Piracanta Arancione pianta da siepe sempreverde in vaso 2 litri h.100/150cm
Scegliere il proprio modello
con il codice
Acquisti per la tua azienda?
Prezzi negoziati IVA esclusa fino a -20%
Questi articoli potrebbero interessarti !
Confronta con articoli simili
Informazioni sul prodotto
Descrizione
La piracanta (Pyracantha coccinea), nota comunemente come agazzino, è un arbusto sempreverde rustico appartenente alla famiglia delle Rosaceae, ampiamente impiegato per la realizzazione di siepi impenetrabili e bordure strutturate. La pianta fornita in vaso da 2 litri presenta un apparato radicale compatto e pronto all'attecchimento, ideale per impostare sesti d'impianto lineari a rapida copertura sia nelle zone a clima continentale del Nord sia in quelle calde del Centro-Sud Italia.
Caratteristiche botaniche
Arbusto a portamento eretto e fitto, dotato di corti rami trasformati in robuste spine rameali acuminate. Le foglie sono persistenti, alterne, coriacee, oblanceolate con margine leggermente crenato, di colore verde scuro brillante superiormente e più chiare inferiormente. L'antesi avviene tra fine maggio e inizio giugno: i rami si coprono di densi corimbi di fiori bianchi pentalobati, ricchi di polline. In autunno maturano abbondanti frutti a pomo globoso (circa 6 mm), di colore rosso vivo nella specie tipo e nella cultivar Pyracantha coccinea 'Red Column', persistenti per l'intero arco invernale.
Crescita e sviluppo
Raggiunge un'altezza massima compresa tra 3 e 4 m con un'ampiezza di chioma di 2-3 m. Il ritmo di crescita è sostenuto, quantificabile in 40-60 cm/anno nei primi anni di coltivazione. Mostra una longevità superiore ai 35-40 anni, mantenendo una vegetazione basale densa se gestita con tagli regolari.
Indicazioni e utilizzo
- Formazione di siepi perimetrali difensive e antintrusione ad altissima impenetrabilità.
- Schermatura visiva sempreverde e barriera frangivento su confini di proprietà.
- Allevamento a spalliera contro pareti esposte, muri ciechi o recinzioni metalliche.
- Sostegno trofico e rifugio di nidificazione per l'avifauna passeriforme nei mesi freddi.
- Barriera fonoassorbente e trattenimento delle polveri sottili lungo assi viari.
Terreno
Specie rustica e adattabile, vegeta senza difficoltà nei suoli franchi e argilloso-limosi tipici delle colline piemontesi. Il pH ottimale è compreso tra 6.0 e 7.5. È indispensabile scongiurare l'asfissia radicale: nei substrati pesanti si consiglia l'integrazione di sabbia di cava o ghiaietto per garantire un drenaggio efficace.
Esposizione
Richiede il pieno sole per garantire una fioritura massiva e una densa carica di bacche colorate. Sopporta bene la mezz'ombra parziale, pur riducendo la quantità di gemme a fiore. Resiste all'inquinamento urbano e a correnti ventose costanti.
Irrigazione
Nei primi due anni dall'impianto, bagnare con 8-12 litri d'acqua per pianta ogni 7-10 giorni da aprile a metà settembre in assenza di precipitazioni. Una volta affrancata, tollera la siccità estiva prolungata. Il deficit idrico severo si manifesta con l'accartocciamento fogliare e la caduta anticipata delle bacche verdi.
Concimazione
A fine febbraio distribuire alla base stallatico pellettato maturo (circa 150-200 g/m) o un fertilizzante ternario bilanciato a cessione controllata NPK 12-12-17. Evitare apporti azotati tardivi dopo la fine di luglio per consentire la corretta lignificazione dei getti prima dell'inverno.
Potatura e manutenzione
Si esegue un primo taglio strutturale a fine febbraio per ripulire l'interno della chioma e definire la sagoma. A fine giugno, post-fioritura, si effettua una spuntatura di contenimento, facendo attenzione a non asportare i rami di un anno che portano le giovani bacche. Operare sempre con forbici affilate e disinfettate, indossando guanti antitaglio in cuoio spesso.
Resistenza e salute della pianta
Resiste fino a temperature minime di -20°C (zone USDA 6-9). L'avversità fungina più comune è la ticchiolatura dell'agazzino (Spilocaea pyracanthae), che colpisce foglie e pomi; tra i batteri teme il colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora). Si previene evitando bagnature della chioma ed eccessi di concime minerale azotato.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora va da metà ottobre a fine marzo. Scavare una trincea o buche singole di 40x40 cm profonde 40 cm. Per ottenere una siepe uniforme distanziare gli esemplari di 50-60 cm sulla fila. Posare sul fondo 4-5 cm di materiale drenante (ghiaia o argilla espansa), miscelare il terreno con terriccio vegetale e comprimere delicatamente prima di eseguire la bagnatura di attecchimento, una procedura standard testata al Vivaio di Castelletto.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- EsposizioneMezz'ombra
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME200524249
- MMID828028284661
- Rif. costruttoreSI20101














