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Come interrare il sovescio

Come interrare il sovescio

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

5 min di lettura
Seminato nel periodo che separa una coltivazione dalla successiva, il sovescio ha anche il compito di restituire al terreno le sostanze organiche e minerali che le radici hanno attinto in profondità. Per beneficiare di questi apporti, le piante da sovescio devono essere interrate alla fine del loro ciclo. Ecco come.

Caratteristiche importanti

  • Periodo di utilizzo
  • Falciatura
  • Interramento
  • Piante utilizzate

Quando interrare il sovescio

Sebbene il sovescio venga il più delle volte seminato in autunno per occupare i terreni che resterebbero liberi in inverno, nulla impedisce di seminare queste piante in altri periodi dell'anno purché il periodo precedente la coltura successiva sia sufficientemente lungo. Poiché la durata del ciclo di vegetazione, a seconda della specie, varia da due a diversi mesi, il periodo dello sfalcio e dell'integrazione nel terreno del sovescio è in funzione del periodo della semina.

Soprattutto, è molto importante falciare il sovescio prima che vada in seme, indipendentemente dalla stagione. In caso contrario, le piante rischiano di riseminarsi da sole, trasformandosi in erbe infestanti per le colture successive.

Il momento migliore per falciare è poco prima della fioritura, quando i fiori non sono ancora sbocciati. È in questa fase infatti che la pianta ha la massima concentrazione di elementi nutritivi e sostanze azotate, e la sua decomposizione nel terreno avverrà in maniera più rapida rispetto a una falciatura tardiva.

Falciare prima di interrare il sovescio

Possono presentarsi diversi casi:

  1. Il sovescio è stato seminato alla fine dell'estate o in autunno, ed è stato distrutto in gran parte dal gelo, per cui il tuo lavoro è in qualche modo facilitato.  È questo il caso di piante come senape, veccia, facelia e grano saraceno. La falciatura a questo punto non avrà più senso. Se desideri, puoi lasciare il terreno pulito, rastrellare i detriti e incorporarli nel cumulo del compost.

  2. Il sovescio è poco sviluppato, indipendentemente dalla stagione.

In questi due casi, puoi interrare direttamente nel terreno, in superficie, il sovescio.

In tutti gli altri casi, il sovescio deve essere falciato prima di essere interrato per diventare fertilizzante. Per la falciatura, usa uno dei metodi seguenti:

  • falciatura e trinciatura con il tosaerba, regolandolo in posizione alta e togliendo il sacco (tecnica mulching), quando la vegetazione non supera i 30 cm di altezza ma avendo cura di sovrapporre i passaggi;

  • falciatura con falce, falcetto o decespugliatore;

  • taglio con cesoie o forbici da potatura per gli appezzamenti molto piccoli.

Lascia il sovescio sul terreno per 2 o 3 settimane, in modo da avviare la decomposizione; dopo la falciatura, nel caso di piante a forte sviluppo potrebbe essere necessaria la trinciatura con il tosaerba.

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Interrare il sovescio

Al termine di questo periodo, ciò che resta del sovescio deve essere interrato. L'apporto al terreno può essere realizzato in due modi:

Rivoltando la terra superficialmente

Non è necessaria un'aratura profonda per interrare la materia organica perché la sua decomposizione richiede ossigeno. Questa aratura può essere fatta su un'altezza di 10 cm con la pala vanga o con il motocoltivatore, regolando il vomere a massimo 15 cm di profondità.

Usando degli utensili con denti

Usa una grelinette, una forca vanga, una forca o un utensile meccanizzato come la motozappa o il motocoltivatore. Se scegli un attrezzo motorizzato, fai due passaggi incrociati per integrare più efficacemente i residui vegetali nel terreno.

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Attendere del tempo prima della nuova coltivazione

Attendi altre 2 o 3 settimane affinché il sovescio inizi a decomporsi, prima di piantare la nuova coltura. Dopo il sovescio è preferibile procedere piantando giovani piantine (ripicchettaggio), piuttosto che con la semina; approfitta dell'arricchimento del suolo per mettere degli ortaggi che esigono molto azoto e materiale organico:

  • zucche;

  • meloni;

  • pomodori;

  • melanzane;

  • cavoli;

  • sedano;

  • fragole.

Estirpare il sovescio

L'apparato radicale è parte integrante del sovescio e contribuisce ad apportare benefici al terreno. Estirpa il sovescio soltanto se desideri un terreno pulito per effettuare una semina di piccoli semi o per seminare subito, senza aspettare. In questo caso, le piante estirpate saranno utilizzate come pacciamatura per un altro appezzamento oppure aggiunte al compost.

La tabella seguente mostra le principali piante impiegate nel sovescio, anche se spesso si decide di seminare 2 o 3 specie insieme: facelia e fava, segale e veccia, segale e pisello da foraggio, e così via.

Piante da sovescio

Periodo di semina

Modalità di interramento

Avena

Da marzo ad aprile

Da settembre a ottobre

Falciare dopo 3 o 4 mesi, o in primavera.

Colza

Da agosto a settembre

Falciare alla fine dell'inverno.

Fava

Da marzo a maggio

Da agosto a settembre

Interrare all'inizio dell'estate o a marzo.

Senape

Da marzo a settembre

Se seminata in primavera o estate, distrutta in autunno. Trinciare se non distrutta dalle gelate invernali.

Facelia

Da marzo a settembre

Falciare 8-10 settimane dopo la semina. Distrutta in inverno, almeno in parte, dal gelo.

Grano saraceno

Da aprile ad agosto

Semina in primavera o estate, distrutto dopo 2 mesi. Distrutto in inverno dal gelo.

Segale

Agosto - settembre

Tosare a fine inverno e interrare.

Trifoglio bianco

Da marzo a maggio

Agosto - settembre

Crea numerosi stoloni dopo la falciatura.

Trifoglio incarnato

Agosto - settembre

Tosare a fine inverno e interrare.

Veccia

Da marzo a maggio

Aprile - settembre

Distrutta dal gelo in inverno.

 

Guida scritta da:

Giovanni, giardiniere per passione, Umbria

Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.

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