Mirto tarantino "Myrtus tarentina" 3 piante in vaso 9 cm 3 piante
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Mirto tarantino (Myrtus communis subsp. tarentina) è un arbusto sempreverde xerofilo appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, distinto dalla specie tipo per il portamento naturalmente compatto e globoso. Caratterizzato da internodi estremamente ridotti e fogliame di dimensioni minori (1-2 cm), questo taxon rappresenta l'eccellenza botanica per il paesaggismo mediterraneo sostenibile. Rispetto al mirto comune, la sottospecie tarentina offre una densità strutturale superiore, rendendola ideale per la formazione di quinte vegetali o elementi di topiaria naturale in contesti climatici caratterizzati da estati siccitose.
Caratteristiche botaniche
La pianta presenta un fusto ramificato con un ritidoma che evolve dal rossastro giovanile al grigio fessurato negli esemplari adulti. Le foglie sono persistenti, opposte, glabre e coriacee, di forma ovato-lanceolata e dotate di ghiandole traslucide contenenti oli essenziali aromatici. L'infiorescenza è composta da fiori solitari ascellari, di colore bianco crema, caratterizzati da un ricco apparato di stami prominenti. L'antesi avviene tra giugno e agosto, seguita dalla produzione di bacche globose, pruinose, che virano dal bianco al bianco-verdastro a maturità, a differenza del tipico blu-nero della specie nominale.
Crescita e sviluppo
Il Myrtus communis subsp. tarentina presenta un ritmo di crescita moderato, stimato in circa 15-20 cm/anno in condizioni ottimali. A maturità, l'esemplare raggiunge un'altezza massima di 1.2-1.5 metri e un'ampiezza della chioma di circa 1.0-1.2 metri. È una pianta longeva che mantiene una struttura densa senza svuotarsi alla base, purché gestita correttamente sotto il profilo luminoso.
Indicazioni e utilizzo
- Costituzione di bordure basse e siepi formali geometriche.
- Inserimento in giardini rocciosi o macchie mediterranee a bassa manutenzione.
- Coltivazione in contenitore per terrazzi esposti a sud o zone costiere.
- Utilizzo in ambito officinale e aromatico per l'estrazione di mirtolo.
- Restauro ambientale in aree degradate del Centro-Sud Italia.
Terreno
Predilige substrati sciolti, ben drenati, con una preferenza per suoli a pH 6.0-7.5 (da sub-acido a neutro). Sebbene tolleri terreni poveri e sassosi, rifugge i suoli eccessivamente asfittici o pesantemente argillosi che favoriscono i ristagni idrici. In caso di messa a dimora in terreni compatti, è necessario integrare sabbia silicea o pomice per migliorare la porosità macroscopica.
Esposizione
L'esposizione ottimale è il pieno sole, necessaria per garantire una fioritura abbondante e mantenere l'internodo corto. Nel Nord Italia, si consiglia il posizionamento a ridosso di muri esposti a sud per sfruttare il volano termico. Tollera la mezz'ombra luminosa, ma con una conseguente perdita di densità del fogliame. Resiste molto bene alla salsedine e ai venti salmastri tipici delle zone litoranee.
Irrigazione
Durante i primi due anni dall'impianto, le irrigazioni devono essere regolari nel periodo estivo (ogni 4-7 giorni a seconda del drenaggio). Una volta affrancata, la pianta manifesta un'elevata resistenza alla siccità. Il segnale di stress idrico critico è dato dal raggrinzimento delle foglie giovani e dalla perdita di turgore degli apici vegetativi. Evitare assolutamente l'irrigazione soprachioma per prevenire patologie fungine fogliari.
Concimazione
Si interviene a fine febbraio con un concime organo-minerale a lenta cessione con rapporto NPK equilibrato (es. 15-15-15). In autunno, una distribuzione di stallatico pellettato alla base della proiezione della chioma aiuta a mantenere la struttura del terreno e apporta microelementi essenziali. Evitare eccessi di azoto che stimolerebbero una crescita troppo lassa, sensibile al gelo.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si effettua a fine inverno, prima della ripresa vegetativa, eliminando i rami disordinati o danneggiati dal freddo. Per il mantenimento di forme topiarie o siepi, è possibile intervenire dopo la fioritura principale. Utilizzare cesoie affilate e disinfettate per evitare sfilacciature del legno. La varietà 'Compactum' richiede interventi minimi grazie alla sua naturale tendenza globosa.
Resistenza e salute della pianta
Presenta una rusticità discreta, resistendo fino a -8°C / -10°C (Zona USDA 8-9) per brevi periodi, purché il terreno sia asciutto. Il principale parassita è la cocciniglia cotonosa (Pseudococcus spp.), che si annida tra le ascelle fogliari fitte. In condizioni di eccessiva umidità radicale, è soggetta a marciumi causati da Phytophthora. La prevenzione si attua garantendo un drenaggio impeccabile.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è l'autunno (ottobre-novembre) nelle zone a clima mite, o la primavera (marzo-aprile) nel Nord Italia. La buca deve essere larga il doppio del vaso (circa 20 cm per un vaso da 9 cm) e profonda quanto il pane di terra. Sul fondo è tassativo creare uno strato di 3-5 cm di ghiaia o argilla espansa. La distanza di impianto per la formazione di siepi è di 40-50 cm tra gli esemplari. Dopo il trapianto, compattare leggermente il terreno e procedere con una bagnatura profonda per eliminare le sacche d'aria radicali.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- Confezionamento alla consegnaRadice nuda
- Colore fioreBianco
- EsposizioneSole
- Tipo di fogliameSempreverde
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME23752211
- MMID185937898180
- Rif. costruttoreAF09302