Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Mirto tarantino (Myrtus communis var. tarentina) rappresenta una varietà botanica di particolare pregio per l'architettura del paesaggio mediterraneo. Si distingue dalla specie tipo per il portamento estremamente compatto, l'internodo corto e il fogliame di dimensioni ridotte, caratteristiche che lo rendono ideale per la realizzazione di strutture vegetali geometriche. Originario delle regioni costiere dell'Europa meridionale, questo arbusto sclerofillo è un elemento cardine della macchia bassa. La sua resilienza e la capacità di tollerare l'aerosol marino lo rendono indispensabile nei contesti litoranei, pur adattandosi con successo ai giardini del Nord Italia, purché collocato in microclimi protetti.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, il Mirto tarantino presenta un fogliame persistente, coriaceo e glabro. Le foglie sono opposte, sessili o con picciolo brevissimo, di forma ovato-lanceolata con una lunghezza contenuta tra 1 e 1.5 cm. I fiori, la cui antesi avviene tra giugno e settembre, sono solitari, ascellari, dotati di numerosi stami prominenti che conferiscono un aspetto piumoso. Il frutto è una bacca subglobosa, che vira al bianco-rosato o al nero-violaceo a maturità, persistendo sulla pianta per tutto il periodo invernale. La corteccia nei soggetti maturi tende a sfaldarsi in sottili placche longitudinali.
Crescita e sviluppo
Questa varietà è caratterizzata da una crescita lenta, con un incremento medio di circa 10-15 cm/anno. A maturità, il Mirto tarantino raggiunge un'altezza massima di 1.5 - 2.0 metri e un'ampiezza della chioma di 1.2 - 1.5 metri. La pianta è estremamente longeva e tende naturalmente a sviluppare una forma globosa molto fitta, rendendo quasi superfluo l'intervento umano per il mantenimento della sagoma sferica nei primi anni di vita.
Indicazioni e utilizzo
- Realizzazione di siepi basse formali o bordure geometriche di altezza inferiore al metro.
- Utilizzo in arte topiaria grazie all'elevata densità del fogliame e alla tolleranza ai tagli ripetuti.
- Inserimento in giardini rocciosi o in schemi di xeriscaping a basso fabbisogno idrico.
- Coltivazione in contenitore (ø19 cm o superiori) per la decorazione di terrazze e aree pavimentate esposte.
- Impiego in giardini aromatici per la profumazione intensa rilasciata dalle foglie se sfregate.
Terreno
La pianta predilige substrati sciolti, profondi e con un ottimo drenaggio macro-poroso. Il range ottimale è un pH 6.0-7.0 (da sub-acido a neutro). Sebbene tolleri terreni poveri e sassosi, è fondamentale evitare suoli eccessivamente argillosi o compatti che possono causare asfissia radicale. In caso di terreni pesanti, si consiglia l'apporto di sabbia silicea o pomice per migliorare la struttura.
Esposizione
Richiede il pieno sole per garantire una fioritura abbondante e mantenere l'internodo corto che ne caratterizza l'estetica. Nel Nord Italia e nelle zone continentali, va posizionato a ridosso di muri esposti a Sud per beneficiare del calore accumulato. Tollera molto bene i venti salmastri, rendendolo una scelta primaria per i giardini di costa.
Irrigazione
Gli interventi devono essere regolari durante i primi due anni dall'impianto, specialmente nei mesi estivi. Una volta affrancato, il Mirto tarantino mostra una notevole resistenza alla siccità. Per le piante in vaso ø19 cm, è necessario irrigare quando il substrato risulta asciutto nei primi 3-4 cm di profondità. Lo stress idrico prolungato è segnalato da un leggero ripiegamento delle lamine fogliari e dalla perdita di lucentezza del fogliame.
Concimazione
Si interviene a metà marzo con un concime organico-minerale bilanciato o stallatico sfarinato ben maturo. Un apporto di potassio verso la fine dell'estate aiuta la lignificazione dei tessuti, migliorando la resistenza ai primi freddi. È opportuno evitare eccessi di azoto in autunno, che stimolerebbero una vegetazione tenera suscettibile alle gelate precoci.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione e pulizia si effettua a fine febbraio, prima della ripresa vegetativa. Per le siepi formali, è possibile intervenire nuovamente dopo la fioritura principale, indicativamente verso metà ottobre, per ripristinare la geometria della chioma. È fondamentale utilizzare attrezzi da taglio perfettamente affilati per evitare sfilacciamenti che potrebbero favorire l'ingresso di patogeni fungini.
Resistenza e salute della pianta
Il Mirto tarantino è rustico fino a temperature di -8°C / -10°C (Zone USDA 8-9). Il parassita più comune è la cocciniglia mezzo grano di pepe (Saissetia oleae) o la cocciniglia cerosa (Ceroplastes rusci), che possono indurre la formazione di fumaggine. In condizioni di eccessiva umidità radicale, è soggetto ad attacchi di Phytophthora. La prevenzione si attua garantendo un corretto ricircolo d'aria e un drenaggio impeccabile.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è l'autunno (nelle zone a clima mite) o l'inizio della primavera (nelle zone più fredde). La buca deve avere una larghezza doppia rispetto al vaso ø19 cm. È indispensabile predisporre sul fondo uno strato di 5-8 cm di materiale drenante (ghiaia o argilla espansa). Dopo il posizionamento della zolla, riempire con una miscela composta da 70% terra di campo e 30% terriccio professionale di qualità, effettuando una leggera pressione per eliminare sacche d'aria e procedendo con una bagnatura profonda di stabilizzazione.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- Confezionamento alla consegnaRadice nuda
- Colore fioreBianco
- EsposizioneSole
- Tipo di fogliameSempreverde
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME101485562
- MMID672334281950
- Rif. costruttoreAF270