Melograno "Punica granatum" pianta da frutto a cespuglio in mastello ø55
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Melograno Punica granatum è una specie decidua appartenente alla famiglia delle Lythraceae, originaria di una vasta regione che si estende dall'Iran all'Himalaya, ma naturalizzata da millenni in tutto il bacino del Mediterraneo. Questi esemplari in mastello rappresentano una pianta di eccezionale maturità, già strutturata per offrire un impatto paesaggistico immediato e una produzione fruttifera costante. La sua morfologia riflette l'adattamento a climi caratterizzati da estati calde, garantendo una longevità che può superare il secolo in condizioni pedoclimatiche ottimali.
Caratteristiche botaniche
Botanicamente, il Punica granatum si presenta come un piccolo albero o grande arbusto dal portamento eretto e ramificato. Il fusto principale sviluppa un ritidoma grigio-chiaro, che con l'età tende a sfaldarsi in placche sottili e contorte. Le foglie sono opposte o sub-opposte, lanceolate, intere e glabre, di un colore verde lucido che vira al giallo dorato nel periodo autunnale. L'antesi avviene tra maggio e luglio, con la comparsa di fiori attinomorfi di colore rosso corallo, dotati di un calice coriaceo persistente. Il frutto è una bacca complessa denominata balausta, caratterizzata da un esocarpo coriaceo e numerosi semi (arilli) succosi all'interno.
Crescita e sviluppo
Il Melograno presenta un ritmo di crescita moderato, stimato in circa 20-30 cm/anno in fase giovanile, rallentando sensibilmente una volta raggiunta la maturità strutturale. In piena terra, la pianta può raggiungere un'altezza massima di 5-6 metri, con un'ampiezza della chioma di circa 3-4 metri. L'esemplare con tronco 40/60 cm è da considerarsi un esemplare adulto, la cui energia è focalizzata più sulla ramificazione secondaria e sulla fruttificazione che sull'allungamento dei rami principali.
Indicazioni e utilizzo
Produzione di frutti eduli ad alto contenuto di antiossidanti per consumo fresco o trasformazione.
Impiego come esemplare isolato in giardini storici o moderni per il suo valore scultoreo.
Costituzione di quinte arboree a bassa manutenzione in zone costiere o collinari.
Utilizzo in grandi contenitori per la decorazione di terrazze o patii esposti a sud.
Inserimento in frutteti misti per la biodiversità e la resistenza alla siccità.
Terreno
La specie è estremamente plastica riguardo al substrato, tuttavia predilige terreni sciolti, profondi e ben drenati. Il pH ideale si colloca nell'intervallo 6.0-7.8 (da sub-acido a leggermente alcalino). Tollera bene i terreni calcarei e sassosi, mentre manifesta clorosi ferrica e asfissia radicale in suoli eccessivamente compatti o con ristagni idrici persistenti. In caso di terreni argillosi, è fondamentale integrare sabbia di fiume o pomice nella buca d'impianto.
Esposizione
Il Melograno richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una fioritura abbondante e la corretta maturazione degli zuccheri nei frutti. È una pianta termofila che beneficia di microclimi protetti nel Nord Italia, mentre nel Centro-Sud si adatta perfettamente alle zone costiere. Tollera bene la ventilazione, inclusi i venti salmastri, rendendolo adatto a giardini litoranei.
Irrigazione
Sebbene sia una specie xerofila capace di resistere a prolungati periodi di siccità, la gestione idrica è cruciale per la qualità del raccolto. Durante i primi due anni dal trapianto e nei mesi estivi (luglio-agosto), le bagnature devono essere regolari ma mai eccessive. Uno stress idrico seguito da un'irrigazione abbondante è la causa principale dello spacco dei frutti (cracking). Si consiglia l'uso di sistemi a goccia per mantenere un'umidità costante del suolo.
Concimazione
La somministrazione di nutrienti deve avvenire a fine inverno (febbraio) utilizzando un concime organico pellettato o stallatico ben maturo. In fase di ripresa vegetativa, è possibile intervenire con un concime minerale ternario NPK bilanciato (es. 15-15-15) per sostenere lo sviluppo della chioma. Evitare eccessi di azoto tardivi che potrebbero rendere i tessuti troppo teneri e suscettibili ai parassiti.
Potatura e manutenzione
La potatura si effettua a fine inverno, prima del rigonfiamento delle gemme. Per gli esemplari formati come quello in oggetto, l'intervento consiste principalmente nell'eliminazione dei polloni basali e dei succhioni che crescono verticalmente all'interno della chioma. È importante diradare i rami per permettere alla luce di penetrare all'interno, favorendo la maturazione dei frutti sui rami di due o tre anni. Utilizzare sempre attrezzi affilati e disinfettati per evitare la trasmissione di patogeni.
Resistenza e salute della pianta
Il Punica granatum è rustico fino a temperature di -12°C / -15°C (Zone USDA 7-10), sebbene gelate tardive possano danneggiare i nuovi germogli. Tra i parassiti più comuni si segnala l'afide del melograno (Aphis punicae) e la tignola (Cydia pomonella), che può attaccare i frutti. In ambienti eccessivamente umidi, può essere soggetto a marciumi radicali causati da Phytophthora. La prevenzione si attua garantendo un ottimo drenaggio e una corretta circolazione dell'aria nella chioma.
Istruzioni per il trapianto
Il trapianto di un esemplare in mastello da 180 litri deve essere eseguito preferibilmente tra novembre e marzo. La buca d'impianto deve avere dimensioni doppie rispetto al pane di terra (circa 100x100 cm). Sul fondo è indispensabile predisporre uno strato di 10-15 cm di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio. Dopo il posizionamento, colmare con una miscela di terra di scavo e terriccio professionale di qualità. Data la dimensione del tronco e della chioma, è necessario prevedere un sistema di ancoraggio con pali tutori per i primi 24 mesi, al fine di stabilizzare l'apparato radicale contro l'azione del vento.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso29.9 kg
- Uso previstoEsterno
- EsposizioneSole
- Può essere ripiantatoSi
- Tipo di alberoDa frutto
- Tipo di fogliameCaduco
- Referenza ManoManoME252883654
- MMID963773915732
- Rif. costruttorePF065