
Come abbattere un albero
Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Caratteristiche importanti
- Osservazione dell'ambiente circostante
- Sistemazione dello spazio di lavoro
- Abbattimento dell'albero
- Sramatura
Abbattere un albero: un'operazione delicata
L'abbattimento di un albero è un'operazione che viene eseguita per varie ragioni:
l'albero è diventato troppo grande;
l'albero è malato;
il terreno necessita di una risistemazione;
per fare legna da ardere.
L'abbattimento può essere necessario se c'è pericolo di caduta dell'albero dopo una tempesta o forti venti. Ma tagliare un albero non è affatto un gioco da ragazzi, al contrario, si tratta di un'operazione non priva di rischi, in particolare per chi non ha molta dimestichezza nell'uso di una motosega.Qui di seguito è descritta una normale operazionedi abbattimento di un albero in una situazione di non particolare complessità.
Fasi della realizzazione
Osservazione dell'ambiente circostante
Sistemazione dello spazio di lavoro
Abbattimento dell'albero
Sramatura
Competenze richieste
Prima di tutto, devi avere una certa dimestichezza con l'uso di una motosega e con la necessaria manutenzione: saper affilare una catena e tenderla in maniera corretta. Poi, prima di cimentarti nell'abbattimento di un grosso albero, è essenziale che tu abbia fatto pratica su piante di diametro più contenuto.
Tempi di realizzazione
Molto variabili: da 1 a 4 ore a seconda delle dimensioni dell'albero.
Numero di persone
Preferibilmente 2 persone: 1 sul cantiere e 1 a distanza ma a vista (in caso di problemi).
Strumenti e materiali di consumo
Motosega con potenza e lunghezza della barra o lama adeguate alla circonferenza dell'albero.
Leva di abbattimento o, per gli alberi più grandi, 2 o 3 cunei in plastica o alluminio. Non usare cunei in ferro perché potresti danneggiare la catena della motosega se questa dovesse urtarli accidentalmente.
Dispositivi di protezione individuale
Casco da cantiere
Calzature di sicurezza
Abbigliamento da lavoro e pantaloni antinfortunistici
Casco con visiera protettiva o occhiali di protezione
Guanti di protezione
Questa lista non è esaustiva, i dispositivi di protezione individuale vanno adeguati ad ogni attività lavorativa.
Roncola
Abbattere un albero: video tutorial
1. Osservazione dell'ambiente circostante
L'osservazione dell'ambiente circostante rappresenta una fase molto importante perché permette di determinare la direzione di caduta dell'albero in base a due fattori principali.
Il portamento dell'albero e la sua tendenza naturale a pendere da una parte, o ad avere una ramificazione più fitta da un lato piuttosto che dall'altro, aspetti che influenzano la direzione di caduta.
L'ambiente circostante, su un'area di raggio uguale all'altezza dell'albero, per individuare i vari ostacoli o i problemi da evitare al momento della caduta, ad esempio: la presenza di altri alberi, di un edificio, di una strada, di una linea elettrica, ecc.
Devi anche tener conto del vento e delle irregolarità del terreno, che possono causare la rottura, il rotolamento o il rimbalzo dell'albero. Se hai il minimo dubbio che la direzione di caduta dell'albero possa provocare danni materiali o bloccare una strada, ti conviene rivolgerti a un professionista.
2. Sistemazione dello spazio di lavoro
Libera l'area intorno all'albero nella direzione prevista per la caduta.
Dal lato opposto a quello di caduta, libera anche uno spazio sufficiente a creare una via di fuga.
Taglia tutti i rami bassi fino ad un'altezza di 1,50 m.
3. Abbattimento dell'albero
L'intaglio di direzione
Sul lato scelto per la caduta, pratica una tacca; prima di tutto effettua un taglio obliquo di almeno 45° su una profondità compresa fra 1/3 e 1/4 del diametro del tronco, segando dall'alto verso il basso.
Poi, pratica un taglio orizzontale sotto questo primo taglio, fino ad intersecare il taglio obliquo. Si formerà un cuneo di legno che ti basterà rimuovere.
Il taglio di abbattimento
Dalla parte opposta dell'intaglio di direzione e 3 cm più in alto dello stesso, esegui un taglio orizzontale: è il taglio di abbattimento detto anche taglio di caduta. Man mano che questo taglio si avvicinerà all'intaglio di direzione, si aprirà progressivamente, e l'albero si inclinerà in avanti. È proprio in questo momento che il taglialegna, non distogliendo mai lo sguardo dal tronco, deve retrocedere, ovvero deve smettere di segare e spostarsi di parecchi metri per lasciar cadere l'albero.
Non appena la barra della motosega è avanzata sufficientemente, inserisci un cuneo nella linea di abbattimento, per evitare che la barra della motosega si inceppi.
Attenzione! Prima di cadere un albero può piegarsi e ruotare e su sé stesso modificando la direzione di caduta prevista.
4. La sramatura
Una volta a terra, procedi alla sramatura, cioè al taglio di tutti i rami. Questa operazione necessita in genere di più tempo rispetto all'abbattimento vero e proprio.
Per cominciare rimuovi la chioma dell'albero, tutti i rametti che sostengono le foglie e infine taglia i rami più grossi. Questa fase è rischiosa tanto quanto quella dell'abbattimento, poiché delle tensioni sui rami potrebbero provocare dei movimenti a «catapulta» estremamente pericolosi, dei contraccolpi della barra della motosega, l'inceppamento della catena, ecc.
La potatura sarà più agevole se usi una motosega con barra corta (da 10 a 15 pollici).
Se il tronco o i rami poggiano di peso a terra, esegui un taglio nella parte superiore, su circa un terzo del diametro, poi finisci di tagliare dal basso; in questo modo eviterai che la catena si incastri.
Lavora sempre con una catena ben affilata: i trucioli di legno devono essere netti. Quando iniziano a diventare troppo sottili (simili a segatura) significa che la catena ha bisogno di essere affilata.
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Guida scritta da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.