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Paleo steppico "Koeleria macrantha" graminacee ornamentali pianta in vaso 14 cm

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Informazioni sul prodotto

Descrizione

Il Paleo steppico Koeleria macrantha è una graminacea perenne cespitosa appartenente alla famiglia delle Poaceae, ampiamente distribuita nelle praterie aride e nei pascoli montani dell'emisfero boreale. Caratterizzata da un portamento compatto e una spiccata tolleranza alla siccità, questa specie rappresenta un elemento cardine per il xeriscaping e il consolidamento di scarpate soleggiate. La sua architettura vegetativa, composta da un fitto cespo di foglie basali e culmi eretti, la rende ideale per giardini a bassa manutenzione in tutto il territorio italiano, dal clima continentale del Nord a quello mediterraneo del Centro-Sud, inclusa l'area collinare del Monferrato.

Caratteristiche botaniche

L'apparato fogliare è costituito da lamine sottili, larghe 1-3 mm, spesso convolute per ridurre la traspirazione, di colore verde glauco o grigio-azzurro. L'infiorescenza a pannocchia spiciforme, densa e cilindrica, emerge tra giugno e luglio (antesi), presentando inizialmente sfumature argentee o purpuree per poi virare al paglierino durante la maturazione dei semi. Il culmo è eretto, glabro o finemente pubescente sotto la pannocchia. La varietà Koeleria macrantha 'Barkel' è spesso selezionata per la sua uniformità e resistenza in contesti di inerbimento tecnico.

Crescita e sviluppo

La pianta raggiunge un'altezza massima di 0.40-0.50 m durante la fioritura, mentre il solo cespo fogliare si attesta sui 15-20 cm. L'ampiezza della chioma a maturità varia tra 0.20 e 0.30 m. Il ritmo di crescita è moderato, con un incremento del diametro basale di circa 5-8 cm/anno. È una specie longeva se gestita in condizioni di scarso apporto azotato, evitando la senescenza precoce del centro del cespo.

Indicazioni e utilizzo

  • Realizzazione di prati steppici e aree a bassa manutenzione (low-input turf).
  • Consolidamento di scarpate e pendii soggetti a erosione grazie all'apparato radicale fascicolato.
  • Inserimento in giardini rocciosi o bordure miste di graminacee xerofile.
  • Utilizzo in tetti verdi estensivi grazie alla resistenza a substrati sottili e siccitosi.
  • Restauro ecologico di praterie xeriche e ambienti degradati.

Terreno

Predilige substrati poveri, calcarei o neutri, con un pH compreso tra 6.5 e 8.0. È fondamentale garantire un drenaggio eccellente; la pianta non tollera i ristagni idrici che causano asfissia radicale. In terreni argillosi pesanti, tipici di alcune zone del Piemonte, è necessario correggere la struttura della buca d'impianto con l'apporto di sabbia silicea o pomice (granulometria 3-5 mm).

Esposizione

Richiede il pieno sole per mantenere il portamento eretto e la colorazione glauca del fogliame. In condizioni di mezz'ombra, i culmi tendono a prostrarsi (allettamento) e la fioritura risulta rada. Tollera bene la ventilazione intensa e gli ambienti salini costieri, rendendola versatile per diverse zone fitoclimatiche italiane, dalla pianura fino a 1800 metri di altitudine.

Irrigazione

Una volta stabilizzata, dopo il primo anno dall'impianto, la Koeleria macrantha è estremamente resistente alla siccità. Le irrigazioni devono essere sporadiche e mirate esclusivamente ai periodi di prolungata aridità estiva. Un segnale di stress idrico è l'eccessivo arrotolamento delle foglie e l'ingiallimento basale precoce. Evitare assolutamente l'irrigazione frequente che può compromettere la salute del colletto.

Concimazione

Richiede apporti nutrizionali minimi. Un'eccessiva concimazione azotata compromette la rusticità e favorisce la crescita di tessuti teneri suscettibili a patogeni. È sufficiente una distribuzione di concime organico pellettato a fine febbraio, con un titolo NPK bilanciato (es. 10-10-10) in dosi ridotte (circa 30 g/m²), per sostenere la spinta vegetativa primaverile.

Potatura e manutenzione

La manutenzione si limita al taglio della vegetazione secca a fine inverno, tra la metà di febbraio e l'inizio di marzo, prima della ripresa vegetativa. Si consiglia di recidere i culmi fiorali esausti a 5-10 cm dal suolo utilizzando cesoie affilate. La divisione dei cespi può essere effettuata ogni 4-5 anni, in autunno, per ringiovanire la pianta e mantenere il vigore vegetativo.

Resistenza e salute della pianta

Specie molto rustica, tollera temperature minime fino a -25°C, rientrando pienamente nelle zone USDA 6-9. Il principale rischio patologico è rappresentato dalla ruggine (Puccinia graminis), che può manifestarsi con pustole arancioni sulle foglie in caso di primavere eccessivamente umide e scarsa circolazione d'aria. La prevenzione si attua garantendo il corretto distanziamento tra gli esemplari.

Istruzioni per il trapianto

Il periodo ideale per la messa a dimora è l'inizio della primavera (marzo-aprile) o l'autunno (settembre-ottobre). La buca deve avere una profondità pari al doppio dell'altezza del vaso ø14 cm. Sul fondo della buca va predisposto uno strato di 3-5 cm di ghiaia o argilla espansa per favorire il drenaggio. La distanza di impianto consigliata è di 30 cm tra gli esemplari. Dopo il trapianto, compattare leggermente il terreno e irrigare moderatamente per eliminare le sacche d'aria attorno alle radici.

Caratteristiche

  • Marche
    VIVAIO DI CASTELLETTO
  • Peso
    7900 g
  • Altezza a maturità
    50 cm
  • Periodo di fioritura
    Luglio
  • Caratteristica visiva della pianta
    Graminacee
  • Referenza ManoMano
    ME84119671
  • MMID
    368943867231
  • Rif. costruttore
    PS064
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