Giuggiolo "Ziziphus jujuba" pianta da frutta in mastello ø40 h 170/200 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il giuggiolo Ziziphus jujuba, appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae, è una specie arborea decidua di origine asiatica, naturalizzata da secoli nel bacino del Mediterraneo. Caratterizzato da una straordinaria longevità e resilienza ambientale, questo esemplare in mastello da 40 cm presenta già una struttura lignea consolidata e un apparato radicale pronto per la messa a dimora definitiva. La pianta si distingue per un fusto tortuoso e una chioma irregolare, offrendo un alto valore sia ornamentale che produttivo, particolarmente indicato per i climi dell'Italia settentrionale e centrale, inclusa l'area del Monferrato.
Caratteristiche botaniche
Il sistema caulinare presenta un ritidoma grigio-brunastro, profondamente fessurato longitudinalmente negli esemplari maturi. I rami, dal tipico andamento a zig-zag, sono dotati di spine stipolari acuminate. Le foglie sono alterne, ovato-lanceolate, con margine seghettato e superficie superiore glabra e lucida, di un verde brillante. L'infiorescenza è composta da piccoli fiori ermafroditi, di colore giallo-verdastro, che compaiono all'ascella fogliare. Il frutto è una drupa ovoidale che, a completa maturazione (settembre-ottobre), vira dal verde al bruno-rossastro, con polpa farinosa e sapore acidulo simile alla mela.
Crescita e sviluppo
Lo Ziziphus jujuba presenta un ritmo di crescita moderato, stimato mediamente in 20-35 cm/anno durante la fase giovanile. In età adulta, la pianta può raggiungere un'altezza massima di 8-12 metri, con un'ampiezza della chioma variabile tra i 4 e i 6 metri. È una specie estremamente longeva, capace di superare i 200 anni di vita. La cultivar 'Li', una delle più diffuse a livello professionale, garantisce frutti di dimensioni maggiori e una produttività costante già dai primi anni dopo l'affrancamento.
Indicazioni e utilizzo
- Produzione frutticola specializzata per consumo fresco o trasformazione (marmellate, distillati).
- Utilizzo ornamentale in giardini storici o contesti rurali grazie al portamento scultoreo.
- Costituzione di barriere difensive e siepi campestri grazie alla presenza di spine.
- Riforestazione di aree marginali e declivi soggetti a erosione superficiale.
- Inserimento in progetti di xeriscaping per il basso fabbisogno idrico.
- Utilizzo in apicoltura come pianta nettarifera tardiva (fioritura giugno-luglio).
Terreno
La pianta è estremamente adattabile, ma predilige terreni sciolti, profondi e ben drenati, di natura calcarea o neutra. Il range ottimale di pH è compreso tra 6.5 e 8.5. Tollera elevati livelli di calcare attivo e terreni poveri o sassosi. È fondamentale evitare i ristagni idrici prolungati che possono causare asfissia radicale; in presenza di terreni eccessivamente argillosi, è necessario prevedere un ammendamento con sabbia silicea o materiale inerte.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una corretta maturazione dei frutti e lo sviluppo di una chioma densa. La pianta beneficia di microclimi caldi e riparati dai venti dominanti freddi, sebbene sia in grado di tollerare correnti d'aria grazie alla flessibilità del legno. Un'insufficiente insolazione riduce drasticamente l'antesi e la successiva allegagione dei frutti.
Irrigazione
Sebbene la specie sia nota per la sua resistenza alla siccità (grazie a un apparato radicale fittonante che scende in profondità), gli esemplari giovani in mastello necessitano di irrigazioni regolari durante i primi due anni dal trapianto. Nel periodo estivo, intervenire ogni 7-10 giorni con volumi d'acqua moderati. Il segnale di stress idrico è dato dal leggero raggrinzimento delle drupe in formazione o dall'ingiallimento precoce delle foglie basali.
Concimazione
La somministrazione di nutrienti deve avvenire preferibilmente a fine febbraio, prima della ripresa vegetativa. Si consiglia l'apporto di ammendante organico (stallatico umificato) alla base della proiezione della chioma, integrato con un concime minerale bilanciato NPK 12-12-12. Evitare eccessi di azoto che potrebbero stimolare una vegetazione lussureggiante ma debole e suscettibile agli attacchi parassitari.
Potatura e manutenzione
La potatura si effettua durante il riposo vegetativo, tra gennaio e l'inizio di marzo. Si interviene principalmente con tagli di ritorno per contenere la chioma e con la rimozione dei polloni basali e dei succhioni interni che sottraggono energia alla pianta. È importante mantenere l'interno della chioma arieggiato per prevenire attacchi fungini. Utilizzare attrezzi da taglio sterili e ben affilati per evitare sfilacciamenti del legno.
Resistenza e salute della pianta
Il giuggiolo è una pianta rustica, capace di resistere a temperature invernali fino a -15°C / -20°C (Zone USDA 6-9). Tra i patogeni rilevanti si segnala la mosca mediterranea della frutta (Ceratitis capitata), che può deporre le uova nelle drupe in fase di maturazione. Occasionalmente può essere soggetta a attacchi di cocciniglia o a marciumi radicali se il drenaggio è insufficiente. La prevenzione si attua monitorando il colletto della pianta e garantendo il corretto regime idrico.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora va da novembre a marzo, evitando i periodi di gelo intenso. Scavare una buca di dimensioni doppie rispetto al mastello (circa 80x80 cm). Sul fondo, predisporre uno strato di 10 cm di ghiaia o argilla espansa per facilitare il drenaggio. Posizionare la pianta assicurandosi che il colletto sia a livello del piano di campagna. Riempire con una miscela di terra di scavo e terriccio professionale, compattare leggermente e procedere con una abbondante bagnatura tecnica di stabilizzazione.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso19.9 kg
- Referenza ManoManoME206740069
- MMID292968655157
- Rif. costruttorePF058