La rotazione delle colture

La rotazione delle colture

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Guida scritta da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alternare gli ortaggi su un appezzamento di terreno è un ottimo metodo per garantire il giusto nutrimento alle piante e interrompere il ciclo di sviluppo di parassiti e malattie. Benché sia difficile praticare la rotazione delle colture in un orto familiare, è consigliabile comunque rispettarne alcuni principi.

Caratteristiche importanti

  • Sostanze nutritive del terreno
  • Esigenze nutrizionali delle piante
  • Piante più o meno esigenti
  • Lotta contro i parassiti
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Perché alternare gli ortaggi nell'orto

La rotazione delle colture ha un duplice obiettivo, che riguarda sia la produzione che la protezione delle piante contro i parassiti dell'orto.

Tutte le piante hanno bisogno di diversi elementi nutritivi. Si parla di impoverimento del terreno quando si coltiva una sola specie sullo stesso appezzamento per diversi anni consecutivi, perché questa preleva sempre gli stessi nutrienti dal suolo.

I parassiti, infatti, trovano terreno fertile e si sviluppano più facilmente se le colture rimangono invariate. La variazione delle specie di piante da un'annata all'altra limita la proliferazione dei parassiti nell'orto attraverso la soppressione della loro fonte di nutrimento e delle piante ospiti.

Rotazione delle culture e nutrienti del terreno

Le esigenze nutrizionali delle piante dell'orto

A seconda delle loro esigenze, le piante prelevano dal terreno delle sostanze minerali, che variano a seconda della specie. Alternare gli ortaggi su uno stesso appezzamento consente di evitare un eccessivo impoverimento del terreno perché diversificando i minerali e gli oligoelementi prelevati, si lascia il tempo al suolo di rigenerare le riserve. D'altra parte, alcuni ortaggi hanno un elevato fabbisogno di sostanze nutritive e richiedono quindi concimazioni importanti, mentre altri sono meno esigenti e possono crescere senza l'apporto di prodotti fertilizzanti.

Solitamente gli ortaggi vengono classificati in 3 categorie a seconda delle esigenze nutritive:

  • piante esigenti: zucche, zucchine, pomodori, cavoli, melanzane e peperoni;

  • piante mediamente esigenti: carote, lattughe, barbabietole;

  • piante meno esigenti: cipolle, aglio e ravanelli.

La rotazione delle colture sfrutta anche la proprietà di alcune piante di arricchire il suolo di sostanze minerali: l'esempio più spesso citato è quello delle leguminose o fabacee (piselli, fagioli, trifoglio) che, attraverso i batteri che vivono sulle loro radici sono in grado di fissare l'azoto atmosferico. Dopo il raccolto, le radici di queste piante si decomporranno nel terreno e l'azoto rilasciato può essere vantaggioso per la coltura successiva.

A quale profondità gli ortaggi prelevano le sostanze nutritive

Le sostanze minerali vengono assorbite a profondità differenti a seconda dell'apparato radicale. Infatti, alcuni ortaggi come la lattuga o i fagioli hanno delle radici superficiali, mentre altre piante dell'orto come gli asparagi, le zucche o anche gli ortaggi a radice quali carote, rape, patate e così via, cercheranno le sostanze nutritive in profondità.

Un metodo efficace per limitare malattie e parassiti

Non reimpiantare la stessa coltura da un'annata all'altra interrompe il ciclo di vita dei parassiti, insetti nocivi ma anche funghi che causano malattie delle piante. Infatti, numerosi parassiti dei vegetali sopravvivono nel terreno e si ripresentano l'anno successivo. Ad esempio le dorifore adulte sopravvissute, si nascondono, alla fine dell'estate, a oltre 30 cm di profondità e ricompaiono nelle belle giornate primaverili.

Gli ortaggi appartenenti alla stessa famiglia botanica spesso hanno dei nemici comuni. Le altiche che riempiono le foglie dei ravanelli sono le stesse che troviamo nelle foglie dei cavoli; per questa ragione si consiglia di lasciar trascorrere del tempo prima di riseminare o trapiantare questi ortaggi nello stesso appezzamento di piante della stessa famiglia botanica. Praticare la rotazione in modo efficace presuppone quindi la conoscenza della famiglia di appartenenza degli ortaggi.

