
Come potare gli alberi da frutto
Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Caratteristiche importanti
- Le pomacee e le drupacee
- Potatura estiva, autunnale e invernale
- Consigli
Quali alberi da frutto potare
La potatura di produzione ha come obiettivo quello di garantire una produzione di frutti soddisfacente. Viene praticata sugli alberi da frutto, classificati principalmente secondo due grandi categorie: le pomacee (meli e peri) e le drupacee (peschi, albicocchi, ciliegi, susini). In pratica, occorre potare soprattutto meli, peri, peschi e albicocchi. Le operazioni effettuate sugli altri alberi da frutto hanno scarso interesse per la fruttificazione.
Per gli alberi grandi a pieno vento (alto fusto o mezzo fusto), la potatura non è indispensabile per ottenere i frutti e si limita a un sfoltimento ogni quattro o cinque anni della chioma, per illuminare la struttura, togliendo i rami malati o mal posizionati.
Per gli alberi di forma piccola (a fusetto o a calice) e per le forme a spalliera, il lavoro di potatura deve essere più assiduo. Su questi alberi la potatura serve per due ragioni principali.
Assicurare una fruttificazione regolare, con frutti in quantità ragionevole affinché siano sufficientemente grandi. Togliendo una parte delle gemme a legno, viene favorita la comparsa di gemme a frutto.
Conservare la forma artificiale dell'albero e facilitare il raccolto limitando l'altezza con potature ripetute.
Comprendere la potatura degli alberi da frutto
Frutto
La potatura estiva o verde
Questa potatura facilita notevolmente il lavoro della potatura successiva. Riducendo la lunghezza dei rami appena spuntati, la linfa non andrà a nutrire inutilmente le foglie ma porterà maggiori benefici ai frutti. Viene praticata sugli alberi di piccole dimensioni e sulle strutture palizzate di meli, peri, peschi, albicocchi.
Potatura delle pomacee
Si interviene soprattutto sulle varietà troppo vigorose. Tagliando l'estremità dei rami, si favorisce la trasformazione delle gemme alla base in gemme da fiore.
Taglia i ramoscelli dopo la quinta foglia contando a partire dal taglio realizzato in inverno. Dopo qualche settimana, la gemma superiore si sarà trasformata in un ramoscello. Accorcialo dopo la seconda foglia. Ripeti la stessa procedura se in seguito spunta un nuovo ramoscello. Se i rami hanno dei frutti, potali due o tre foglie dopo il grappolo di frutti, così migliorerà l'apporto nutritivo della linfa.
L'asportazione di una parte dei frutti durante il periodo di crescita (sfoltimento) può anche essere considerata una parte della potatura verde. Praticata sostanzialmente sugli alberi della categoria delle pomacee, è un'operazione importante che consente ai frutti restanti di crescere ulteriormente. Si effettua quando il frutto è in crescita, dopo che la caduta naturale di alcuni frutti ha già alleggerito il lavoro.
Potatura delle drupacee
La potatura estiva dei peschi è la più importante. Viene praticata soltanto nelle forme da giardino o più piccole (a vaso, a spalliera).
I rami con frutti vengono potati a maggio, quando i frutti sono della grandezza di una noce. Lascia soltanto un frutto per ciascun gruppo e taglia il ramo dopo il quarto o quinto frutto.
Mantieni i due rami della base. Produrranno dei frutti l'anno successivo. Taglia dopo la terza foglia i ramoscelli che nascono vicino ai frutti e pota alla base gli altri rami.
La potatura invernale delle pomacee
Non tagliare troppo presto in inverno
La potatura invernale viene effettuata in inverno, durante il riposo vegetativo, il più tardi possibile, da metà febbraio a fine marzo, quando non ci sono più gelate, ma prima della fioritura.
Se praticata in pieno inverno, la potatura rischia di provocare la partenza delle gemme, nel caso in cui le temperature dovessero risalire: ma in questo modo i germogli, i fiori o i frutti piccoli saranno esposti al gelo qualora il freddo dovesse tornare. Potando più tardi, poco prima la partenza della vegetazione, le gemme hanno il tempo di differenziarsi tra gemme a legno, a fiore e dardi, così potrai determinare dove colpire con le fobici da potatura. Inoltre, le ferite da taglio cicatrizzeranno meglio.
I 5 passi da fare
Taglia i rami morti e rovinati.
Taglia i rami rivolti verso l'interno della corona.
Togli i rami che si intersecano conservando quelli rivolti verso l'esterno dell'albero.
Taglia alla base tutti i rami che crescono in verticale: sono i cosiddetti succhioni, dei rami vigorosi che producono soltanto legno, ma non frutti.
Riduci la lunghezza dei rami, togliendo circa 1/3 della lunghezza dei germogli dell'anno precedente, in modo da far apparire i frutti più vicini ai rami principali e non all'estremità dei rami lunghi. Cerca sempre di tagliare al di sopra di una gemma rivolta verso l'esterno per evitare un prolungamento dell'albero verso l'interno.
La potatura autunnale delle drupacee
Contrariamente a quelli delle pomacee, i rami delle drupacee che hanno prodotto frutti, non ne produrranno più, perciò possono essere tagliati. Poiché i frutti delle specie nascono sui rami dell'anno precedente, il fatto di tagliare questi rami consente anche di evitare la formazione dei frutti su rami sempre più lontani dal centro dell'albero.
Per questo la potatura viene effettuata alla fine dell'estate o in autunno, dopo la discesa della linfa nelle radici, ma prima del freddo, poiché questi alberi, che cicatrizzano male, sono più sensibili agli attacchi dei parassiti durante il periodo invernale.
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Guida scritta da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.