Cipresso di Leyland "Cupressocyparis leylandii" 24 piante in vaso ø18 cm h. 90/110 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Cipresso di Leyland (× Cupressocyparis leylandii) è un ibrido intergenerico stabilizzato, originatosi dall'incrocio tra Cupressus macrocarpa e Callitropsis nootkatensis. Questa fornitura di 24 esemplari in vaso di diametro 18 cm, con altezza 90/110 cm, costituisce il materiale vivaistico ideale per la costituzione di barriere vegetali rapide e impenetrabili. La pianta si distingue per l'estremo vigore vegetativo e la densità del fogliame, caratteristiche che la rendono la scelta d’elezione per la schermatura visiva e l'abbattimento acustico in contesti paesaggistici diversificati, dal bacino mediterraneo alle aree prealpine italiane.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Cupressaceae, questo ibrido presenta un fogliame persistente composto da foglie squamiformi, strettamente appressate ai ramuli e disposte in file decussate. I rami si sviluppano su piani appiattiti, conferendo alla chioma una tessitura densa e uniforme. La corteccia sviluppa precocemente un ritidoma bruno-rossastro che tende a sfaldarsi in sottili strisce longitudinali con l'età. Essendo un ibrido, la produzione di coni (galbuli) è sporadica, il che riduce la dispersione di polline allergenico rispetto ad altre conifere pure.
Crescita e sviluppo
Il ritmo di accrescimento è tra i più elevati nelle conifere ornamentali, con incrementi longitudinali che oscillano tra i 70 e i 90 cm all'anno in condizioni ottimali. Se lasciato crescere in forma isolata, l'esemplare può raggiungere altezze di 20-25 metri con un'ampiezza della chioma alla base di 4-6 metri. In regime di potatura costante per siepi, mantiene una struttura compatta e una longevità funzionale di circa 40-60 anni, a seconda della gestione agronomica.
Indicazioni e utilizzo
- Costituzione di siepi formali ad alto potere schermante (altezza 2-6 metri).
- Barriere frangivento per la protezione di colture sensibili o giardini privati.
- Schermatura acustica e abbattimento delle polveri sottili in contesti periurbani.
- Impiego come esemplare isolato per la creazione di punti focali verticali (cultivar 'Leighton Green').
- Riforestazione rapida di aree degradate con suoli poveri.
Terreno
La specie dimostra una notevole plasticità edafica, tollerando un range di pH compreso tra 5.0 e 8.0. Predilige terreni profondi, di medio impasto, ma si adatta anche a suoli argillosi purché non soggetti a ristagno idrico prolungato. In presenza di terreni eccessivamente compatti, è consigliata l'integrazione di ammendanti organici e inerti (sabbia silicea o pomice) per migliorare la macroporosità e favorire lo sviluppo dell'apparato radicale fascicolato.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per mantenere la densità del fogliame nelle porzioni basali. Tollera la mezz'ombra luminosa, sebbene in tale condizione il ritmo di crescita risulti leggermente ridotto. Presenta un'ottima resistenza ai venti salmastri nelle zone costiere e ai venti freddi continentali. È classificata nelle zone USDA 6-10, sopportando minime termiche fino a -15°C / -20°C senza danni evidenti alle gemme apicali.
Irrigazione
L'apporto idrico è critico durante i primi due anni dall'impianto. Tra maggio e settembre, si consigliano interventi settimanali profondi (15-20 litri per pianta). Una volta affrancata, la pianta tollera brevi periodi di siccità. Lo stress idrico si manifesta con un viraggio del fogliame verso tonalità grigio-opache e una perdita di turgore delle gemme apicali. Evitare irrigazioni soprachioma nelle ore serali per prevenire l'insorgenza di patologie fungine.
Concimazione
Si interviene due volte l'anno. A fine febbraio, prima della ripresa vegetativa, distribuire un concime granulare a lenta cessione con rapporto NPK sbilanciato verso l'azoto (es. 20-10-10). A metà ottobre, un intervento con concime organico pellettato (stallatico sfarinato) aiuta a migliorare la struttura del suolo e apporta microelementi essenziali come il magnesio, prevenendo il disseccamento dei ramuli interni.
Potatura e manutenzione
Per mantenere la siepe in efficienza, sono necessari due interventi annui: il primo a marzo e il secondo a fine agosto. È fondamentale non tagliare mai oltre la barriera del fogliame verde, poiché il Leyland, a differenza di alcune latifoglie, ha una capacità limitata di ricacciare dal legno vecchio. Si utilizzano tosasiepi affilati per garantire tagli netti che evitino sfilacciamenti dei tessuti, potenziali porte d'ingresso per patogeni.
Resistenza e salute della pianta
Il principale rischio fitopatologico è rappresentato dal cancro del cipresso, causato dal fungo Seiridium cardinale, che si manifesta con essiccamenti localizzati e fessurazioni con emissione di resina. Altro patogeno rilevante è la Phytophthora cinnamomi, che colpisce l'apparato radicale in condizioni di scarso drenaggio. La prevenzione si attua con trattamenti a base di sali di rame dopo le potature e garantendo il corretto deflusso delle acque meteoriche.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ottimale per la messa a dimora va da ottobre a fine marzo, evitando i periodi di suolo gelato. Per una siepe densa, la distanza di impianto deve essere di 60-80 cm tra i fusti. La buca deve avere dimensioni doppie rispetto al vaso (circa 40x40 cm). Sul fondo è precetto agronomico stendere 5 cm di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio. Dopo il posizionamento della zolla, colmare con un mix di terra di scavo e terriccio professionale, compattando leggermente e procedendo a una bagnatura di saturazione immediata.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Confezionamento alla consegnaRadice nuda
- EsposizioneSole
- Numero articoli per confezione24
- Tipo di fogliameSempreverde
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME19199143
- MMID114563420130
- Rif. costruttoreCN064


