Qual è la durata di un ciclo di rotazione delle colture

Una domanda che spesso viene posta è: quanto tempo occorre attendere prima di reimpiantare la stessa coltura sullo stesso appezzamento?  La risposta è: il più a lungo possibile. Infatti, i parassiti delle piante sopravvivono per parecchi anni nel terreno sotto forma di spore di funghi, uova, larve, ecc. Tuttavia, generalmente si considera che una rotazione ogni 3 o meglio 4 anni sia una buona pratica.

Ricorda poi che alcuni ortaggi sono esclusi dalla rotazione poiché restano sul posto per diversi anni:

  • fragole;

  • carciofi;

  • asparagi;

  • rabarbaro;

  • ortaggi "perpetui: cavoli, cipolle.

Spesso a questi viene riservato un posto isolato nell'orto.

Come avviare la rotazione delle colture nell'orto

È facile comprendere che una rotazione che tenga conto di tutti i parametri quali famiglia botanica, tipo di ortaggio (frutto, radice, foglia) ed esigenze di sostanze fertilizzanti può diventare un problema molto complesso. La seguente tabella potrà rivelarsi utile per orientarti.

Famiglia botanica

Ortaggi molto esigenti

Ortaggi mediamente esigenti

Ortaggi poco esigenti

Apiacee

Sedano, finocchio

Carota, pastinaca, prezzemolo

Asteracee

Carciofo, cardo

Lattuga, indivia riccia e scarola, scorzobianca

Topinambur, cicoria, indivia

Brassicacee

Cavolo cappuccio, cavolfiore, cavolo rapa, rutabaga

Ravanello, rapa, cavoletto di Bruxelles

Chenopodiacee

Bietola (cardi), barbabietola, spinacio

Cucurbitacee

Zucca, zucchina, cetriolo, melone

Fabacee (leguminose)

Fagioli, piselli

Fave

Gigliacee

Porro

Aglio, cipolla, scalogno

Solanacee

Melanzana, peperone, pomodoro, patata

Altre

Rabarbaro, mais

Soncino, lapazio

Abbastanza semplice da praticare per gli orticoltori che coltivano 3 o 4 ortaggi su grandi appezzamenti e che hanno tutto l'interesse a seguire questa metodologia, la rotazione delle colture può rapidamente trasformarsi in una vera e propria scommessa se si coltiva una grande varietà di ortaggi su uno spazio piccolo, come nel caso di orti rialzati, serre e orti familiari.

Richiede senso dell'organizzazione e una pianificazione anticipata delle colture su diversi anni, nel caso di un orto diviso in appezzamenti. Inoltre, se desideri anche tenere in considerazione le consociazioni tra ortaggi, il problema diventa insormontabile.

Tuttavia, per semplificare, ricorda che, in linea generale, occorre mettere in pratica la rotazione soprattutto per le patate e i cavoli. Se vuoi, potresti farlo anche per le carote e le piante della famiglia dell'aglio (cipolla, scalogno, porro).

Consigli per alternare gli ortaggi ogni 4 anni

Dividi l'orto in tante zone quanto dura la rotazione. Per esempio, per una rotazione classica su 4 anni, dividi l'orto in 4 grandi appezzamenti.

In questo caso, per ciascun anno, ogni appezzamento deve essere dedicato a ortaggi che hanno pressappoco le stesse esigenze in termini di fertilizzanti: per gli ortaggi esigenti (pomodori, melanzane, zucche, cavolfiori), l'appezzamento dovrà essere abbondantemente concimato con il compost.

L'anno successivo, questo appezzamento dovrà contenere delle colture meno esigenti, come carote, barbabietole, piselli, lattughe. Il terzo anno, toccherà agli ortaggi poco esigenti come aglio, cipolla, soncino, rape; non necessiteranno del compost.

Il quarto anno si consiglia di lasciar riposare la terra seminando del sovescio.

Quando è meglio non praticare la rotazione delle colture

In tutti gli orti piccoli e negli orti rialzati dove si coltivano numerose specie su una superficie ristretta, non è possibile praticare la rotazione degli ortaggi, perché ogni posto lasciato vuoto (dopo un raccolto) viene subito occupato da una nuova coltivazione. Diversità e rapido rinnovo fanno sì che questi piccoli orti siano poco colpiti da malattie e parassiti.

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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

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