Rosmarino "Rosmarinus officinalis" pianta aromatica in vaso ø18 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Rosmarino (Rosmarinus officinalis, sin. Salvia rosmarinus) è una suffruticosa perenne e sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, proposta dal Vivaio di Castelletto in vaso ø18 cm con apparato radicale strutturato e chioma già lignificata alla base. Originaria della macchia mediterranea, questa specie unisce un'elevata tolleranza alla carenza idrica a un denso profilo di oli essenziali secreti dai tricomi fogliari. È un'essenza fondamentale per l'impiego officinale, culinario e ornamentale in giardini sostenibili, aiuole xerofile e terrazzi ventilati soggetti a forte insolazione.
Caratteristiche botaniche
La pianta presenta fusti legnosi ascendenti con corteccia sfibrata in un ritidoma fessurato longitudinalmente con l'età. Le foglie sono persistenti, coriacee, sessili e lineari (lunghe 15-35 mm), con margini revoluti; la pagina superiore è glabra e verde intenso, mentre quella inferiore è densamente bianco-tomentosa. Le infiorescenze a verticillastro si sviluppano alle ascelle fogliari apicali. I fiori bilabiati, caratterizzati da corolla azzurro-violacea come nella cultivar eretta Rosmarinus officinalis 'Tuscan Blue', presentano stami sporgenti; l'antesi principale decorre da marzo a maggio con frequenti rifiorenze settembrine.
Crescita e sviluppo
In piena terra raggiunge un'altezza massima di 1,5-1,8 m e un'ampiezza di 1,2-1,5 m. Il ritmo di accrescimento medio è di 20-30 cm/anno nelle prime tre stagioni vegetative. Mostra una notevole longevità agronomica, mantenendo vigore e densità per oltre 15-20 anni se gestita con tagli regolari.
Indicazioni e utilizzo
- Realizzazione di siepi basse perimetrali, bordure formali o aiuole miste xerofile.
- Consolidamento e controllo dell'erosione superficiale su scarpate aride e pendii soleggiati.
- Coltivazione in contenitori di media e grande capienza per terrazze e tetti verdi intensivi.
- Impiego officinale ed erboristico per distillazione di oli ricchi in 1,8-cineolo e canfora.
- Uso aromatico fresco o essiccato in preparazioni alimentari e conserviere.
Terreno
Richiede substrati a tessitura sciolta, grossolana, con scheletro prevalente e drenaggio impeccabile. Il valore ottimale di reazione è pH 6.5-8.0. Rifugge tassativamente i suoli argillosi pesanti, asfittici o soggetti a falda superficiale, i quali richiedono una correzione volumetrica del 30-40% con sabbia di fiume o pomice (pezzatura 2-5 mm).
Esposizione
Necessita del pieno sole per tutta la giornata, con una soglia minima di 6 ore di irraggiamento diretto per sostenere la sintesi aromatica. Nel Nord Italia e nelle aree pedemontane richiede orientamento a Sud o Sud-Ovest, riparato dai venti freddi settentrionali; al Centro e al Sud tollera senza problemi la canicola estiva e la salinità dell'aerosol marino.
Irrigazione
Apporti moderati ma profondi. Dalla primavera a fine estate intervenire solo quando il terreno risulta completamente asciutto da diversi giorni; in inverno le irrigazioni vanno sospese in piena terra e diradate al minimo in vaso. L'annerimento apicale con caduta della foglia segnala asfissia radicale per eccesso d'acqua, mentre l'afflosciamento delle cime non lignificate indica deficit idrico severo.
Concimazione
Specie oligotrofica che mal sopporta le concimazioni spinte. A fine febbraio si interviene con 60-80 g/m² di stallatico maturo sfarinato, oppure con un concime ternario bilanciato NPK 10-10-10 a cessione controllata. Un eccesso di azoto stimola una vegetazione lassa e acquosa, riducendo l'aroma e la tolleranza al gelo.
Potatura e manutenzione
Si esegue a fine marzo, dopo il superamento dei freddi tardivi. Consiste nell'accorciare di un terzo i germogli dell'anno precedente per stimolare l'infoltimento basale ed evitare lo svuotamento centrale. Da evitare assolutamente i tagli drastici sul legno vecchio privo di gemme vegetative, incapace di produrre nuovi ricacci. Disinfettare le lame prima del taglio.
Resistenza e salute della pianta
La specie dimostra rusticità fino a -12°C (zone USDA 8-10) su terreno perfettamente asciutto. Il patogeno chiave è il marciume radicale provocato da oomiceti del genere Phytophthora, prevenibile unicamente con drenaggi efficienti. Tra i parassiti fitofagi, la crisomela del rosmarino (Chrysolina americana) può provocare defogliazioni mirate in primavera; si contrasta tramite asportazione manuale o trattamenti serali con azadiractina.
Istruzioni per il trapianto
I periodi ideali sono metà autunno (settembre-ottobre) al Centro-Sud e inizio primavera (marzo-aprile) nel Nord Italia. Scavare una buca di 40x40 cm con profondità pari a 40 cm. Posizionare sul fondo uno strato drenante di 5 cm di ghiaia spaccata o argilla espansa. Rispettare una distanza di impianto di 70-80 cm sulla fila per siepi continue. Posizionare il colletto a livello del piano di campagna, comprimere il terreno e irrigare con 4 litri d'acqua per assestare il substrato.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso8900 g
- EsposizioneSole
- Tipo di fogliameSempreverde
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME232146370
- MMID973016491195
- Rif. costruttoreGA074
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