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Norme e regolamenti sulle casette e i capanni da giardino

Norme e regolamenti sulle casette e i capanni da giardino

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli

Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli

6 min di lettura
Come tutti gli edifici, le casette da giardino sono soggette a varie norme e regolamenti. Tra Codice civile, Regolamento edilizio, CILA, SCIA e permesso di costruire, diamo un'occhiata a tutto ciò che bisogna sapere prima di installare un capanno o una casetta da giardino.

Caratteristiche importanti

  • Passaggi preliminari
  • Autorizzazioni urbanistiche
  • Oneri e tasse

Norme e regolamenti sulle casette da giardino: qualche premessa

Le norme e i regolamenti e in generale gli strumenti urbanistici che riguardano l'edilizia sono diversi da un Comune all'altro. In genere non ci sono sostanziali differenze tra i regolamenti dei Comuni di una stessa Regione, ma è importante informarsi bene e conoscerli nel dettaglio per non commettere irregolarità o non rischiare di incorrere nel reato di abuso edilizio.

Prima di scegliere una casetta da giardino, s'impongono quindi diversi passaggi

  • Consultare i regolamenti edilizi e gli strumenti urbanistici del Comune.

  • Rispettare le distanze limite dai confini.

  • Informarsi sull'eventuale presenza di vincoli architettonici, paesaggistici o idrogeologici.

  • Consultare un tecnico per le eventuali dichiarazioni o permessi richiesti e a seconda della superficie e dell'ingombro della casetta da giardino.

  • Pagare le eventuali tasse, se previste.

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Capanni e casette da giardino: le procedure prima dell'installazione

I regolamenti edilizi e gli strumenti urbanistici

Il Regolamento edilizio è lo strumento normativo che disciplina, nel territorio comunale, ogni attività che comporta trasformazione urbanistica ed edilizia. Il Regolamento edilizio stabilisce le modalità costruttive dell'edificazione, garantendo il rispetto delle normative tecnico, estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi.

Prima di installare un capanno da giardino devi vedere quali sono le prescrizioni del Regolamento edilizio rivolgendoti all'Ufficio tecnico del tuo Comune o a un professionista (architetto, geometra ecc.).

Il Regolamento edilizio può imporre limitazioni all'installazione dei capanni da giardino anche per quanto riguarda le dimensioni o l'altezza massima, oppure prescrivere o vietare l'uso di determinati materiali, ecc. 

Se abiti in un condominio o in un comprensorio edilizio fai attenzione anche ai regolamenti interni.

Ulteriori limitazioni possono essere previste in aree di particolare pregio ambientale o naturalistico.

Le distanze dai confini

Anche se il Codice civile all'art. 873 stabilisce che deve essere mantenuta una distanza minima di 3 metri dalle proprietà confinanti, i regolamenti edilizi comunali, i regolamenti di condominio o altre norme specifiche possono imporre ulteriori restrizioni.

I vincoli architettonici, paesaggistici o idrogeologici

Quando vi sono standard architettonici imposti, per esempio in un centro storico o in una zona protetta, possono sussistere dei vincoli architettonici o paesaggistici che regolano l'utilizzo dei materiali della capanno o una casetta da giardino">casetta da giardino, il colore, l'installazione, l'altezza ecc.

Il vincolo idrogeologico ha lo scopo di tutelare l’ambiente e le falde acquifere dai danni che possono essere causati da opere edili o attività che prevedono scavi, imponendo un controllo e la richiesta preventiva di autorizzazione agli enti locali quando si eseguono lavori che possono comportare trasformazioni del territorio. Se la zona dove intendi collocare la tua casetta da giardino è sottoposta a questo tipo di vincolo, informati presso l'Ufficio tecnico del Comune su quali sono le eventuali autorizzazioni necessarie.

Le autorizzazioni necessarie

A seconda della superficie e dell'ingombro del capanno o della casetta da giardino, ma soprattutto del luogo in cui verrà installata (in quale Comune, se area protetta, vincolata o meno), potrebbe essere sufficiente una semplice comunicazione o una richiesta di autorizzazione che comporta una procedura più complessa.

Le modalità per avere l’autorizzazione dipendono in parte dalle leggi regionali e dal Regolamento Edilizio Comunale. Se non è specificato altro nel Regolamento Edilizio Comunale, vale la legge nazionale cioè il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, Testo unico sull'edilizia.

