Rosa Balsamina o Eleganteria "Rosa Rubiginosa" in vaso 2 lt h. 50 cm circa
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
La Rosa Balsamina, botanicamente classificata come Rosa rubiginosa (sin. Rosa eglanteria), è una specie arbustiva rustica appartenente alla famiglia delle Rosaceae, autoctona dell'Europa e dell'Asia occidentale. Si distingue nettamente dalle rose moderne per il peculiare aroma di mela renetta emanato dal fogliame, dovuto alla presenza di ghiandole resinose sulla pagina inferiore delle foglie. Questa essenza, ampiamente utilizzata nel restauro ambientale e nei giardini a bassa manutenzione, combina un'estetica naturale con una resistenza elevata agli stress abiotici tipici del clima continentale italiano.
Caratteristiche botaniche
La Rosa rubiginosa presenta un portamento eretto e arcuato, con fusti densamente ricoperti da aculei uncinati di diverse dimensioni. Le foglie sono composte, imparipennate, costituite da 5-7 foglioline ovali con margini seghettati e superficie leggermente pubescente. L'antesi avviene tra maggio e giugno, producendo fiori semplici a cinque petali di colore rosa carnicino con centro bianco e stami gialli evidenti. In autunno, la pianta sviluppa numerosi cinorrodi ovoidali di colore rosso brillante, persistenti per tutto l'inverno, ricchi di vitamina C e acido trans-retinoico.
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, la pianta raggiunge un'altezza massima di 2,5-3,0 metri e un'ampiezza della chioma di circa 2,0 metri. Il ritmo di crescita è vigoroso, con un incremento medio di 40-60 cm all'anno nei primi cinque anni dall'impianto. È una specie longeva, capace di superare i 40 anni di vita se gestita correttamente. Una varietà di rilievo botanico derivata da questa specie è la Rosa rubiginosa 'Manning's Blush', nota per la duplicazione parziale dei petali e la compattezza del portamento.
Indicazioni e utilizzo
- Costituzione di siepi difensive invalicabili grazie alla densità degli aculei.
- Riforestazione di scarpate e aree degradate per il consolidamento del suolo.
- Creazione di barriere frangivento e corridoi ecologici per l'avifauna selvatica.
- Utilizzo in giardini sensoriali per l'elevata emissione di fitoncidi aromatici dal fogliame.
Terreno
La specie è estremamente adattabile, ma predilige terreni di medio impasto, profondi e ben drenati. Il range di pH ottimale è compreso tra 6.0 e 7.5. Tollera substrati moderatamente calcarei e argillosi, purché non vi siano ristagni idrici prolungati che potrebbero asfissiare l'apparato radicale. Per impianti in terreni poveri, si consiglia l'integrazione di ammendanti organici per migliorare la struttura fisica.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per massimizzare la produzione di fiori e la successiva maturazione dei cinorrodi. Pur tollerando la mezz'ombra (minimo 4-5 ore di sole diretto), in tali condizioni il fusto tende a filare e la densità del fogliame diminuisce. È resistente ai venti forti e tollera bene la ventilazione tipica delle zone collinari e prealpine.
Irrigazione
Durante il primo anno dall'impianto, le irrigazioni devono essere regolari (ogni 7-10 giorni in estate) per favorire l'affrancamento radicale. Una volta stabilizzata, la Rosa rubiginosa mostra un'ottima tolleranza alla siccità. Lo stress idrico severo si manifesta con l'accartocciamento delle foglioline basali e il disseccamento precoce degli apici vegetativi. Nelle regioni del Sud Italia, interventi di soccorso in luglio e agosto sono raccomandati per mantenere il turgore cellulare.
Concimazione
Si interviene a fine febbraio con un concime organico pellettato o stallatico ben maturo distribuito alla base della proiezione della chioma. In fase di ripresa vegetativa, è possibile somministrare un concime granulare a lenta cessione con rapporto NPK 15-9-15 per sostenere lo sviluppo dei nuovi getti e la successiva fioritura.
Potatura e manutenzione
La potatura si effettua a fine inverno, prima del rigonfiamento delle gemme. Trattandosi di una rosa botanica che fiorisce sui rami dell'anno precedente, interventi drastici riducono la fioritura. Si procede con la rimozione del legno vecchio (oltre i 3-4 anni), dei rami danneggiati o incrociati internamente per favorire il ricircolo d'aria. Utilizzare cesoie a bypass perfettamente affilate e disinfettate per evitare sfilacciamenti dei tessuti.
Resistenza e salute della pianta
La pianta è estremamente rustica, resistendo a temperature fino a -20°C (Zona USDA 5-9). Sebbene sia più resistente delle rose coltivate, può essere soggetta ad attacchi di Sphaerotheca pannosa (Oidio) in caso di eccessiva umidità stagnante e scarsa ventilazione. Altro patogeno potenziale è il fungo Diplocarpon rosae, responsabile della macchia nera, prevenibile con trattamenti a base di sali di rame nel periodo autunnale e primaverile.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora va da metà ottobre a fine marzo, evitando i periodi di gelo intenso. La buca d'impianto deve misurare almeno 40x40x40 cm. Sul fondo è necessario predisporre uno strato di 5 cm di ghiaia o argilla espansa per garantire il drenaggio. Il colletto della pianta deve essere posizionato a livello del piano di campagna. Dopo il riempimento con terra di scavo e terriccio professionale, effettuare una pressatura leggera e un'irrigazione di saturazione per eliminare le sacche d'aria nel substrato.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME101485491
- MMID652612951019
- Rif. costruttoreAF259

















