Ortensia "Hydrangea macrophylla Early Pink" pianta in vaso ø12 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
L'ortensia Hydrangea macrophylla è un arbusto deciduo appartenente alla famiglia delle Hydrangeaceae, originario delle regioni costiere del Giappone e introdotto in Europa alla fine del XVIII secolo. Questa specie è il pilastro della progettazione dei giardini in ombra nel Nord e Centro Italia, apprezzata per le sue imponenti infiorescenze a corimbo globoso. La pianta in vaso ø12 cm rappresenta lo stadio giovanile ideale per un rapido attecchimento, permettendo al sistema radicale di colonizzare il nuovo substrato senza lo stress da trapianto tipico degli esemplari di grandi dimensioni.
Caratteristiche botaniche
La Hydrangea macrophylla presenta fusti eretti, poco ramificati alla base, con una corteccia che tende a desquamarsi leggermente con l'età. Il fogliame è opposto, ampiamente ovato, lungo 10-20 cm, con margine vistosamente seghettato e apice acuminato; la lamina fogliare è glabra sulla pagina superiore e di un verde intenso. Le infiorescenze sono composte da una densa aggregazione di fiori sterili esterni, dotati di grandi sepali petaloidi, e fiori fertili centrali più piccoli. Cultivar celebri come la 'Nikko Blue' o la 'Mme Emile Mouillère' (bianca) mostrano la tipica struttura a "mophead".
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, la pianta raggiunge un'altezza massima di 1,5-2,0 metri e un'ampiezza della chioma di circa 1,8-2,2 metri. Il ritmo di crescita è considerato medio-rapido, con uno sviluppo vegetativo di 30-50 cm all'anno. La longevità della pianta in piena terra può superare i 30-40 anni, sebbene la produzione florale tenda a diminuire sui rami eccessivamente vecchi, richiedendo interventi di ringiovanimento periodici.
Indicazioni e utilizzo
- Creazione di bordure arbustive in zone a bassa insolvenza.
- Messa a dimora in gruppi per la copertura di scarpate fresche e umide.
- Coltivazione in grandi contenitori per porticati e terrazzi esposti a Nord.
- Utilizzo come fiore reciso grazie alla persistenza dei sepali petaloidi.
- Consociazione con acidofile come Azalea japonica e Pieris.
Terreno
L'apparato radicale esige un terreno fresco, profondo e ricco di sostanza organica. Il parametro critico è il pH del suolo: un valore compreso tra 5.0 e 5.5 favorisce la disponibilità di ioni alluminio, determinando la colorazione blu/azzurra; un pH tra 6.0 e 6.5 vira la colorazione verso il rosa o il rosso. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio per evitare ristagni che causano asfissia radicale, pur mantenendo una costante capacità di ritenzione idrica.
Esposizione
Nel contesto climatico italiano, la Hydrangea macrophylla predilige la mezza ombra. L'esposizione ideale prevede il sole diretto nelle prime ore del mattino e ombra luminosa durante il pomeriggio. Un'esposizione mediterranea al sole pieno causa spesso scottature fogliari e il rapido appassimento delle infiorescenze. È resistente ai venti salmastri, rendendola adatta ai giardini costieri, purché protetta dai venti caldi e secchi che aumentano l'evapotraspirazione.
Irrigazione
Il nome del genere deriva dal greco "hydor" (acqua) e "angos" (vaso), sottolineando l'elevata esigenza idrica. Durante il periodo vegetativo, dall'antesi fino a settembre, le irrigazioni devono essere frequenti e abbondanti, evitando di bagnare il fogliame per prevenire micosi. Il segnale di stress idrico è immediato: la perdita di turgore delle foglie giovani. In inverno, le bagnature vanno sospese per le piante in piena terra e ridotte al minimo per quelle in vaso.
Concimazione
La somministrazione di nutrienti deve avvenire a fine febbraio con un concime granulare a lenta cessione specifico per piante acidofile (NPK bilanciato con microelementi). Per mantenere le colorazioni blu, è necessario integrare con prodotti a base di solfato di alluminio (azzurranti) a partire da marzo. In autunno, è consigliata una pacciamatura con stallatico sfarinato ben maturo per migliorare la struttura del suolo e apportare acidi umici.
Potatura e manutenzione
La potatura è un'operazione delicata poiché la pianta differenzia le gemme apicali sul ramo prodotto l'anno precedente. L'intervento si effettua a fine febbraio, eliminando le vecchie infiorescenze tagliando sopra la prima coppia di gemme vigorose. È necessario rimuovere alla base circa 1/3 dei rami più vecchi (legnosi e grigiastri) per stimolare il ricaccio di nuovi polloni basali. Un errore comune è la potatura drastica autunnale, che elimina la fioritura dell'anno successivo.
Resistenza e salute della pianta
La specie è rustica e tollera temperature fino a -15°C (Zona USDA 6-9), sebbene le gelate tardive possano danneggiare i nuovi germogli primaverili. Il patogeno fungino più comune è l'oidio (Oidium hortensiae), che si manifesta con una muffa bianca sulle foglie in condizioni di scarsa ventilazione. Tra i parassiti, si segnalano attacchi di acari (Tetranychus urticae) in estate e della cocciniglia cotonosa (Pseudococcus) nelle zone interne della chioma.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ottimale per il trapianto è l'autunno o l'inizio della primavera. Per la pianta in vaso ø12 cm, scavare una buca di 40x40 cm, profondità 30 cm. Sul fondo, predisporre uno strato di 5 cm di argilla espansa o ghiaia per il drenaggio. Riempire con una miscela di terra di brughiera e terriccio universale di alta qualità. Dopo la messa a dimora, pressare leggermente il terreno e procedere con una irrigazione di saturazione per eliminare le sacche d'aria attorno alle radici. Distanza di impianto consigliata: 80-100 cm tra gli esemplari.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- ColoreRosa
- EsposizioneMezz'ombra
- Caratteristica visiva della piantaOrchidea
- Referenza ManoManoME84119672
- MMID193498258620
- Rif. costruttoreAF11806



















