Come scegliere un interruttore magnetotermico modulare

Come scegliere un interruttore magnetotermico modulare

Gianfrancesco, Tuttofare & programmatore informatico

Guida scritta da:

Gianfrancesco, Tuttofare & programmatore informatico

Gli interruttori magnetotermici modulari sono situati all'inizio di ciascuno dei circuiti della tua casa. Sostituiscono i vecchi fusibili nel proteggere l'impianto contro i cortocircuiti e le sovracorrenti che sono la causa di molti incendi. Facciamo luce sull'argomento!

Caratteristiche importanti

  • Unipolare
  • Bipolare
  • Tripolare
  • Tetrapolare
  • Calibro
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Com'è fatto un impianto domestico

Qualsiasi circuito, in un impianto monofase (che è il tipo più comune), ha tre fili:

  • la fase;

  • il neutro;

  • la terra.

La norma CEI 64-8 prescrive che il filo di terra sia collegato sempre a terra con una resistenza massima che non deve essere superata. La fase e il neutro di ogni linea devono essere collegati all'interruttore magnetotermico di linea. In un impianto trifase vige la stessa regola, ma le tre fasi del circuito devono essere collegate al dispositivo di protezione trifase.

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Cavi per messa a terra

Perché non utilizzare dei fusibili

Un fusibile è composto da una cartuccia che contiene un filo di metallo che si fonde quando sopraggiunge una sovracorrente, facendo aprire il circuito. I fusibili proteggono soltanto la fase. Il neutro non viene interrotto, a meno che il portacartuccia sia in posizione aperta. Quando il fusibile fonde occorre rimpiazzare la cartuccia, mentre l'interruttore magnetotermico deve essere semplicemente riattivato rimettendo il commutatore in posizione ON. Oltre ad essere economico non rischierai più di restare al buio per aver dimenticato di fare scorta di fusibili!

I fusibili non sono raccomandati per i nuovi impianti viste le loro scarse performance. Non consentono, ad esempio, di proteggere attrezzature come i sistemi di VMC.

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Fusibili

Le due protezioni di un interruttore magnetotermico

Per adempiere alla loro funzione, gli interruttori magnetotermici offrono, come dice il nome, due diverse protezioni:

1. Protezione magnetica

La protezione magnetica è studiata per proteggere dai cortocircuiti. Una bobina crea un forte campo magnetico quando c'è un'improvvisa variazione di corrente, come avviene durante un cortocircuito. Questo campo magnetico fa muovere una barretta di ferro dolce che provoca l'apertura del circuito.

2. Protezione termica

Si tratta di una resistenza elettrica funzionante mediante una lamina bimetallica. Questa lamina è costituita da due strisce di metalli diversi accoppiati che hanno coefficienti di dilatazione differenti. Quando questa lamina è attraversata da una corrente eccessiva, uno dei due metalli si allunga provocando la deformazione della lamina che in questo modo aziona un interruttore che apre il circuito.

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Disgiuntore

Interruttore magnetotermico unipolare o bipolare

Negli impianti monofase, la fase e il neutro del circuito da proteggere sono collegati all'interruttore magnetotermico di linea. Gli interruttori magnetotermici unipolari e bipolari interrompono sia la fase che il neutro quando sono in posizione OFF.

Gli interruttori magnetotermici unipolari rilevano solo le anomalie sulla fase, a differenza dei bipolari che controllano sia fase che neutro.

I bipolari occupano due moduli del quadro elettrico e sono obbligatori negli impianti che non possono subire interruzioni per un difetto di isolamento, come quelli degli ospedali o delle sale da concerto. Si parla in questo caso di sistema IT (il neutro è isolato o collegato a terra tramite impedenza, mentre le masse sono collegate ad una terra locale). Il principale vantaggio di questo sistema è la continuità del servizio, ma non viene utilizzato per gli impianti domestici.

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Quadro elettrico

Interruttore magnetotermico tripolare e tetrapolare

In un impianto trifase a volte il neutro non è presente. In questo caso è sufficiente un interruttore magnetotermico tripolare.

Quando invece è presente il neutro, occorre scegliere un interruttore magnetotermico tetrapolare.

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Presa trifase

Che cos'è il calibro di un interruttore magnetotermico

Il calibro indica la protezione offerta dall'interruttore. Espresso in ampere (A), corrisponde all'intensità di corrente oltre la quale il dispositivo scatta. Il calibro dipende dalla sezione dei conduttori, espressa in mm², che dipende a sua volta dagli apparecchi collegati al circuito. Più la sezione aumenta, più la corrente può circolare senza surriscaldamento e maggiore è quindi il calibro. Una protezione adeguata previene il surriscaldamento dei conduttori per effetto Joule e quindi i rischi d'incendio. I calibri più comuni sono i seguenti:

  • 2A: per proteggere fili da 1,5 mm² destinati al controllo di apparecchi elettrici - fili pilota di radiatori, campanelli, dispositivi di gestione energetica, ecc. 

