Kiwi "Actinidia deliciosa Jenny" pianta autofertile in vaso 9 cm con canna H 50/70 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il kiwi Actinidia deliciosa 'Jenny' è una liana fruttifera caducifoglia selezionata per la sua peculiare autofertilità, caratteristica che consente la fruttificazione regolare senza l'associazione con impollinatori maschili come Actinidia deliciosa 'Tomuri'. Rispetto alla cultivar classica 'Hayward', la 'Jenny' produce fiori funzionalmente ermafroditi che allegavano con costanza anche su singoli esemplari isolati. La pianta, qui presentata in fitocella vaso 9 cm con tutore, esprime fin dalle prime fasi vegetative il vigore e l'affrancamento radicale tipici delle selezioni collaudate presso i terreni del Vivaio di Castelletto.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Actinidiaceae, presenta fusti volubili provvisti di corteccia bruno-rossastra ricoperta da una fitta peluria bruna (fogliame e germogli tomentosi). Le foglie sono alterne, cordiformi o suborbicolari, lunghe 12-18 cm, con pagina inferiore tomentosa e nervature evidenti. L'infiorescenza si sviluppa alle ascelle fogliari dei rami dell'anno; l'antesi avviene tra maggio e giugno con fiori a lobi bianco-crema che virano al giallo ocra. I frutti sono bacche oblunghe (pezzatura 50-70 g) rivestite da un tomento ispido, con epicarpo bruno e polpa verde smeraldo ricca di actinidina e acido ascorbico.
Crescita e sviluppo
La cultivar mostra un ritmo di accrescimento pari a 120-180 cm/anno in condizioni ottimali. Lo sviluppo vegetativo raggiunge un'altezza massima di 6-8 m con un'ampiezza di chioma espansa di 3-4 m su idonee strutture di sostegno. Ha una longevità produttiva superiore ai 30 anni, con entrata in produzione a partire dal 2°-3° anno dalla messa a dimora.
Indicazioni e utilizzo
- Copertura produttiva di pergolati, gazebo e bersò a scopo ombreggiante estivo.
- Impianto in piccoli frutteti familiari o giardini urbani privi di spazio per esemplari maschi impollinatori.
- Allevamento a spalliera o a "tendone" su recinzioni perimetrali con tiranti in filo zincato.
- Coltivazione in grandi contenitori (volume minimo 80-100 litri) dotati di grigliato rigido.
Terreno
Richiede un suolo profondo, a medio impasto, ricco di sostanza organica e altamente permeabile. Il substrato ideale deve mantenere un pH compreso tra 5.8 e 6.5; tollera valori fino a 7.0 purché il calcare attivo sia inferiore al 3%, oltre il quale insorgono gravi clorosi ferriche. Nei suoli pesanti e argillosi è indispensabile correggere la struttura con sabbia silicea e torba acida per scongiurare l'asfissia radicale.
Esposizione
Predilige pieno sole nel Nord Italia per garantire l'adeguata maturazione dei tralci e l'accumulo zuccherino nei frutti; a sud e nelle zone tirreniche gradisce una leggera mezz'ombra nelle ore centrali estive per evitare bruciature sul lembo fogliare. Teme i venti dominanti costanti, che possono spezzare i germogli erbacei primaverili.
Irrigazione
Fabbisogno idrico elevato e costante dalla ripresa vegetativa fino alla maturazione dei frutti. In estate necessita di 25-40 litri d'acqua a settimana per esemplare adulto, erogati tramite ala gocciolante. Il segnale precoce di stress idrico è la perdita di turgore con accartocciamento marginale delle lamine fogliari basali.
Concimazione
A fine febbraio intervenire con 3-4 kg di stallatico pellettato maturo al piede, integrato con un concime minerale NPK a cessione controllata a basso tenore di cloro (es. formulato 12-8-18 + 3 MgO). In fase di accrescimento dei frutti (giugno-luglio) sono indicati apporti frazionati di solfato di potassio e chelati di ferro solubili.
Potatura e manutenzione
La potatura secca si esegue tassativamente prima del risveglio vegetativo, tra gennaio e inizio febbraio, per impedire la fuoriuscita massiccia di linfa ("pianto"). Si selezionano tralci di un anno ben lignificati, spuntandoli a 6-8 gemme utili e rinnovando gradualmente il legno esausto. A fine giugno si interviene con la potatura verde per cimare i rami vigorosi e arieggiare la fascia produttiva.
Resistenza e salute della pianta
Garantisce elevata rusticità invernale con resistenza al freddo fino a -15°C (zone USDA 7-9); è tuttavia suscettibile alle gelate tardive di aprile sulle gemme già schiuse. Tra i patogeni batterici più insidiosi figura Pseudomonas syringae pv. actinidiae (PSA), da prevenire con trattamenti a base di rame subito dopo la caduta delle foglie autunnali. A livello radicale prestare attenzione al marciume da Phytophthora cactorum causato da ristagno idrico.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo d'impianto ottimale va da novembre a marzo, evitando terreni gelati o eccessivamente saturi. Scavare una buca di 50x50x50 cm, disponendo sul fondo uno strato drenante di 8 cm in argilla espansa o ghiaia lavata. Mantenere una distanza minima di 3,5-4 metri tra le piante sulla fila. Inserire una canna rigida di supporto a fianco del pane di terra, interrando il colletto esattamente a livello del suolo, compattando delicatamente e irrigando con 15 litri d'acqua.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7.9 kg
- Colore fioreVerde
- Colore fogliameVerde
- Uso previstoEsterno
- EsposizioneSole
- Altezza9 cm
- Larghezza9 cm
- Può essere ripiantatoSi
- Tipo di alberoDa frutto
- Referenza ManoManoME76743667
- MMID588359924418
- Rif. costruttorePF047
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