Come scegliere il nastro di carta

Come scegliere il nastro di carta

Marika, Appassionata di arredamento

Guida scritta da:

Marika, Appassionata di arredamento

Hai deciso che è arrivato il momento di fare qualche lavoretto fuori o dentro casa. Tinteggiare le pareti, stuccare il cartongesso, riverniciare un mobile, tutti lavori per i quali serve il nastro di carta. Ecco la guida per scegliere quello giusto e ottenere risultati professionali.
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Che cos’è il nastro di carta e come si usa

Che cos’è il nastro di carta e come si usa

Gli amanti del fai-da-te lo chiamano scotch di carta, i professionisti invece preferiscono chiamarlo nastro per mascheratura. Al di là del nome, il nastro adesivo di carta è uno scotch monoadesivo: il lato non adesivo è in carta, l’altro ha una colla che si può rimuovere con facilità, senza rovinare e senza sporcare le superfici. Aderisce perfettamente a legno, intonaco, vetro e muri e non lascia quasi mai residui. Viene utilizzato anche in tutte le applicazioni di carrozzeria. Combinato con la pellicola (o la carta) il nastro per mascheratura protegge le parti del veicolo che non devono essere riparate o verniciate.

Ma perché viene chiamato nastro per mascheratura? La risposta è molto semplice: perché serve per mascherare, ovvero proteggere le superfici da schizzi o macchie di pitture e vernici. Infatti, il nastro adesivo di carta viene utilizzato dagli imbianchini, dagli amanti del fai-da-te o da altri professionisti dell’edilizia prevalentemente per la tinteggiatura, ma trova applicazione anche nella stuccatura del cartongesso.

Tipi di nastro carta

Esistono varie tipologie di nastro di carta: 

  • Nastro di carta per interni: tra i prodotti più utilizzati per proteggere infissi e battiscopa. Ha una tenuta standard ma risente dell’umidità. Per mascherare si usano generalmente prodotti di 19 mm di altezza per linee sottili e profili, 25 mm e 38 mm per gli infissi, 50 mm per i battiscopa e le porte. Di questa categoria fa parte anche il nastro di carta con bassissimi livelli di adesività che può essere applicato su superfici delicate come carta da parati, pareti colorate e cartongesso e di solito non lascia residui di colla. In commercio è disponibile in rotoli singoli o in confezioni da più pezzi; il prezzo varia da pochi euro a qualche decina.

  • Nastro di carta per esterni: diversamente dal precedente, questo è impermeabile e resiste all’umidità e ai raggi UV. Ottimo da applicare sui muri grezzi o sugli intonaci ruvidi. Di qualità superiore, viene usato principalmente in ambito edile. Per questa ragione è venduto in confezioni da 18, 36 e 48 rotoli e il prezzo varia a seconda della quantità.

  • Nastro di carta crespato: ideale per superfici curve, con spigolature o non completamente dritte. Si “modella” in base all’area sulla quale viene applicato come ad esempio archi, mobili sagomati, vetrate, ecc. Anche in questo caso il prezzo varia in base all’acquisto di un rotolo singolo o di una confezione.

  • Nastro di carta “Precision”: un nome una garanzia! Infatti, viene impiegato per lavori di precisione tipo la mascheratura di angoli e profili di pareti sui quali si intendono tracciare righe o bordi perfetti. Adatto a vetro, alluminio, PVC rigido e legno, non lascia residui di colla. Il prezzo varia dai 5 ai 10 euro.

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Nastri per mascheratura

Come applicare il nastro di carta

Come applicare il nastro di carta

Ora che ci siamo fatti un’idea dei tipi di prodotti disponibili, vediamo come applicare il nastro di carta.

Dato che il nastro adesivo per mascheratura viene usato soprattutto per i lavori di tinteggiatura, occorre innanzitutto, coprire i pavimenti e tutte le aree che vogliamo proteggere con un telo, per poi passare al lavoro certosino di copertura di bordi, spigoli, porte, finestre, mobili. Una missione impossibile? Niente affatto! Armati di pazienza e segui questi passaggi:

  • Pulisci la zona sulla quale applicherai il nastro. Polvere e residui riducono l’aderenza del nastro adesivo perciò la superficie dev’essere pulitissima.

  • Dopo la pulizia, asciuga bene l’area di applicazione del nastro. Come dicevamo, l’umidità è la peggior nemica di questo tipo di prodotti!

  • Comincia ad applicare il nastro adesivo e man mano che avanzi, esercita una buona pressione per tutta la sua lunghezza. In questo modo eliminerai le fessure.

Fatte queste tre semplici operazioni sei pronto per iniziare a tinteggiare. Comincia proprio in corrispondenza dello scotch di carta, per poi passare alle superfici più ampie.

Nelle zone vicine al nastro di carta, ti consigliamo di dipingere usando un pennello anziché un rullo: otterrai un lavoro più preciso e rifinito!

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Teli di protezione

Quando togliere il nastro di carta dal muro

Quando togliere il nastro di carta dal muro

Conclusa la tinteggiatura arriva il momento più delicato: togliere il nastro dal muro. Ti tremano le mani solo all’idea di combinare un guaio e di rovinare tutto il lavoro fatto? Beh, non è il caso di disperarsi. Ecco qualche dritta per un risultato impeccabile.

  • Rimuovi il nastro prima che la pittura sia completamente asciutta. Così facendo, la vernice non avrà il tempo di indurirsi completamente, facendo saltare il colore secco.

  • Mentre rimuovi il nastro, cerca di mantenere un’inclinazione fra i 45 e i 90 gradi tra la zona tinteggiata e il margine del nastro stesso, in maniera tale da non formare residui.

  • Esegui l’operazione lentamente e con calma, senza strappi. 

