Salice piangente "Salix babylonica" pianta in vaso ø18 cm h 100/120 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Salice piangente, botanicamente classificato come Salix babylonica, è un’essenza decidua appartenente alla famiglia delle Salicaceae, originaria della Cina settentrionale ma ampiamente naturalizzata in Europa. Questo esemplare, coltivato in vaso ø18 cm con un'altezza attuale di 120/150 cm, rappresenta una delle alberature più iconiche per il paesaggismo idrofilo. La pianta si distingue per il suo habitus spiccatamente ricadente, con rami secondari flessuosi che raggiungono spesso il suolo, creando una struttura architettonica di grande impatto visivo, ideale per contesti di pianura e zone collinari fresche come il Monferrato.
Caratteristiche botaniche
Il fusto principale presenta un ritidoma grigio-scuro, profondamente fessurato negli esemplari adulti. I rami giovani sono glabri, sottili e di colore verde-brunastro. Le foglie sono alterne, lanceolate e strette, lunghe dai 10 ai 16 cm, con margine finemente seghettato; la pagina superiore è di un verde brillante, mentre quella inferiore appare glauca o leggermente tomentosa. Essendo una specie dioica, l'infiorescenza è costituita da amenti cilindrici che compaiono contemporaneamente all'emissione fogliare tra marzo e aprile.
Crescita e sviluppo
Il Salix babylonica è caratterizzato da un ritmo di crescita estremamente rapido, che può superare i 100-120 cm/anno nei primi dieci anni di vita. A maturità, l'albero raggiunge un'altezza massima compresa tra i 10 e i 15 metri, con un'ampiezza della chioma (spread) che può estendersi fino a 8-12 metri. È una pianta dalla longevità moderata, raramente superando i 70-80 anni, a causa della fragilità del legno e della rapidità del metabolismo vegetativo.
Indicazioni e utilizzo
- Consolidamento di sponde fluviali e argini di laghetti artificiali grazie all'apparato radicale fascicolato e profondo.
- Esemplare isolato in tappeti erbosi di grandi dimensioni per creare zone d'ombra naturale.
- Utilizzo in giardini biodinamici per favorire l'insediamento di avifauna e insetti pronubi.
- Schermatura visiva in contesti rurali o parchi pubblici con falda acquifera superficiale.
- Integrazione in progetti di fitodepurazione per la capacità di assorbire nutrienti in eccesso dal suolo.
Terreno
Predilige terreni profondi, fertili, di medio impasto o pesanti (argillosi), purché costantemente umidi. Il range di pH ottimale è compreso tra 6.0 e 7.5, sebbene tolleri lievi scostamenti verso l'alcalinità. Nonostante la natura idrofila, è fondamentale che il terreno non sia asfittico; la presenza di una frazione di sostanza organica ben umificata favorisce lo sviluppo delle radici capillari.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una fotosintesi ottimale e mantenere la densità del fogliame. Nel Nord Italia e nelle zone continentali, sopporta bene le correnti d'aria, ma i rami più giovani possono subire rotture meccaniche in caso di venti catabatici violenti o nevicate pesanti. È adatto alle zone USDA 6-9.
Irrigazione
L'apporto idrico deve essere costante e abbondante, specialmente per gli esemplari giovani e durante i mesi estivi (luglio-agosto). In assenza di falda superficiale o vicinanza a specchi d'acqua, si consigliano interventi settimanali con volumi di 40-60 litri d'acqua per pianta. Lo stress idrico si manifesta precocemente con l'ingiallimento e la successiva filloptosi (caduta delle foglie) delle sezioni interne della chioma.
Concimazione
Si interviene a fine febbraio con una somministrazione di concime organico pellettato o stallatico maturo alla base della proiezione della chioma. Per esemplari in fase di accrescimento, è utile integrare con un fertilizzante minerale a lenta cessione con rapporto NPK bilanciato (es. 15-15-15) per sostenere lo sviluppo della struttura lignea.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si effettua in pieno inverno, durante il riposo vegetativo (gennaio-febbraio). È necessario eliminare i "succhioni" basali e i rami che crescono verso l'interno della chioma per favorire l'aerazione. Evitare tagli drastici (capitozzatura) che predispongono la pianta a carie del legno. Si consiglia l'uso di cesoie e segacci perfettamente affilati e disinfettati per prevenire infezioni fungine.
Resistenza e salute della pianta
La specie è rustica e resiste a temperature fino a -15°C / -20°C. Tuttavia, è suscettibile ad attacchi di Marssonina salicicola (antracnosi del salice), che causa macchie nere sulle foglie e cancri sui rametti. Tra i parassiti animali, prestare attenzione alla Chrysomela populi (coleottero crisomelide) e agli afidi nelle ascelle fogliari. Una corretta gestione del drenaggio e l'evitare ristagni idrici nel colletto riducono il rischio di Phytophthora.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora va da novembre a marzo, evitando i periodi di gelo intenso. È necessario scavare una buca di dimensioni doppie rispetto al pane di terra (circa 60x60 cm). Sul fondo è consigliabile inserire uno strato di 5-10 cm di ghiaia o argilla espansa per agevolare il drenaggio basale. Dopo il posizionamento, colmare con un mix di terra di scavo e terriccio professionale, compattando leggermente. Data la flessuosità del fusto da 120/150 cm, è obbligatorio l'uso di un tutore in legno (palo tutore) legato con lacci elastici a "otto" per i primi 24 mesi, onde evitare lo scalzamento radicale causato dal vento.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Uso previstoEsterno
- EsposizioneSole
- RusticitàRustico
- Tipo di alberoLegno duro
- Tipo di fogliameSempreverde
- Referenza ManoManoME232146380
- MMID624432020987
- Rif. costruttoreAL088


















