Camelia rosa intenso rosso "Camellia japonica" pianta in mastello ø40 lt h 130/160 cm
con il codice
Informazioni sul prodotto
Descrizione
La Camellia japonica, appartenente alla famiglia delle Theaceae, rappresenta l’essenza botanica dei giardini storici piemontesi e prealpini. Questo esemplare, presentato in mastello da 40 litri con un’altezza di 130-160 cm, è un arbusto sempreverde caratterizzato da una struttura densa e un portamento eretto-espanso. La cultivar selezionata per questa scheda, riconducibile a varietà come la Camellia japonica 'Kramer's Supreme' o 'Adolphe Audusson', si distingue per la produzione di fiori doppi di un rosso rosato intenso, capaci di conferire un elevato valore ornamentale durante il periodo di riposo vegetativo della maggior parte delle specie decidue.
Caratteristiche botaniche
Il fusto presenta una corteccia grigiastra e liscia, che tende a scurirsi con l'età. Il fogliame è persistente, con foglie alterne, di forma ellittica o ovata, lunghe 5-10 cm. La lamina fogliare è glabra, coriacea, con margine seghettato; il colore è verde scuro lucido sulla pagina superiore e verde opaco su quella inferiore. I fiori, con un diametro che varia dagli 8 ai 12 cm, sono composti da numerosi petali embricati. Gli stami, spesso parzialmente trasformati in petaloidi nelle forme doppie, presentano filamenti fusi alla base, tipica struttura dei fiori di camelia.
Crescita e sviluppo
La Camellia japonica è caratterizzata da un ritmo di crescita moderato, stimato tra i 15 e i 20 cm/anno in condizioni ottimali. In piena terra, la pianta può raggiungere un'altezza massima di 5-7 metri e un'ampiezza della chioma di circa 3-4 metri. La longevità è elevata, con esemplari che superano agevolmente il secolo di vita. La maturità riproduttiva e la massima densità del fogliame si ottengono dopo i primi 10-15 anni dalla messa a dimora.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato in giardini d'ombra o mezz'ombra per risalto focale.
- Formazione di siepi formali o quinte verdi persistenti di alto pregio.
- Coltivazione in grandi contenitori per terrazze esposte a Nord o Est.
- Integrazione in bordure miste di piante acidofile (Azalee, Rododendri, Pieris).
Terreno
La pianta esige un substrato rigorosamente acidofilo, con un pH ottimale compreso tra 5.0 e 6.0. Il terreno deve essere sciolto, ricco di sostanza organica (humus di bosco o torba acida) e privo di ristagni idrici. La presenza di calcare attivo è limitante, poiché induce clorosi ferrica e deperimento radicale. In caso di terreni argillosi o alcalini, è necessario procedere alla sostituzione integrale del volume della buca con terriccio specifico.
Esposizione
L'esposizione ideale per il Nord e Centro Italia è la mezz'ombra, preferibilmente con orientamento a Est o Nord-Est. La pianta deve ricevere luce solare filtrata o sole diretto solo nelle prime ore del mattino. L'esposizione a Sud o il sole pomeridiano estivo causano scottature fogliari e la caduta precoce dei boccioli. È fondamentale garantire un microclima riparato dai venti secchi invernali, che possono disidratare le gemme prima dell'antèsi.
Irrigazione
L'apporto idrico deve essere costante durante tutto l'anno, con particolare attenzione al periodo estivo e alla fase di formazione dei boccioli (luglio-agosto). Evitare l'utilizzo di acqua eccessivamente dura (calcarea); l'uso di acqua piovana è raccomandato. Il segnale di stress idrico si manifesta con l'accartocciamento delle foglie basali e la successiva abscissione dei boccioli fiorali non ancora aperti.
Concimazione
Si interviene due volte l'anno: a fine febbraio, prima del risveglio vegetativo, e a maggio, dopo la fioritura. Utilizzare concimi specifici per acidofile a lento rilascio con un rapporto NPK bilanciato, arricchiti con microelementi (Ferro e Magnesio). L'apporto di ammendanti organici come lo stallatico ben maturo in autunno favorisce il mantenimento della struttura del suolo e del corretto pH.
Potatura e manutenzione
La potatura non è strettamente necessaria se non per scopi di contenimento o ringiovanimento. Eventuali interventi di correzione della forma vanno eseguiti esclusivamente dopo la fioritura, entro il mese di maggio, per non asportare le gemme fiorali dell'anno successivo che si formano in estate. Utilizzare cesoie disinfettate per evitare la trasmissione di patogeni fungini. La rimozione dei fiori appassiti previene l'insorgenza di marciumi grigi.
Resistenza e salute della pianta
La specie è rustica e tollera temperature fino a -12°C / -15°C (Zone USDA 7-9), sebbene le gelate tardive possano danneggiare i fiori già aperti. Tra i patogeni più rilevanti si segnala la cocciniglia cotonosa (Pulvinaria floccifera), che si insedia sulla pagina inferiore delle foglie, e il marciume radicale causato da Phytophthora cinnamomi in presenza di drenaggio insufficiente. In condizioni di scarsa ventilazione può comparire la fumaggine, secondaria alle secrezioni degli afidi.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo migliore per la messa a dimora è l'autunno o l'inizio della primavera (fine febbraio). Per un esemplare in mastello ø40, scavare una buca larga almeno 80 cm e profonda 60 cm. Predisporre sul fondo uno strato di 10 cm di argilla espansa o ghiaia per garantire il drenaggio. Riempire con una miscela di terra di brughiera e torba acida. Il colletto della pianta deve risultare a livello del piano di campagna; un interramento eccessivo è letale. Dopo il trapianto, effettuare una pacciamatura con corteccia di pino per mantenere l'umidità e l'acidità superficiale.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- EsposizioneMezz'ombra
- Tipo di fogliameSempreverde
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME86821815
- MMID233725878754
- Rif. costruttoreAF219