Pianta di Magnolia Grandiflora Gallisoniensis in mastello h. 150/175 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
La Magnolia grandiflora 'Gallisoniensis' è una selezione clonale di origine francese, individuata nel XVIII secolo dal barone de la Galissonière, che si distingue per una superiore resistenza termica rispetto alla specie tipo. Si tratta di un albero sempreverde latifoglie dalla struttura architettonica imponente, caratterizzato da un portamento inizialmente piramidale che evolve in una chioma globosa e densa in età adulta. Rispetto ad altre varietà come la 'Little Gem', la 'Gallisoniensis' mantiene dimensioni monumentali, rappresentando il punto di riferimento per l'impiego ornamentale nei grandi spazi verdi europei e nel paesaggio agrario del Nord e Centro Italia.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Magnoliaceae, presenta foglie alterne, coriacee, di forma ellittico-oblunga, lunghe fino a 20-25 cm. La pagina superiore è di un verde nitido e lucido, mentre quella inferiore manifesta un marcato indumento pubescente rugginoso (tomentosità), funzionale a ridurre la traspirazione. Il ritidoma è liscio e grigiastro negli esemplari giovani, fessurandosi in placche irregolari col tempo. L'antesi avviene da giugno a settembre: i fiori sono coppe terminali bianco crema, fragranti, con un diametro di 15-25 cm. Il frutto è un aggregato di follicoli simile a uno strobilo, che a maturità libera semi provvisti di sarcotesta rossa.
Crescita e sviluppo
Il ritmo di accrescimento della 'Gallisoniensis' è moderato, attestandosi mediamente sui 30-45 cm/anno in condizioni ottimali. In età adulta, la pianta può raggiungere un'altezza massima di 18-22 metri, con un'ampiezza della chioma che varia tra gli 8 e i 10 metri. La longevità è elevata, superando agevolmente i 100-150 anni se l'apparato radicale, di tipo fittonante ma con estese radici laterali superficiali, non subisce costrizioni meccaniche o asfissia.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato in tappeti erbosi di grandi dimensioni per valorizzare la fioritura estiva.
- Formazione di quinte arboree ad alta densità per schermature visive e acustiche permanenti.
- Alberature stradali in viali ampi, dove lo spazio radicale non interferisca con i sottoservizi.
- Punto focale in giardini storici di impianto formale o parchi paesaggistici all'inglese.
- Barriera frangivento in contesti costieri, data la buona tolleranza alla salsedine.
Terreno
Predilige suoli profondi, fertili, ben drenati e con una buona dotazione di sostanza organica. Il range di pH ottimale è compreso tra 5.5 e 6.5 (sub-acido); pur tollerando terreni neutri, manifesta fenomeni di clorosi ferrica in presenza di calcare attivo elevato. La tessitura ideale è franco-sabbiosa o medio impasto; i terreni argillosi pesanti devono essere corretti per evitare ristagni idrici radicali.
Esposizione
La pianta richiede il pieno sole per garantire una fioritura abbondante e una chioma compatta. Nel Nord Italia e nelle zone continentali, è preferibile una posizione protetta dai venti dominanti invernali che possono causare bruniture fogliari da disseccamento. Tollera la mezz'ombra, ma a discapito della densità del fogliame basale e del numero di gemme fiorali prodotte.
Irrigazione
Fondamentale nei primi 3-4 anni dall'impianto, specialmente durante il trimestre giugno-agosto. Un esemplare in vaso ø30 cm appena trapiantato richiede circa 25-30 litri d'acqua ogni 7-10 giorni in assenza di piogge. Il segnale di stress idrico è dato dal ripiegamento dei margini fogliari e dalla perdita di lucentezza del fogliame. Una volta affrancata, la pianta dimostra una discreta resistenza alla siccità tipica del clima mediterraneo.
Concimazione
Si interviene a fine febbraio e a metà settembre. È consigliata l'applicazione di concimi organo-minerali a lenta cessione con un rapporto NPK equilibrato (es. 15-10-15), integrati con microelementi quali Ferro e Magnesio. L'apporto di stallatico maturo in autunno, distribuito nell'area di proiezione della chioma, migliora la struttura del suolo e la capacità di scambio cationico.
Potatura e manutenzione
La Magnolia grandiflora non richiede potature sistematiche. Si interviene a fine inverno (febbraio) solo per eliminare branche secche, rami danneggiati dal carico nevoso o per correggere squilibri della chioma. È fondamentale evitare tagli drastici sul legno vecchio, poiché la capacità di compartimentazione della specie è limitata, esponendo la pianta a carie del legno. Utilizzare attrezzi sterili e affilati per tagli netti.
Resistenza e salute della pianta
La varietà 'Gallisoniensis' è rustica fino a -15°C / -18°C (Zone USDA 7-9). Tra i parassiti più rilevanti si segnala la cocciniglia cotonosa (Icerya purchasi) e la cocciniglia grigia, che possono causare lo sviluppo di fumaggini. In caso di scarsa circolazione d'aria o eccessiva umidità, possono verificarsi attacchi fungini da Phoma magnoliicola (maculature fogliari). La prevenzione si attua con corrette distanze di impianto e monitoraggio dei ristagni.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è l'inizio della primavera (marzo-aprile) o l'autunno (ottobre). La buca deve avere dimensioni doppie rispetto al pane di terra (circa 60x60x60 cm). È indispensabile posizionare sul fondo uno strato di 5-10 cm di ghiaia o argilla espansa per favorire il drenaggio. Il colletto della pianta deve risultare a livello del piano di campagna; un interramento eccessivo può causare marciumi radicali letali. Stabilizzare la pianta con un tutore obliquo per i primi due anni.
Tutte le varietà e i formati, con la guida alla coltivazione: Magnolia
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Numero articoli per confezione1
- ColoreVerde
- EsposizioneSole
- Periodo di fiorituraMarzo / Aprile / Maggio / Giugno / Luglio / Agosto / Settembre / Ottobre / Novembre / Dicembre
- Tipo di alberoDa frutto
- Tipo di fogliameSempreverde
- Referenza ManoManoME18967815
- MMID162150077351
- Rif. costruttoreAF01703

















