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Lavanda "Lavandula angustifolia officinalis" pianta aromatica in vaso ø18 cm

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Informazioni sul prodotto

Descrizione

La Lavandula angustifolia, nota tassonomicamente anche come Lavandula officinalis o lavanda vera, è un suffrutice sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originaria del bacino del Mediterraneo occidentale, questa specie si distingue nettamente dagli ibridi (lavandini) per la superiore qualità degli oli essenziali e per il portamento naturalmente più raccolto. La selezione proposta, ideale per il clima continentale e mediterraneo italiano, manifesta una spiccata resilienza ai periodi di siccità prolungata e una longevità che, con una corretta gestione agronomica, può superare i 12-15 anni di attività vegetativa e produttiva.

Caratteristiche botaniche

La pianta presenta un fusto legnoso alla base con ramificazioni ascendenti a sezione quadrangolare, tipica delle Lamiaceae. Il fogliame è lineare-lanceolato, lungo 2-6 cm, con un margine intero e una colorazione grigio-verde dovuta alla presenza di un fitto tomento (peluria) che limita la traspirazione. Le infiorescenze sono spighe terminali portate da scapi non ramificati lunghi 15-25 cm; i fiori, riuniti in verticilli di 6-10 elementi, presentano una corolla bilabiata di colore blu-violetto intenso. L'antesi avviene tipicamente tra giugno e luglio, saturando l'aria di linalolo e acetato di linalile.

Crescita e sviluppo

La Lavandula angustifolia 'Munstead', cultivar di riferimento per compattezza, raggiunge un'altezza massima di 0,6-0,8 metri e un'ampiezza della chioma di circa 0,7-0,9 metri. Il ritmo di crescita è moderato, con un incremento volumetrico di 10-15 cm annui nei primi tre anni dall'impianto. Lo sviluppo radicale è di tipo fittonante nei primi stadi, per poi espandersi lateralmente con un apparato fascicolato molto efficiente nell'estrazione dell'umidità profonda.

Indicazioni e utilizzo

  • Realizzazione di bordure basse e siepi formali con sesto d'impianto di 3-4 piante per metro lineare.
  • Consolidamento di scarpate e aree declivi a bassa manutenzione (Xeriscaping).
  • Coltivazione in contenitore (ø18 cm o superiore) per terrazzi e balconi con esposizione sud.
  • Produzione di infiorescenze essiccate per fitoterapia e profumazione d'ambienti.
  • Supporto alla biodiversità come pianta nettarifera per apoidei e lepidotteri.
  • Inserimento in giardini rocciosi o ghiaiosi in associazione a Rosmarinus officinalis.

Terreno

La specie esige terreni poveri, leggeri e, soprattutto, perfettamente drenati. Il pH ottimale oscilla tra 6.5 e 8.0 (neutro o sub-alcalino); la pianta tollera bene il calcare attivo ma soffre drasticamente nei suoli acidi e argillosi soggetti a ristagno. In caso di terreni pesanti, è indispensabile l'apporto di sabbia silicea o pomice per migliorare la macroporosità e prevenire l'asfissia radicale.

Esposizione

Richiede il pieno sole per almeno 6-8 ore giornaliere. Un'insufficiente radiazione solare diretta comporta l'eziolamento degli steli, una minore densità del fogliame e una drastica riduzione della sintesi di oli essenziali. La ventilazione è un fattore critico: una buona circolazione d'aria riduce l'umidità relativa attorno alla chioma, prevenendo attacchi fungini fogliari.

Irrigazione

Dopo la messa a dimora, le annaffiature devono essere regolari per favorire l'affrancamento (circa una volta a settimana in estate). Una volta stabilizzata, la lavanda è estremamente tollerante alla siccità. L'irrigazione va somministrata solo a terreno completamente asciutto, evitando assolutamente di bagnare il fogliame. Lo stress idrico eccessivo si manifesta con l'appassimento delle gemme apicali, mentre l'eccesso d'acqua causa l'ingiallimento basale immediato.

Concimazione

La Lavandula angustifolia non richiede apporti massicci di nutrienti. Si consiglia una somministrazione di concime organico pellettato o stallatico ben maturo a fine febbraio. Un eccesso di azoto (N) favorirebbe una crescita vegetativa lussureggiante ma debole, rendendo la pianta più soggetta ai danni da gelo e riducendo l'intensità della fioritura.

Potatura e manutenzione

La potatura è fondamentale per evitare la lignificazione eccessiva della base (svuotamento del centro). Si interviene due volte l'anno: una potatura leggera dopo la fioritura (fine luglio) per rimuovere le spighe secche e una potatura di riformazione a metà marzo, accorciando la vegetazione dell'anno precedente di circa 1/3. È vitale non tagliare mai sul legno vecchio privo di foglie, poiché la pianta ha scarsa capacità di ricaccio dalle gemme latenti del legno maturo.

Resistenza e salute della pianta

La specie è rustica, resistendo a temperature fino a -15°C / -20°C (Zone USDA 6-9). Il principale nemico è il marciume radicale causato da Phytophthora spp., favorito dai ristagni idrici. Occasionalmente può essere soggetta a attacchi di Chrysolina americana (coleottero della lavanda), monitorabile manualmente. La prevenzione si attua esclusivamente garantendo un drenaggio impeccabile e distanziando correttamente gli esemplari.

Istruzioni per il trapianto

Il periodo ideale per il trapianto presso il Vivaio di Castelletto è l'autunno (ottobre-novembre) o l'inizio della primavera. La buca deve essere larga il doppio del vaso (circa 35-40 cm per un ø18 cm). Sul fondo è necessario predisporre uno strato di 3-5 cm di ghiaia o argilla espansa. Dopo aver posizionato la zolla a livello del suolo, colmare con una miscela di terra di campo e terriccio universale di qualità, comprimendo leggermente per eliminare sacche d'aria e irrigare moderatamente per stabilizzare l'apparato radicale.

Caratteristiche

  • Marche
    VIVAIO DI CASTELLETTO
  • Esposizione
    Sole
  • Periodo di fioritura
    Luglio
  • Caratteristica visiva della pianta
    Pianta aromatica
  • Referenza ManoMano
    ME232146393
  • MMID
    901005835805
  • Rif. costruttore
    GA070
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