
Alveare in casa: tutte le fasi per crearlo con successo
Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Prima di cimentarsi con l'apicoltura
Anzitutto dovrai seguire gli adempimenti burocratici indicati dalla tua regione, questa fase non ti porterà via più di due minuti ed è essenziale per il censimento degli apicoltori.
In rete troverai tantissimi tutorial, ma non dimenticare che è importante seguire una formazione per gestire al meglio le tue future vicine. Informati presso un ente di formazione oppure confrontati con gli apicoltori professionisti o alle prime armi ma con esperienza in questo settore.
In questo articolo ti forniremo alcuni consigli di base necessari prima di iniziare questa attività. Qui troverai le informazioni essenziali, dalla scelta dell’arnia alla produzione del tuo miele.
L’apicoltore di successo si riconosce dal materiale
Procurarsi il materiale non è semplice se non si conoscono i termini tecnici. Esistono diversi modelli di arnie: partiamo con il tipo Dadant Blatt!
Composto da 10 telaini, questo modello consente agli sciami di svilupparsi al suo interno in modo significativo.
Ti suggeriamo di prendere un fondo in plastica per permettere alle api di volare e atterrare con il pieno di nettare e polline, ed evitare anche le risalite capillari in estate e inverno. Inoltre, è facile da pulire con acqua calda.
Completa con una porticina d’ingresso per limitare le correnti d’aria e l’intrusione di animali dannosi all’interno dell’arnia.
Sistemare l’interno dell’arnia
Dopo il fondo, scegli un modello Dadant a cubo con 10 telaini. In questa zona si disporranno le api per conservare il nettare e il polline e la regina prenderà posizione per deporre e creare lo sciame di api. È importante avere un corpo molto spesso per isolare e proteggere le api.
Inseguito, migliora l’arnia con un melario Dadant a 8 o 9 favi, che servirà per recuperare la produzione di miele. Ti consigliamo di prenderne due o tre per facilitare le visite nell’apiario. Non dimenticare la griglia escludi-regina che le impedisce di risalire nel melario, e di conseguenza deporre soltanto nel corpo, con il melario a fungere unicamente da riserva.
Dovrai inoltre aggiungere un nutritore in legno paraffinato o un melario a 10 favi per completare le scorte per l’inverno e aiutare la sciamatura in primavera.
Inoltre, servirà un coprifavo a separare il tetto dal corpo e consentire di aprire l’arnia delicatamente, oltre a un tetto piano o a chalet, più estetico ma leggermente più pesante per la manutenzione.
Infine, non dimenticare di installare un isolante interno a livello del tetto, perché le temperature possono essere troppo rigide in inverno e troppo elevate in estate.
Il cuore dell’arnia
All’interno dell’arnia dovrai scegliere i favi e la cera: per recuperare il miele ti occorreranno 10 favi per il corpo dell’arnia modello Dadant e 8 o 9 per il melario. Successivamente, procurati dei fogli cerei con alveoli preformati e fissali ai favi, per facilitare il lavoro delle api operaie all’interno dell’arnia.
Nella parte esterna dell’arnia, dovrai applicare dell’olio di lino a più riprese oppure della pittura termina per proteggere il legno dalle variazioni climatiche.
Ed ecco fatto, siamo pronti per accogliere le api
Ora occorre trovare uno sciame d’api. Gli sciami sono visibili un po’ ovunque, specie nelle aree vicine agli apicoltori professionisti.
Potrai anche scegliere la razza delle api: Buckfast, ape nera o caucasica.
La scelta della razza è importante perché determina diversi criteri quali il consumo di miele in inverno, la forza dello sciame o l’aggressività.
La sicurezza nell’apiario e nelle vicinanze.
È indispensabile indossare una tuta integrale o semi-integrale ogni volta che manipoli l’arnia, per proteggerti da eventuali punture d’ape. Munisciti inoltre di guanti in plastica o in pelle, di stivali da far passare sopra la tuta per proteggere i piedi e renderla stagna. Infine, l’affumicatore e il combustibile necessario sono strumenti indispensabili per ogni apicoltore.
Non affrettare la scelta del materiale. Per esempio, l’affumicatore dovrà avere una riserva di almeno un litro.
Fabbricare il dolce nettare
Per la smielatura, è indispensabile avere a disposizione un locale perfetto per l’estrazione del miele. Tutto deve essere impeccabile al suo interno. Avrai bisogno anche di un estrattore manuale o motorizzato per 2-9 favi, che ti consente di estrarre il miele dal melario senza rovinarlo.
Successivamente, dovrai far passare tutto in un filtro doppio per filtrare e separare le impurità del miele. Poi, con l’aiuto di due o tre maturatori, potrai conservare il miele prima del confezionamento definitivo nei vasetti.
Per questioni di igiene, applica nei vasetti delle etichette che indicano la data di scadenza e il tipo di miele prodotto, così l’organizzazione sarà più semplice.
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Guida scritta da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.