
Come coltivare l’Alocasia Polly o Alocasia amazonica
Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Come coltivare l’Alocasia Polly
Questa particolare Alocasia ha un nome ingannevole: nonostante si chiami Alocasia amazonica, proviene in realtà dall’Asia. Soddisfa però i requisiti standard di qualsiasi altra pianta tropicale: richiede luce, preferibilmente non diretta, umidità e calore. Vediamo quindi insieme come coltivare l’Alocasia Polly.
Luce
Posizionala in un luogo in cui riceva molta luce, evitando il sole diretto che potrebbe bruciare le sue foglie. Durante l’estate puoi spostarla all’esterno (purché non riceva direttamente il sole), mentre l’inverno deve passarlo in casa. Come vedremo in seguito, la mancanza di luce, calore o umidità possono fare in modo che entri in uno stato di riposo o letargo, durante il quale perde tutte le foglie.
Tieni presente che l’intensità della luce durante l’inverno cambia, e la pianta potrebbe beneficiare di un cambio di posizione. In estate gradisce più ombra rispetto ad altre piante, mentre in inverno può essere necessario posizionarla molto più vicino alle finestre e alla luce.
Terriccio e trapianto
Per coltivare l’Alocasia, utilizza un substrato poroso, in grado di trattenere l’umidità. Puoi creare la tua miscela aggiungendo perlite al terriccio oppure utilizzare direttamente uno specifico per piante da interni.
È una pianta che non soffre eccessivamente quando il vaso è troppo piccolo. Controlla se le radici escono da sotto, in quel caso ha bisogno di essere trapiantata.
Aspetta la primavera e utilizza un vaso che sia anche solo qualche cm più grande. Sfrutta questo momento per ottenere nuovi esemplari separando quelle che possono essere apparse a lato della pianta madre.
La Alocasia Polly è una pianta che si riproduce per rizoma, una specie di bulbo o tubercolo che appare dalle radici e da cui ha origine una nuova pianta. Separala con cura e trapiantala in un nuovo vaso per iniziare a coltivare l’Alocasia così generata.
Irrigazione
Preferisce un substrato sempre umido, si consiglia quindi di evitare che si asciughi completamente. Nonostante ciò, è una pianta che sopporta abbastanza bene una dimenticanza nell’irrigazione, o almeno non lo dimostra in maniera così esagerata come la Calathea. Presta attenzione alla punta delle foglie: se si seccano, ti stanno chiedendo più acqua.
Ciò di cui ha davvero bisogno è molta umidità ambientale, è quindi consigliabile spruzzarla regolarmente con acqua. Durante l’inverno evitiamo di posizionarla vicino a termosifoni e fonti di calore, che asciugano il terriccio e seccano l’ambiente. Prova ad aggiungere un sottovaso con pietre e acqua per ottenere l’umidità ambientale necessaria.
Devo confessare che nel mio caso è la pianta a cui pulisco le foglie più spesso. Non sò se è per il colore, la forma o l’angolo delle foglie, ma ogni tanto le pulisco con un panno umido per togliere la polvere. Le foglie perdono la loro lucentezza invecchiando ed è normale perderne qualcuna quando spuntano quelle nuove. Se vedo che iniziano ad ingiallire, le taglio rapidamente in modo che tutti gli sforzi vadano indirizzati alla formazione di nuove foglie.
Fertilizzante
Utilizza un concime specifico per piante verdi o da appartamento, dissolvendolo nell’acqua di irrigazione una volta in acqua al mese, in primavera fino alla fine dell’estate. Quando scendono le temperature io di solito sospendo l’uso del concime.
Se la pianta sta bene può fiorire anche in interni, ha dei fiori bianchi abbastanza semplici, tipo il giglio. Nel mio caso non è ancora capitato, ma non perdo le speranze.
Concime specifico per piante verdi o da appartamento
Riposo o letargo della Alocasia amazonica
Ogni volta che scrivo un articolo per ManoMano cerco di includere osservazioni sviluppate a partire da esperienze personali. Chiunque abbia coltivato una pianta sà che semplici cambiamenti (come annaffiarla di più o meno, spostarla, …) possono influenzarne lo stato o la crescita.
Nel caso della mia prima Alocasia Polly, con l’arrivo dell’inverno iniziò a perdere foglie. Il cambiamento iniziava al centro delle foglie con l’apparizione di macchie giallastre, di forma più o meno circolare, che si diffondevano piano piano su tutta la foglia. Alla fine la foglia risultava completamente gialla, si seccava e cadeva.
La mia prima reazione fu di cercare insetti nel retro delle foglie o sintomi di funghi, ma non trovavo niente. Provai anche a diminuire le annaffiature, ma non notavo miglioramenti nella pianta. Fu allora che cercando online ho scoperto che la Alocasia amazonica è una pianta che entra in riposo vegetativo, lo stesso accade ad esempio nelle piante bulbose come i tulipani.
I motivi che possono portare alla perdita di foglie in una pianta sono tre: diminuzione della temperatura, riduzione dell’intensità della luce o mancanza di umidità.
Nel mio caso credo fosse dovuto alla temperatura: durante l’inverno accendo il riscaldamento solo quando sono in casa, quindi è probabile che durante la maggior parte del giorno la temperatura non fosse adeguata per la pianta. La pianta rimase quindi senza foglie ma, poiché le condizioni dei bulbi sembravano buone, continuai ad innaffiarla regolarmente e in primavera germogliò di nuovo.
L’inverno successivo ho cambiato posizione alla pianta, posizionandola molto vicina alla finestra, dove riceveva molta luce e alcune ore di sole al mattino. Il sole non è così forte come in estate, quindi non ci sono rischi di bruciare le foglie. Da allora non è più entrata in fase di riposo vegetativo, ti consiglio quindi di provare ad attuare delle misure simili per evitarlo in futuro.
Hai avuto esperienze con la tua Alocasia Polly di cui vuoi raccontarci? La nostra comunità sarà lieta di continuare a imparare come coltivare l’Alocasia da nuovi suggerimenti!
Se ti è piaciuto questo articolo ti consigliamo di visitare la nostra sezione sul giardinaggio e scoprire altri tutorial come quello sulla Begonia Maculata o la Pilea peperomioides.
Bulbose
Queste guide potrebbero interessarti
Guida scritta da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.