Feijoa "Acca sellowiana" Guayabo del Brasile pianta ad alberello in vaso ø30 cm h. 110/130 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
La Feijoa Acca sellowiana, nota anche come Guayabo del Brasile, è un arbusto sempreverde o piccolo albero appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, originario degli altipiani del Sud America (Brasile meridionale, Uruguay). Questa selezione, allevata ad alberello con fusto nudo e chioma impostata, rappresenta un esemplare di pregio che coniuga l'elevato valore ornamentale del fogliame coriaceo e della fioritura esotica con una produzione frutticola di nicchia, caratterizzata da bacche eduli dal profilo aromatico complesso tra l'ananas e la fragola.
Caratteristiche botaniche
L'Acca sellowiana presenta foglie persistenti, opposte, di forma ellittica o ovata, lunghe 4-6 cm. La lamina superiore è glabra e di un verde oliva lucido, mentre la pagina inferiore è densamente tomentosa e di colore grigio-argenteo, conferendo alla chioma un aspetto cangiante sotto l'azione del vento. La corteccia (ritidoma) è grigio-brunastra e tende a sfaldarsi in sottili placche con l'età. I fiori sono solitari o riuniti in piccoli grappoli alle ascelle fogliari; presentano quattro petali carnosi bianchi esternamente e porpora all'interno, circondanti un vistoso ciuffo di stami rosso acceso con antere gialle. Il frutto è una bacca ovoidale a buccia verde, persistente anche a maturazione.
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, l'Acca sellowiana può raggiungere un'altezza massima di 4-5 metri e un'ampiezza della chioma di 3-4 metri. Il ritmo di crescita è moderato, attestandosi mediamente sui 20-30 cm/anno nelle fasi giovanili, per poi stabilizzarsi una volta raggiunta la maturità riproduttiva. L'esemplare in oggetto, con altezza di 150 cm e vaso ø36 cm, ha già superato la fase di allevamento critico e presenta una struttura legnosa ben lignificata, pronta per la messa a dimora definitiva o la coltivazione in contenitori di grandi dimensioni.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato in giardini privati per valorizzare la fioritura estiva.
- Costituzione di siepi frangivento in zone costiere grazie alla tolleranza alla salinità.
- Produzione di frutti eduli ricchi di iodio e vitamina C (cultivar autofertile 'Coolidge').
- Arredo urbano in zone a clima temperato per la resistenza all'inquinamento atmosferico.
- Coltivazione in grandi vasi per terrazzi e patii, mantenendo la forma ad alberello.
Terreno
La pianta predilige terreni sciolti, profondi e ben drenati, con una preferenza per substrati a pH 5.5-7.0 (sub-acido o neutro). Pur adattandosi a diverse tessiture, teme i terreni eccessivamente calcarei che possono indurre clorosi ferrica, limitando lo sviluppo radicale e la fotosintesi. È fondamentale garantire una buona dotazione di sostanza organica per mantenere la struttura del suolo idonea all'espansione dell'apparato radicale, che tende a rimanere piuttosto superficiale.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per garantire un'abbondante fioritura e la corretta maturazione dei frutti. Nelle regioni del Nord Italia, è consigliabile il posizionamento a ridosso di un muro esposto a Sud o in microclimi protetti dai venti dominanti invernali. Sebbene tolleri la mezz'ombra, una scarsa insolazione riduce drasticamente la densità del fogliame e la produzione di antesi.
Irrigazione
L'apporto idrico deve essere costante durante il periodo vegetativo, da aprile a settembre. Stress idrici prolungati durante lo sviluppo del frutto possono causarne la cascola precoce. In estate, per esemplari in vaso ø36 cm, si consigliano interventi ogni 2-3 giorni, evitando ristagni nel sottovaso. In pieno campo, una volta affrancata, la pianta dimostra una buona resistenza alla siccità, ma per scopi produttivi è necessario mantenere il terreno umido ma non saturo.
Concimazione
La somministrazione di nutrienti deve avvenire principalmente in due momenti: a fine febbraio, con un concime organico o organo-minerale a lenta cessione (tipo stallatico pellettato), e a maggio, prima della fioritura, con un fertilizzante minerale bilanciato NPK 12-12-17 arricchito con microelementi (Magnesio e Boro) per favorire l'allegagione dei frutti.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione per l'esemplare ad alberello va eseguita a fine inverno (febbraio), eliminando i polloni basali e i succhioni lungo il fusto. La potatura di mantenimento sulla chioma deve essere leggera, limitandosi a diradare le branche interne per favorire la penetrazione della luce e dell'aria, prevenendo l'insorgenza di patogeni fungini. Evitare tagli drastici che potrebbero compromettere le gemme fiorali prodotte sui rami dell'anno precedente.
Resistenza e salute della pianta
La Feijoa è una pianta rustica, capace di resistere a temperature minime comprese tra -10°C e -12°C (Zona USDA 8-9). Tra le avversità biotiche, può essere soggetta ad attacchi di cocciniglia (Saissetia oleae) e, in ambienti molto umidi, a marciumi radicali causati da Phytophthora spp. I frutti possono essere bersaglio della mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata), per la quale si consiglia il monitoraggio tramite trappole cromotropiche o feromoni da metà agosto.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per il trapianto va da ottobre a marzo, evitando i periodi di gelo intenso. Scavare una buca di dimensioni doppie rispetto al vaso (almeno 60x60 cm). Sul fondo, predisporre uno strato di 5-10 cm di ghiaia o argilla espansa per facilitare il drenaggio. Riempire con una miscela di terra di campo, terriccio universale di qualità e una manciata di ammendante organico. Posizionare il colletto della pianta a livello del piano di campagna e consolidare con un tutore robusto, fissato con legacci elastici a "otto" per non strozzare il fusto del Vivaio di Castelletto.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso14.9 kg
- Altezza150 cm
- RusticitàRustico
- Tipo di alberoArbusti
- Tipo di fogliameSempreverde
- Varietà di alberoFaggio
- Referenza ManoManoME101485499
- MMID374059059288
- Rif. costruttorePF062
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