Ulivo olivo "Olea europea" bonsai cfr. tronco 160/180 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
L'olivo Olea europaea impostato a macrobonsai con circonferenza del tronco di 160-180 cm rappresenta un esemplare secolare di eccellente pregio strutturale e valore architettonico. Derivato da selezioni storiche della flora agraria italiana, prevalentemente riconducibili alla cultivar Olea europaea 'Frantoio' o 'Leccino', il soggetto è stato plasmato tramite decenni di potature ortodosse mirate alla definizione di palchi orizzontali ben distinti. Presso il Vivaio di Castelletto questo esemplare ha superato con successo il periodo di affrancamento e acclimatazione a regimi termici subcontinentali, garantendo eccezionale vigore linfatico e stabilità fisiologica.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Oleaceae, la pianta sviluppa un apparato caulinare scultoreo caratterizzato da un corteccia ritidoma profondamente solcato, fessurato e spiralato, di tonalità grigio-cenere. Il fogliame persistente è costituito da lamine fogliari lanceolate, coriacee, con pagina superiore glabra di colore verde oliva e pagina inferiore densamente tomentosa per la presenza di peli stellati ad azione riflettente e anti-traspirante. L'infiorescenza a grappolo (mignola) emerge alle ascelle fogliari con antesi tra maggio e giugno. I frutti sono drupe ellissoidali a maturazione scalare autunnale.
Crescita e sviluppo
Nella presente conformazione a macrobonsai, la chioma viene mantenuta a un'altezza variabile tra 2,5 e 3,2 m, con un'ampiezza di 2,5-3,5 m. Il ritmo di crescita vegetativa dei germogli apicali è volutamente contenuto su 5-10 cm/anno per preservare l'equilibrio dei palchi fogliari. L'espansione radiale del fusto su esemplari di questa volumetria è sub-millimetrica. La longevità potenziale della pianta è plurisecolare.
Indicazioni e utilizzo
- Punto focale isolato su manti erbosi o ghiaie decorative in parchi e giardini di rappresentanza.
- Elemento scenografico per cortili interni lastricati e chiostri storici.
- Collocazione monumentale in grandi mastelli o vasi in cotto toscano su terrazze a elevata portata statica.
- Integrazione strutturale in giardini formali moderni o progetti a matrice paesaggistica xerofila.
- Valorizzazione di ingressi aziendali, viali d'onore e strutture ricettive di prestigio.
Terreno
Esige substrati a tessitura sciolta, franco-sabbiosi o ciottolosi, con reazione ottimale compresa tra pH 6.5 e 8.0, tollerando livelli elevati di calcare attivo. La permeabilità deve essere assoluta: i terreni argillosi o asfittici richiedono la miscelazione con un 30% di pomice, lapillo o ghiaia per evitare fenomeni di asfissia radicale.
Esposizione
Richiede il pieno sole con irraggiamento solare diretto di almeno 6-8 ore al giorno. Nel Nord Italia è opportuno garantire una posizione riparata dalle correnti fredde invernali di bora o tramontana, preferibilmente addossata a muri perimetrali esposti a sud o sud-ovest per sfruttare il rilascio termico notturno.
Irrigazione
Specie xerofila a bassissimo fabbisogno una volta attecchita. Nel primo biennio dalla messa a dimora, irrigare ogni 15-20 giorni in estate distribuendo 80-100 litri d'acqua per turno per via profonda. In vaso, bagnare solo quando il substrato risulta completamente asciutto nei primi 6-8 cm. Il segnale primario di stress idrico severo consiste nell'accartocciamento longitudinale della lamina fogliare.
Concimazione
L'apporto nutrizionale si effettua a fine febbraio con fertilizzante organo-minerale a lenta cessione a basso titolo di azoto (es. NPK 8-12-16) per non indurre un allungamento eccessivo degli internodi. In autunno (metà ottobre) è raccomandata una concimazione di fondo con stallatico pellettato umificato (1,5 kg per pianta) distribuito sulla proiezione della chioma.
Potatura e manutenzione
Si esegue tra fine febbraio e inizio marzo mediante forbici e seghetti disinfettati. La tecnica consiste nell'eliminazione dei succhioni basali, nel diradamento dei getti verticali che alterano la geometria dei singoli palchi e nello sfoltimento interno per aerare la vegetazione. A fine giugno è possibile eseguire una leggera pinzatura verde dei nuovi germogli per compattare le "nuvole" fogliari. Trattare sempre i tagli superiori a 2 cm con mastice cicatrizzante.
Resistenza e salute della pianta
La tolleranza termica su legno maturo raggiunge -10°C / -12°C in assenza di umidità stagnante al suolo (zone USDA 8-11). Tra i patogeni fungini, prestare attenzione all'occhio di pavone (Spilocaea oleagina), contrastabile con sali rameici a inizio primavera e tardo autunno. Monitorare la presenza di cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae) ed evitare lesioni corticali che favoriscano la penetrazione batterica di Pseudomonas savastanoi (rogna dell'olivo).
Istruzioni per il trapianto
Effettuare l'impianto preferibilmente tra metà marzo e maggio. Scavare una buca di diametro non inferiore a 200 cm e profondità di 90 cm. Posizionare sul fondo uno strato drenante di 15-20 cm di ghiaia spaccata calibro 20-40 mm, separata dal terreno tramite geotessile. Posizionare la zolla verificando che il colletto rimanga 5 cm al di sopra del piano di campagna per compensare i successivi assestamenti. Stabilizzare il tronco mediante ancoraggi sotterranei a perdere collegati a zavorre o tiranti d'acciaio con tenditori regolabili.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso129 kg
- Volume500 l
- Colore fioreBianco
- Uso previstoEsterno
- EsposizioneSole
- Altezza180 cm
- Può essere ripiantatoSi
- Tipo di alberoDa frutto
- Varietà di alberoOlmo
- Referenza ManoManoME71955211
- MMID827550897927
- Rif. costruttoreUL047
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