Pitosforo "Pittosporum tobira" pianta da siepe sempreverde in vaso ø9 cm FOTO REALE
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Pittosporum tobira, comunemente noto come Pitosforo, è un arbusto sclerofillo sempreverde originario dell'Asia orientale, ampiamente impiegato nell'architettura del paesaggio mediterraneo e continentale. Caratterizzato da una struttura densa e ramificata, rappresenta una scelta primaria per la costituzione di siepi strutturali e barriere frangivento. La specie si distingue per la notevole resilienza alla salinità atmosferica e per la capacità di adattamento a regimi idrici variabili, mantenendo un fogliame lucido e compatto anche in condizioni di stress termico moderato, tipiche delle zone di transizione tra il litorale e l'entroterra come il Monferrato.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Pittosporaceae, il Pittosporum tobira presenta foglie obovate e coriacee, disposte a spirale verso l'estremità dei rami, lunghe 5-10 cm, con un caratteristico margine revoluto. La superficie adassiale è di un verde scuro brillante, mentre quella abassiale appare più chiara e opaca. Le infiorescenze sono cime ombrelliformi terminali composte da fiori pentameri, inizialmente bianchi e successivamente color crema durante l'antesi (maggio-giugno), noti per l'intensa profumazione agrumata. Il frutto è una capsula globosa e tomentosa che, a maturità, si apre liberando semi rossastri immersi in una sostanza resinosa.
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, la specie raggiunge un'altezza massima di 4-5 metri con un'ampiezza della chioma di circa 3-4 metri. Il ritmo di crescita è moderato, attestandosi su una media di 30-40 cm all'anno per gli esemplari giovani. La pianta mostra una notevole longevità e una capacità di rigenerazione dai tessuti basali che la rende idonea a interventi di potatura frequenti per il mantenimento di forme geometriche obbligate.
Indicazioni e utilizzo
- Costituzione di siepi formali e barriere visive con altezza mantenuta tra i 180 e i 300 cm.
- Impiego in giardini costieri come barriera frangivento grazie alla tolleranza agli aerosol marini.
- Utilizzo come esemplare isolato o in gruppi per la creazione di volumi in giardini a bassa manutenzione (xeriscaping).
- Coltivazione in contenitori di grandi dimensioni per la schermatura di terrazzi e aree urbane soggette a inquinamento atmosferico.
Terreno
Il Pitosforo predilige terreni di medio impasto, fertili e con un eccellente drenaggio. Il pH ottimale oscilla tra 6.0 e 7.5, sebbene la pianta mostri una buona tolleranza verso suoli leggermente calcarei. È fondamentale evitare i terreni argillosi pesanti soggetti a ristagno idrico, che possono innescare fenomeni di asfissia radicale. In caso di messa a dimora in suoli compatti, si consiglia l'ammendamento con sabbia silicea o materiale vulcanico inerte.
Esposizione
La collocazione ideale è in pieno sole, condizione che garantisce un internodo corto, fogliame denso e una fioritura profusa. Tollera l'esposizione in mezz'ombra, dove tuttavia il portamento tende a divenire più lasso e la densità fogliare diminuisce. Nelle regioni del Nord Italia, è preferibile una posizione protetta dai venti dominanti invernali, possibilmente con esposizione a Sud o Ovest.
Irrigazione
Durante i primi due anni dall'impianto, le irrigazioni devono essere regolari nel periodo estivo, intervenendo circa ogni 7-10 giorni. Una volta affrancato, il Pittosporum tobira dimostra una spiccata resistenza alla siccità. Il segnale di stress idrico è rappresentato dalla perdita di turgore delle foglie apicali e da un opacizzamento del ritidoma sui rami giovani. Evitare assolutamente l'irrigazione soprachioma per prevenire lo sviluppo di patologie fungine.
Concimazione
Si consiglia un apporto di ammendante organico (stallatico pellettato) alla fine di febbraio. In aprile e settembre, è opportuno integrare con un concime minerale bilanciato NPK (es. 15-15-15) per sostenere lo sviluppo vegetativo e la lignificazione dei tessuti prima del riposo invernale. L'apporto di microelementi come il Ferro è utile in caso di terreni a pH elevato per prevenire fenomeni di clorosi.
Potatura e manutenzione
La potatura principale si effettua dopo la fioritura, a metà giugno, per regolare la sagoma della siepe senza sacrificare i boccioli fiorali dell'anno successivo. Per siepi formali, si possono eseguire tagli di rifinitura a fine agosto. È importante utilizzare attrezzi affilati e disinfettati per evitare sfilacciature dei tessuti. Oltre alla specie tipo, si segnalano varietà come il Pittosporum tobira 'Nanum' per bordure basse o 'Variegatum' per punti luce nel giardino.
Resistenza e salute della pianta
La pianta è rustica fino a -7°C / -10°C (Zona USDA 8-9), ma può subire danni fogliari in caso di gelate tardive persistenti. Il principale parassita è la cocciniglia cotonosa (Icerya purchasi), che si insedia tipicamente lungo le nervature delle foglie e sui fusti. In condizioni di scarsa ventilazione, può manifestarsi la fumaggine in seguito alle secrezioni degli afidi. Il controllo preventivo si effettua con monitoraggi costanti delle ascelle fogliari e trattamenti mirati con olio bianco.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ottimale per il trapianto è l'inizio della primavera o l'autunno (ottobre-novembre). Per esemplari in vaso ø9 cm, scavare una buca di dimensioni minime 50x50 cm. Disporre sul fondo uno strato di 5-8 cm di ghiaia o argilla espansa per favorire il drenaggio. Per la realizzazione di una siepe, la distanza di impianto consigliata è di 60-70 cm tra i centri. Dopo il posizionamento, compattare leggermente il terreno e procedere con un'abbondante bagnatura di attecchimento.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- Referenza ManoManoME51019969
- MMID460881088490
- Rif. costruttoreSI050



















