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Pino da pinoli "Pinus pinea" mastello ø40 cm h 250 cm cfr tronco 16/18 cm

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Informazioni sul prodotto

Descrizione

Il **Pino da pinoli** (*Pinus pinea*) è una conifera sempreverde appartenente alla famiglia delle Pinaceae, elemento architettonico fondamentale del paesaggio mediterraneo e costiero italiano. Caratterizzato da una metamorfosi morfologica distintiva, evolve da una forma globosa e densa nei primi anni di vita verso la tipica chioma ad ombrello espansa che lo rende inconfondibile a maturità. La pianta fornita in vaso ø24 cm con altezza 150/170 cm è un esemplare già strutturato, ideale per l'inserimento in contesti paesaggistici che richiedono un pronto effetto visivo e una rapida stabilizzazione dell'apparato radicale. Caratteristiche botaniche Il fusto presenta un ritidoma profondamente solcato, diviso in grandi placche grigio-rossastre. Le foglie sono aghi geminati (riuniti a due), lunghi dai 10 ai 18 cm, di consistenza rigida e colore verde glauco. Le gemme apicali sono cilindriche, prive di resina e dotate di squame con margine fimbriato. Produce strobili (pigne) di forma ovoidale-globosa, lunghi 8-15 cm, che impiegano tre anni per maturare e liberare i semi eduli (pinoli) protetti da un tegumento legnoso e una polvere nerastra. Crescita e sviluppo Il Pinus pinea raggiunge un'altezza massima compresa tra i 20 e i 25 metri, con una proiezione della chioma che può estendersi per un diametro di 10-12 metri. Il ritmo di crescita è considerato medio, con un incremento longitudinale di circa 30-40 cm all'anno in condizioni pedoclimatiche ottimali. È una specie estremamente longeva, capace di superare i 200 anni di età se gestita correttamente. Indicazioni e utilizzo Rimboschimento e consolidamento di dune sabbiose e litorali. Alberature stradali per la creazione di ampie zone d'ombra. Esemplare isolato in giardini privati di grandi dimensioni (distanza minima da edifici: 8 metri). Produzione di pinoli eduli in impianti specializzati (cultivar selezionate come il Pinus pinea 'Silver Crest' sono utilizzate per scopi ornamentali più compatti). Barriera frangivento in zone esposte a correnti salmastre. Terreno Predilige terreni sciolti, profondi e prevalentemente sabbiosi, con un pH ottimale tra 6.0 e 8.0. Pur tollerando suoli moderatamente argillosi, è fondamentale evitare il ristagno idrico che causa asfissia radicale. La struttura del suolo deve permettere lo sviluppo dell'apparato radicale fittonante, che può scendere in profondità per ancorare la pianta e reperire acqua negli strati inferiori. Esposizione Specie rigorosamente eliofila, richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una fotosintesi efficiente e prevenire il disseccamento dei palchi inferiori. Tollera bene il caldo intenso e la salsedine, rendendolo adatto a climi marittimi. Nelle regioni del Nord Italia, va posizionato in siti riparati dai venti gelidi invernali che possono danneggiare gli aghi giovani. Irrigazione Durante i primi due anni dalla messa a dimora, le bagnature devono essere regolari nel periodo estivo (giugno-settembre), con una frequenza di una volta a settimana per favorire l'attecchimento. Una volta stabilizzato, il pino domestico mostra un'altissima resistenza alla siccità. Segnali di stress idrico includono l'accorciamento delle "candele" (nuovi getti primaverili) e un viraggio cromatico opaco del fogliame. Concimazione La somministrazione di nutrienti deve avvenire a fine febbraio o inizio marzo. Si consiglia l'apporto di concime organico pellettato (stallatico) o un fertilizzante minerale a lenta cessione con un rapporto NPK bilanciato (es. 15-15-15). Evitare eccessi di azoto che potrebbero causare una crescita troppo rapida e debole dei tessuti meccanici. Potatura e manutenzione Si interviene tra dicembre e gennaio per la rimozione dei rami bassi, assecondando la naturale tendenza della specie a spalcarsi verso l'alto. È fondamentale non capitozzare mai la pianta, poiché il Pinus pinea non ricaccia dalle gemme latenti sul legno vecchio. Utilizzare troncarami e segacci disinfettati per evitare l'ingresso di funghi lignicoli. Resistenza e salute della pianta La specie è rustica fino a -12°C / -15°C (Zona USDA 8-9). Il principale nemico entomologico è la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), i cui nidi devono essere rimossi meccanicamente in inverno. Recentemente si monitora la presenza della cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), che può causare deperimento cronico e fumaggine. Sensibile ai marciumi radicali da Phytophthora in caso di drenaggio insufficiente. Istruzioni per il trapianto Il periodo ideale per il trapianto va da metà ottobre a fine marzo. Scavare una buca di ampiezza doppia rispetto al pane di terra (circa 50-60 cm di diametro). Sul fondo, predisporre uno strato di 10 cm di ghiaia o materiale inerte per facilitare il drenaggio. Posizionare la pianta assicurandosi che il colletto sia a livello del piano campagna. Data la resistenza al vento e l'effetto vela della chioma, è obbligatorio l'uso di un tutore robusto in legno, fissato con legacci elastici, per i primi 24-36 mesi.

Caratteristiche

  • Marche
    VIVAIO DI CASTELLETTO
  • Uso previsto
    Esterno
  • Larghezza
    500 cm
  • Tipo di albero
    Conifera
  • Tipo di fogliame
    Sempreverde
  • Varietà di albero
    Cipresso
  • Referenza ManoMano
    ME64289878
  • MMID
    343702269162
  • Rif. costruttore
    PS054
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