Lauroceraso "Prunus laurocerasus" pianta da siepe in vaso - Non specificato 20/40 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Lauroceraso Prunus laurocerasus è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Rosaceae, originario dell'Europa orientale e dell'Asia Minore. È una delle essenze più impiegate nel paesaggismo europeo per la costituzione di barriere vegetali grazie alla sua densità fogliare e alla notevole rusticità. La selezione 'Rotundifolia', ampiamente coltivata presso il Vivaio di Castelletto, rappresenta lo standard professionale per chi necessita di una schermatura rapida ed efficace in contesti sia rurali che urbani, adattandosi perfettamente al clima del Nord e Centro Italia.
Caratteristiche botaniche
Il Prunus laurocerasus presenta un fogliame glabro, coriaceo e persistente, con foglie di forma ellittica o oblunga che possono raggiungere i 15 cm di lunghezza. La pagina superiore è di un verde scuro lucido, mentre quella inferiore appare più chiara e opaca. In primavera, tra aprile e maggio, produce un'infiorescenza a racemo eretto composta da piccoli fiori bianchi nettariferi. Ai fiori seguono i frutti: piccole drupe globose che virano dal rosso al nero lucido a maturità, contenenti acido cianidrico e pertanto non edibili.
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, la pianta raggiunge un'altezza massima di 5-8 metri con un'ampiezza della chioma che può estendersi fino a 4-5 metri se non contenuta. Il ritmo di crescita è vigoroso, con un incremento volumetrico che oscilla tra i 40 e i 60 cm all'anno. È una specie caratterizzata da una spiccata longevità e da una capacità di rigenerazione dai tagli drastici grazie alla dormienza delle gemme avventizie sul legno vecchio.
Indicazioni e utilizzo
- Costituzione di siepi formali ad alta densità per la privacy totale.
- Barriere fonoassorbenti grazie alla superficie fogliare ampia e riflettente.
- Schermature frangivento per la protezione di specie più delicate.
- Utilizzo come esemplare isolato allevato ad albero o a pallone.
- Consolidamento di scarpate o bordure di grandi dimensioni in parchi pubblici.
Terreno
La pianta predilige un pH compreso tra 6.0 e 7.5, dimostrando una buona tolleranza per i terreni sub-alcalini. Il substrato deve essere profondo e ricco di sostanza organica. Sebbene si adatti a terreni argillosi tipici del Monferrato, è fondamentale garantire un drenaggio efficiente per evitare asfissia radicale; in caso di suoli eccessivamente compatti, è consigliabile l'integrazione di sabbia silicea o materiale inerte grossolano nella buca d'impianto.
Esposizione
Il Lauroceraso è estremamente versatile: prospera in pieno sole, dove sviluppa una chioma più compatta e una fioritura abbondante, ma tollera senza difficoltà la mezz'ombra e l'ombra completa. In esposizioni ombreggiate, il portamento tende a essere leggermente più rado. Resiste bene ai venti salmastri nelle zone costiere e all'inquinamento atmosferico dei centri urbani.
Irrigazione
Le giovani piante in vaso richiedono somministrazioni regolari, specialmente durante il primo biennio post-impianto. Durante i mesi estivi, è necessario intervenire 2-3 volte a settimana. Un segnale evidente di stress idrico è il ripiegamento verso il basso delle gemme apicali e la perdita di turgore delle foglie basali. Una volta affrancata, la pianta dimostra una discreta resistenza alla siccità temporanea.
Concimazione
Si consiglia un intervento principale a fine febbraio con ammendanti organici come lo stallatico pellettato. In fase di spinta vegetativa, tra aprile e giugno, è utile somministrare un concime minerale bilanciato NPK (ad esempio 15-5-10) per sostenere lo sviluppo della nuova massa fogliare e mantenere l'intensità del colore verde.
Potatura e manutenzione
La potatura di contenimento si effettua generalmente due volte l'anno: a fine inverno (febbraio) per rimuovere eventuali danni da gelo, e dopo la crescita primaverile (giugno-luglio). Per siepi di pregio, è preferibile l'uso di cesoie manuali anziché tosasiepi elettriche, poiché queste ultime lacerano le foglie grandi lasciando antiestetici bordi necrotici che persistono sulla pianta per mesi.
Resistenza e salute della pianta
La specie è rustica e resiste a temperature invernali fino a -15°C (Zone USDA 6-9). Tra le avversità biotiche, il patogeno più rilevante è il fungo Stigmina carpophila (conosciuto come "impallinatura"), che causa piccoli fori circolari sulle foglie. È inoltre soggetta ad attacchi di oidio (Oidium leucoconium) in presenza di scarsa ventilazione e alta umidità. La prevenzione si attua con trattamenti a base di rame o zolfo bagnabile.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora va da metà ottobre a fine marzo, evitando i periodi di suolo gelato. La buca deve avere dimensioni doppie rispetto al vaso di coltura (circa 60x60 cm). Sul fondo è precetto agronomico disporre 5-10 cm di ghiaia o argilla espansa. Per la formazione di una siepe, la distanza d'impianto consigliata tra i fusti è di 70-80 cm. Dopo il trapianto, effettuare una pressatura del terreno e un'irrigazione di soccorso abbondante per eliminare le sacche d'aria radicali.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- EsposizioneMezz'ombra
- Tipo di fogliameSempreverde
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME206739755
- MMID970098340079
- Rif. costruttoreSI02005



















