Salice piangente scarlatto giovane pianta "Salix x sepulcralis erythroflexuosa" 3 piante in vaso H 110/140 cm
Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Salice piangente scarlatto, botanicamente classificato come Salix x sepulcralis 'Erythroflexuosa', è un ibrido ornamentale di straordinario valore architettonico, derivante dall'incrocio tra Salix matsudana 'Tortuosa' e Salix alba 'Vitellina-Tristis'. Questa cultivar si distingue per il peculiare habitus che combina rami contorti e spiraliformi a un portamento decisamente pendulo. Durante il riposo vegetativo, la corteccia dei rami giovani assume una colorazione rosso-arancio brillante, che funge da elemento focale nei paesaggi invernali del Nord e Centro Italia, dove le temperature rigide ne esaltano il pigmento.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Salicaceae, questa varietà presenta rami flessuosi caratterizzati da una corteccia ricca di lenticelle evidenti. Le foglie sono decidue, alternate, di forma strettamente lanceolata con margine serrulato e apice acuminato; la pagina superiore è di un verde lucido, mentre quella inferiore appare glauca e leggermente tomentosa nelle prime fasi di sviluppo. Le gemme sono piccole, appressate al ramo e protette da un'unica perula. La fioritura, che avviene tra marzo e aprile in coincidenza con l'emissione fogliare, consiste in amenti cilindrici eretti, tipici del genere Salix.
Crescita e sviluppo
Il Salix x sepulcralis 'Erythroflexuosa' è caratterizzato da un ritmo di crescita estremamente rapido, che può superare i 80-100 cm all'anno nei primi stadi giovanili. A maturità, l'esemplare raggiunge un'altezza massima compresa tra i 10 e i 12 metri, con un'ampiezza della chioma che si attesta sui 6-9 metri. La longevità è moderata, tipica dei salici a crescita veloce, con una struttura che tende a diventare più complessa e scultorea dopo i primi 15 anni di impianto.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato in giardini di medie e grandi dimensioni per valorizzare il contrasto cromatico invernale.
- Consolidamento di sponde in prossimità di specchi d'acqua o corsi d'acqua naturali.
- Creazione di barriere visive dinamiche grazie al movimento dei rami penduli.
- Utilizzo in parchi pubblici per la resistenza all'inquinamento atmosferico urbano.
- Composizioni paesaggistiche in associazione con arbusti a fioritura precoce come Cornus alba 'Sibirica'.
Terreno
Questa specie predilige terreni profondi, fertili e con una costante disponibilità idrica. Il pH ottimale oscilla tra 6.0 e 7.5 (da sub-acido a neutro), sebbene tolleri moderatamente i suoli leggermente alcalini. La struttura ideale è quella franco-limosa o argillosa, purché non vi sia una compattazione tale da impedire l'ossigenazione radicale. Nonostante la sua affinità per l'umidità, beneficia di un drenaggio di base per evitare ristagni anossici prolungati nel colletto.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per massimizzare la colorazione scarlatta della corteccia e garantire una chioma densa. Una collocazione in mezz'ombra è tollerata, ma comporta un allungamento degli internodi e una colorazione meno intensa dei rami. È una pianta adatta al clima continentale e temperato italiano, mostrando un'ottima resistenza ai venti, sebbene le raffiche eccessive possano causare la rottura dei rami più sottili e contorti.
Irrigazione
L'apporto idrico deve essere costante e abbondante, specialmente nei primi due anni post-impianto e durante i mesi estivi (giugno-agosto). In caso di siccità prolungata, la pianta manifesta stress attraverso l'ingiallimento precoce delle foglie basali e la successiva filloptosi. Negli esemplari adulti, l'apparato radicale freatofita è solitamente in grado di attingere alle riserve profonde, ma interventi di soccorso sono necessari in suoli sciolti o estati mediterranee particolarmente aride.
Concimazione
La somministrazione di nutrienti deve avvenire preferibilmente a fine febbraio, prima della ripresa vegetativa. Si consiglia l'apporto di ammendanti organici come lo stallatico pellettato o compost ben maturo alla base della proiezione della chioma. In alternativa, un concime granulare a lenta cessione con un rapporto NPK equilibrato (es. 15-15-15) favorisce lo sviluppo strutturale dei giovani esemplari in vaso da 110/140 cm.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si esegue in tardo inverno, entro la fine di febbraio, prima del rigonfiamento delle gemme. È fondamentale rimuovere i rami secchi, danneggiati o quelli che crescono verso l'interno della chioma per favorire la circolazione dell'aria. Per mantenere la colorazione vivace, è possibile effettuare tagli di ritorno sui rami più vecchi, stimolando così l'emissione di nuovi getti giovanili, che presentano la pigmentazione rossa più intensa.
Resistenza e salute della pianta
La pianta è molto rustica, tollerando temperature minime fino a -20°C (Zona USDA 6). Tuttavia, è sensibile ad alcuni patogeni fungini, in particolare all'antracnosi del salice causata da Marssonina salicicola, che provoca macchie brune sulle foglie e cancri sui rametti. Tra i parassiti entomologici, prestare attenzione alla presenza di afidi e della coleottera Chrysomela populi, le cui larve possono scheletrizzare il fogliame in breve tempo.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora va da metà ottobre a fine marzo, evitando i periodi di gelo intenso. Per le piante in vaso H 110/140 cm, scavare una buca di almeno 60x60x60 cm. Sul fondo, integrare uno strato di 5-10 cm di ghiaia o argilla espansa per agevolare il drenaggio, coperto da uno strato di terriccio fertile. Posizionare la pianta assicurandosi che il colletto sia a livello del piano di campagna. È indispensabile l'uso di un palo tutore per i primi 24 mesi per stabilizzare il fusto contro l'azione del vento.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso9.9 kg
- EsposizioneSole
- RusticitàRustico
- Tipo di alberoArbusti
- Referenza ManoManoME202744385
- MMID208695701697
- Rif. costruttoreAL073