebbe marcire le radici, e con loro la nostra pianta.

Anche il tipo di acqua è importante: dovremmo sempre utilizzare acqua distillata, acqua piovana o acqua imbottigliata minimamente mineralizzata.

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Le tre piante carnivore più conosciute

Drosera

Drosera

La sua caratteristica più sorprendente sono i filamenti rossi che crescono lungo i tentacoli e che sembrano immagazzinare acqua sulle punte. È grazie a questa sostanza appiccicosa che riesce a intrappolare gli insetti.

Quando la vittima si posa su di loro, come tentacoli i filamenti la abbracciano per catturarla e, in alcune specie, è l’intera foglia che si curva su di loro.

Preferisce una posizione in pieno sole però evitando le ore centrali del giorno. La Drosera gradisce un’elevata umidità ambientale, a cui possiamo contribuire polverizzando acqua giornalmente o coltivandole in un terrario. Il terriccio dovrebbe essere sempre umido, evitare le temperature inferiori ai 10º durante l’inverno.

Venere acchiappamosche (Dionea muscipula)

Venere acchiappamosche (Dionea muscipula)

Forse è la più sorprendente di tutte, con quelle bocche enormi che si chiudono durante la caccia. Dicevamo all’inizio che dovremmo evitare di alimentare le piante carnivore con insetti morti, e ciò è particolarmente importante nel caso della Dionea. L’attivazione delle sue trappole presuppone un importante consumo energetico e la sua digestione inizia quando nota il movimento della preda catturata.

Si adatta molto bene a posizioni in pieno sole, a condizione che la acclimatiamo poco a poco. Ci ringrazierà se durante il processo aggiungiamo acqua al suo sottovaso.

Le trappole della Dionea si formano continuamente poiché, dopo averle alimentate cinque o sei volte, di solito muoiono. Consigliamo tagliare le bocche morte per evitare l’apparizione di funghi.

Nepenthes

A differenza delle due piante carnivore precedenti, alla Nepenthes non piace il sole diretto, che potrebbe bruciare le sue foglie e le sue trappole. Particolare attenzione deve essere prestata per acclimatarle, aumentando la loro esposizione solare molto lentamente.

Apprezzano un’umidità molto elevata, quindi dovrebbero venire spruzzate con acqua più volte durante il giorno.

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

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