
Come nutrire gli uccelli in inverno
Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Caratteristiche importanti
- Mangiatoia
- Collocazione
- Periodi di alimentazione
- Tipo di alimenti
- Apporto d'acqua
Quando dar da mangiare agli uccelli
Dar da mangiare agli uccelli al di fuori della stagione invernale è inutile e addirittura sconsigliato perché nel resto dell'anno se la cavano molto bene da soli. Bisogna cominciare a dar loro del cibo con l'inizio dei primi grandi freddi, a partire da fine novembre o inizio dicembre.
Bisogna poi terminare alla fine dell'inverno, durante il mese di marzo. Ricorda che quando cominci a nutrire gli uccelli, è importante continuare regolarmente nel corso di tutto l'inverno. Infatti, una volta diventati dipendenti da questo tipo di assistenza, gli uccelli moriranno se smetti di aiutarli.
Gli uccelli si mostrano meno timorosi in inverno e non esitano ad avvicinarsi alle abitazioni per trovare cibo. Si tratta quindi di una buona occasione per osservare da vicino uccelli che altrimenti non vedresti spesso, come il picchio rosso mezzano, il fringuello, il picchio muratore, ecc.
Quale cibo dare agli uccelli
Innanzitutto, osserva gli uccelli intorno a casa tua, al fine di determinarne le specie e adattare gli alimenti in base alle loro preferenze. Alcuni uccelli, come i merli e i pettirossi, si nutrono a terra.
Altri preferiscono invece trovare gli alimenti su un trespolo, come le cince, che eseguono veri e propri numeri di equilibrismo sospendendo alle reti delle palline di grasso.
La cosa più semplice consiste nel procurarsi miscele di semi per uccelli selvatici, che offrono il vantaggio di contenere semi di varie dimensioni, adatti a numerose specie di uccelli: girasole, cardo, mais, miglio, orzo e grano, tra gli altri.
A meno che la mangiatoia non sia dotata di un serbatoio di tipo tramoggia, metti solo una quantità di cibo che possa essere consumata in 24 ore. Infatti, bisogna evitare che vada a male o che venga sprecato, è importante fare attenzione all'igiene. Pulisci regolarmente le mangiatoie e il luogo della loro collocazione: le deiezioni degli uccelli possono trasmettere malattie.
Gli alimenti da preferire
I semi di girasole sono considerati l'alimento di base da offrire agli uccelli durante l'inverno, e ne vanno pazzi. Privilegia i semi neri rispetto a quelli striati, perché sono migliori e più ricchi di olio. Hai a disposizione anche altre possibilità di scelta:
i semi di cereali, alimenti ricchi di lipidi e carboidrati, forniscono l'energia indispensabile agli uccelli per lottare contro il freddo: avena, miglio, mais, grano;
le miscele di semi, composte essenzialmente da girasole, arachidi e granoturco frantumato;
i grassi vegetali, che si trovano in commercio sotto forma di pane o di pallina. Il grasso può essere puro oppure contenere semi, insetti o frutta;
la frutta secca frantumata, come mandorle, noci, nocciole, arachidi, uva secca. Non devono essere né salate né tostate;
frutta, anche avvizzita o un po' marcia: mele, pere, uva;
l'acqua non è un alimento, ma è altrettanto indispensabile.
Ricorda che in periodi di gelo l'acqua è tanto difficile da trovare quanto durante i periodi di siccità estivi! Riempi due volte al giorno con dell'acqua un recipiente poco profondo e non dimenticare di aggiungere ogni tanto dell'acqua tiepida per far sciogliere il ghiaccio durante i periodi di gelo.
Gli alimenti da evitare
Non trovando alimenti durante l'inverno, gli uccelli tendono a mangiare qualsiasi cosa. Per questo motivo, è necessario fare attenzione e non dar loro alimenti dannosi, in particolare:
i grassi animali: strutto, lardo, sego, burro, nocivi per il cuore degli uccelli;
i semi oleosi essiccati, quali piselli e lenticchie;
i biscotti per animali, poiché la loro composizione non è adatta al fabbisogno degli uccelli.
Gli alimenti da non somministrare
semi salati, zuccherati o tostati;
pane secco;
semi di ricino, tossici;
riso crudo;
noci di cocco secche;
resti del tuo pasto, spesso troppo salati. Invece, puoi dar loro patate e riso cotti, non salati;
latte, un veleno per gli uccelli, dà loro da bere solo acqua;
Buono a sapersi: puoi lasciar loro resti di formaggio in piccole quantità.
Mangiatoie per uccelli
Quale collocazione scegliere per le mangiatoie per uccelli
Posiziona le mangiatoie in un luogo libero, se possibile fuori dalla portata dei gatti e al riparo da venti troppo forti. Al suolo getterai semplicemente semi mentre sugli alberi, un po' ovunque nel giardino, appenderai palline di grasso e distributori.
Installa più punti per l'alimentazione, in modo da ridurre i conflitti tra le specie. Noterai infatti che alcune hanno il sopravvento su altre.
Nei limiti del possibile, somministra gli alimenti due volte al giorno negli stessi luoghi e a orari fissi, per "fidelizzare la tua clientela".
Non inserire mai il cibo in una voliera. Per unire l'utile al dilettevole, posizionalo in un luogo che ti permetta di osservare gli uccelli con discrezione attraverso la finestra di casa tua.
Voliere
Un'alimentazione biologica: gli arbusti di bacche
Se desideri piantare in giardinoalberi e arbusti ornamentali, preferisci le specie i cui frutti persistono durante l'inverno e che possono fungere da nutrimento per gli uccelli.
Il viburno, il sambuco nero, il sorbo degli uccellatori, il corniolo, il caprifoglio, l'edera, il cotonastro, l'agazzino e il melo ornamentale producono in autunno frutti che piacciono a cince, pettirossi, merli, verdoni, fringuelli, cardellini e passeri, tra gli altri.
Inoltre, gli arbusti sempreverdi, quali il viburno tino, garantiscono loro un riparo contro il cattivo tempo e gli arbusti spinosi (agazzino, Berberis, agrifoglio) costituiscono un rifugio contro i predatori.
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Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.