Nell'ottica della semplificazione degli iter burocratici, con l'entrata in vigore del D.Lgs 222/2016 è stato ridotto il numero dei titoli abilitativi edilizi. Quelli ancora in vigore sono appunto la CILA, la SCIA, il Permesso di Costruire a cui si aggiungono tutti i lavori in edilizia libera.

Spesso potrà essere sufficiente la presentazione della cosiddetta SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Alcuni Comuni potrebbero invece richiedere la CILA, Comunicazione d'Inizio Lavori Asseverata.

In ogni caso, come più volte ripetuto, sarà indispensabile fare riferimento al Regolamento edilizio comunale e alla Leggi Regionali per eventuali vincoli e informarsi presso il SUE (sportello unico dell'edilizia) del Comune per conoscere quali sono i documenti da presentare e l'iter burocratico da seguire.

Gli interventi di edilizia libera

Gli interventi in edilizia libera sono tutti quei lavori che non richiedono autorizzazioni o titoli abilitativi.

Il Glossario degli interventi di edilizia libera, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 aprile 2018 è l'elenco non esaustivo, suddiviso in 58 tipologie, di tutti questi lavori che non richiedono autorizzazioni.

Al punto n. 48 il Glossario cita, tra gli interventi non soggetti ad autorizzazione, l'installazione di ripostigli per attrezzi, manufatti accessori di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo.

Non vengono indicate le dimensioni massime, che sono invece precisate dai singoli Comuni. Ad esempio, in alcuni Comuni per rientrare tra gli interventi di edilizia libera il capanno deve essere situato nelle aree di pertinenza della casa, avere una superficie massima 5 m², altezza non superiore a 2,40 m e una struttura leggera e rimovibile.

È sempre necessario, quindi, far riferimento alle leggi e regolamenti del Comune.

La CILA

La CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) non è un permesso vero e proprio ma una pratica non molto complicata e non molto costosa. Si tratta di una semplice comunicazione con allegata relazione tecnica da inoltrare al Comune. Non è vincolata al parere dell'Ente ma è il tecnico che la firma che "assevera" la regolarità dell'intervento.

La SCIA

Anche in questo caso non si tratta di un permesso (che richiede quindi un'approvazione) ma di una comunicazione. È più complicata da redigere e quindi più costosa ed è normalmente richiesta per gli interventi più importanti. L'iter prevede anche una comunicazione di fine lavori e un collaudo statico certificato da un tecnico.

Il permesso di costruire

In alcuni casi il Comune potrebbe chiedere un vero e proprio permesso di costruire, ad esempio se si tratta di una casetta da giardino particolarmente grande, come una dependance della casa adatta ad alloggiare gli ospiti o che diventa un piccolo studio.

Il permesso di costruire ha un iter più complesso ed è vincolato al parere dell'ente secondo il principio del silenzio-diniego (se il Comune non si esprime il permesso s'intende rifiutato).

Altre autorizzazioni

Sempre presso il Comune dovrai informarti se sono necessarie altre autorizzazioni o pareri, come ad esempio nel caso di aree soggette a vincoli di tipo architettonico, paesaggistico o idrogeologico o nelle zone a rischio sismico.

Oneri e tasse

Le pratiche amministrative richiedono in genere il pagamento dei diritti d'istruttoria e di segreteria che variano da un Comune all'altro. Le tasse relative al manufatto sono poi in funzione delle dimensioni. In genere per casette fino a 3x3 m non si pagano tasse.

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Guida scritta da:

Silvia, Scrittrice e giornalista, Gallipoli

Dopo 10 anni di lavoro come addetto stampa per un’importante società d’ingegneria, ho deciso di unire la mia esperienza professionale e la mia passione per la scrittura entrando nel giornalismo freelance e nella redazione a tempo pieno. Eclettica sia nei gusti che nella scrittura, in me convivono grandi passioni come la scienza e la storia, ma soprattutto l’interesse per la decorazione e il fai-da-te. Su questi argomenti, apparentemente così diversi, scrivo ormai da quasi vent’anni, devo dire con un discreto successo, probabilmente perché i miei articoli sono la cronaca dei lavori e dell’esperienza maturata nel corso della totale ristrutturazione di una vecchia masseria nel cuore del Salento. Esperienza che vorrei condividere con te attraverso i miei suggerimenti.

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