  • 10A: può essere utilizzato per un circuito di illuminazione (8 punti luce) o per dei radiatori elettrici (2250 W max) alimentati da fili da 1.5 mm² minimo.

  • 16A: protegge circuiti che comprendono otto punti luce, otto prese comandate o cinque prese elettriche da 16A connesse con fili da 1,5 mm².

  • 20A: circuito per otto prese elettriche, sedici su un circuito di 2,5 mm². Rammenta che gli scaldabagni non istantanei, i frigoriferi e le lavatrici devono avere un proprio circuito protetto da un interruttore magnetotermico da 20A. In trifase è il calibro giusto per un piano cottura.

  • 32A: per proteggere circuiti con fili di 6 mm² per alimentare piani di cottura monofase.

Ricorda che la normativa impone un calibro massimo per una sezione minima dei fili, che è idonea per evitare qualsiasi rischio di surriscaldamento dei conduttori e quindi d'incendio. Tuttavia bisogna tenere a mente che di solito è meglio scegliere un calibro di 10A per l'illuminazione, poiché otto punti luce consumano difficilmente 2250 W; è inoltre probabile che il tuo piano cottura utilizzi 32A con tutte le piastre accese.

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Lavatrici

Cosa significa la lettera davanti al calibro dell'interruttore magnetotermico

Se guardi il quadro elettrico puoi vedere una lettera davanti al calibro, ad esempio C16. Si tratta della cosiddetta curva d'intervento. Nelle installazioni domestiche si trovano molto frequentemente i modelli C.

Quando si aziona un dispositivo induttivo come un motore, viene assorbita molta corrente all'avvio. Questa corrente può essere superiore al calibro dell'interruttore magnetotermico, che può quindi scattare inutilmente. Si tratta però di corrente transitoria che non provoca il rischio di un surriscaldamento dei conduttori. Gli interruttori di tipo D risolvono questo problema e sono raccomandati, per esempio, per proteggere i climatizzatori. Il tipo d'interruttore magnetotermico da installare è sicuramente indicato nelle istruzioni di installazione del tuo apparecchio. Gli interruttori di tipo K sono simili ai D, ma hanno una protezione termica più sensibile. Esistono anche interruttori magnetotermici di tipo B, MA e Z, ma hanno applicazioni particolari, ed è improbabile che tu debba installarli.

Tutti gli interruttori magnetotermici devono rispettare la norma CEI 64-8. I magnetotermici di marchi riconosciuti ti danno la garanzia di una migliore protezione e di maggiore durata. Non a caso sono quelli scelti dai professionisti!

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Climatizzatori

Interruttore magnetotermico per impianti di riscaldamento

È necessario? Sì e no. Se non hai un filo pilota, devi utilizzare un normale interruttore magnetotermico del giusto calibro in base alla sezione della linea e alla potenza assorbita.

Se i radiatori elettrici hanno un filo pilota, cioè un quarto filo che permette di comandare il riscaldamento a distanza, deve essere anch'esso interrotto quando il magnetotermico è in posizione OFF. Per questo esistono degli interruttori magnetotermici specifici o dei semi-moduli da collegare ad un interruttore magnetotermico standard mediante clip.

Un magnetotermico con interruttore del filo pilota occupa un modulo e mezzo, e occorrono quindi dei pettini con interasse di 1,5 moduli per alimentarli.

Un ultimo consiglio prima di attaccare la corrente

La scelta di un interruttore magnetotermico dipende dal circuito da proteggere in conformità con la norma CEI 64-8, che devi sempre consultare in caso di dubbi sulla realizzazione dell'impianto. Investire nella sicurezza è fondamentale, perciò scegli sempre prodotti di qualità.

Mentre i prezzi possono variare fino al doppio a seconda della marca, solo gli interruttori di qualità svolgeranno il loro ruolo in modo ineccepibile e per gli anni a venire. Scattano non appena la corrente nominale viene superata, si riarmano invece di fondersi come i semplici fusibili. Sono progettati per un'installazione semplificata, facendoti risparmiare tempo prezioso e qualche imprecazione!

Per saperne di più

 
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Gianfrancesco, Tuttofare & programmatore informatico

Gianfrancesco, Tuttofare & programmatore informatico

Interessato fin da bambino ai lavori manuali e alla tecnologia e da sempre affascinato dal bricolage e dalla lavorazione del legno, ho colto l'occasione dell'acquisto della nuova casa per dedicarmi a questa mia passione. Decorazione (ovviamente con l'aiuto di mia moglie), creazione di mobili su misura per la stanza di mio figlio ma anche impianto elettrico e idraulico... insomma, mi sono dato da fare! Per mancanza di spazio, non ho un laboratorio fisso e alcuni degli utensili che sognavo non sono ancora entrati a far parte della mia collezione. Conosco molto del mondo del fai-da-te e per questo spero di poterti guidare nella scelta dei tuoi prodotti.

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