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Nastri adesivi per mascheratura

Come stuccare con il nastro di carta

Come stuccare con il nastro di carta

Oltre ai lavori di tinteggiatura, il nastro adesivo di carta si usa per la stuccatura e la rasatura del cartongesso. Dato che non è un’operazione semplice, se stai pensando di cimentarti devi seguire scrupolosamente alcune regole ben precise e, naturalmente, usare i nastri giusti. 

Innanzitutto, si tratta di armare i giunti tra le lastre in modo da conferire alla stuccatura una buona resistenza meccanica. Per farlo si possono usare:

  • Il nastro di carta microforata: costituito da una particolare striscia di fibra di cellulosa con un lato ruvido (da posizionare sulla lastra) e uno più liscio. Di facile utilizzo anche per chi non è un professionista, è perfetto se applicato negli angoli fra il muro e il cartongesso. 

  • Il nastro in rete autoadesiva: il metodo più veloce e rapido per armare i giunti. In fibra minerale, ha un lato adesivo che consente di applicarlo direttamente sulle lastre, evitando la mano di fondo richiesta per fissare il nastro in carta. Se da un lato velocizza l’operazione di stuccatura, dall’altro offre una minor resistenza meccanica. Per ottenere una stuccatura ottimale è necessario un lavoro scrupoloso.

  • Il nastro in fibra di vetro: il nastro in feltro di vetro (o garza) viene usato prevalentemente sui giunti del cartongesso non smussati. Dato il suo spessore minimo e la sua resistenza, rende molto più semplice la stuccatura.

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Nastri adesivi in carta

Come togliere la colla del nastro di carta

Come togliere la colla del nastro di carta

Come abbiamo detto, il nastro adesivo per mascheratura è un’ottima soluzione per proteggere le superfici proprio per il fatto che, una volta finiti i lavori, può essere rimosso con facilità.

Il più delle volte certamente è così, ma può accadere che rimangano dei residui. Allora che fare? Ecco alcuni trucchetti.

  • Usare l’aria calda, una tecnica piuttosto efficace e senza rischi. Usare un asciugacapelli, dirigendo il flusso d’aria calda sulla parte interessata per circa 20 secondi. Una volta fatto, si potrà rimuovere lo scotch.

  • Usare un raschietto. Adatto per le superfici lisce e resistenti come legno levigato o verniciato, vetro, plastica, metalli. Non ce l’hai? Allora usa una vecchia tessera plastificata, ottima per togliere il nastro dalle pareti intonacate perché non lascia rigature. 

  • Usare qualche goccia di aceto miscelato all’acqua. Anche su superfici porose, tipo intonaco e legno non verniciato.

  • Usare l’olio vegetale. Per superfici non porose, farà letteralmente “scivolare via” i residui di colla.

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Raschietto

Nastro in alluminio, isolante e isolante termico

Nastro in alluminio, isolante e isolante termico

Oltre agli scotch di carta, esistono altre tipologie di nastro adesivo su cui vale la pena soffermarsi: il nastro adesivo in alluminio, il nastro isolante e il nastro isolante termico. Ma cosa cambia fra scotch di carta, di alluminio e nastro isolante termico?

  • La tipologia: ogni nastro adesivo viene impiegato per determinati usi – nello specifico, tinteggiatura, impianti elettrici e idraulici. 

  • Le specifiche tecniche: resistenza, sensibilità a temperatura, umidità, raggi UV, compatibilità fra i materiali di cui si compone e quelli sui quali viene applicato lo scotch.

  • La resistenza: in che modo i vari tipi di nastro adesivo rispondono alle sollecitazioni meccaniche (che sono diverse a seconda del loro scopo).

Completiamo la panoramica sugli scotch, illustrando brevemente le caratteristiche del nastro adesivo in alluminio, del nastro isolante e del nastro isolante termico.

  • Nastro adesivo in alluminio: ideale per la sigillatura, per riparare attrezzature metalliche e lamiere, per riflettere e condurre il calore negli elettrodomestici. Il rotolo ha una lunghezza di 55 m e una larghezza massima di 965 mm.

  • Nastro isolante: è costituito da un materiale elastico e viene impiegato dagli elettricisti per isolare i cavi elettrici. Generalmente di colore nero, ora è disponibile anche colorato, per aiutare a distinguere i fili elettrici. Autoestinguente, robusto, ottime caratteristiche di isolamento e allungabilità. 

  • Nastro isolante termico: utilizzato prevalentemente in ambito idraulico, serve per la coibentazione di impianti di riscaldamento/raffreddamento. Disponibile in rotoli larghi 50 mm e lunghi 5 metri.

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Nastri isolanti

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Marika, Appassionata di arredamento

Marika, Appassionata di arredamento

Accostamenti cromatici, tessili, composizioni d’arredo fluide e originali, materiali e stili sempre nuovi e senza confini: questo per me è il fascino dell’arredamento. Grazie alle mie conoscenze linguistiche, ho avuto l’opportunità di fare un’esperienza lavorativa di oltre 10 anni nella gestione della clientela estera proprio in un’azienda di arredo. Ho potuto conoscere e approfondire tutte le fasi della creazione di un arredo, dalla progettazione, passando per la produzione vera e propria di ogni singolo mobile, fino ad ammirarne il risultato finale. L’esperienza acquisita, i tanti viaggi (e non solo di lavoro!), la passione per le lingue, la curiosità e un pizzico di audacia, mi hanno spinta ad intraprendere nel 2011 un cammino nuovo, quello della traduttrice freelance a cui, in tempi più recenti, si è aggiunto quello della redazione di contenuti. Sarei davvero entusiasta di condividere con voi i miei suggerimenti, trasmettervi la mia passione e cercare nuove idee per reinventare qualsiasi spazio living!

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