Acero rosso giapponese "Acer palmatum Momiji" pianta in vaso ø18 h. 120/150 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
L'acero rosso giapponese Acer palmatum (identificato tradizionalmente nel florovivaismo come Momiji, affine a selezioni storiche quali Acer palmatum 'Bloodgood' o 'Atropurpureum') è un alberello caducifoglio appartenente alla famiglia delle Sapindaceae, indigeno dei complessi forestali montani di Giappone e penisola coreana. L'esemplare in vaso ø18 cm con altezza di 170-200 cm del Vivaio di Castelletto presenta un fusto primario già eretto e ramificazioni laterali armoniche, ideali per una rapida affrancatura. La specie si distingue per l'intensa transizione cromatica, che evolve dal porpora primaverile al verde-bronzeo, fino al rosso scarlatto di metà ottobre.
Caratteristiche botaniche
L'albero sviluppa un fusto cilindrico con corteccia verde-grigiastra liscia in fase giovanile, che differenzia con l'età un sottile ritidoma grigio chiaro. Le foglie sono opposte, palmatilobate con 5-7 lobi profondamente incisi e margini doppiamente seghettati, a lamina glabra. Le gemme apicali coniche schiudono in concomitanza con la fioritura di aprile-maggio, composta da piccoli corimbi penduli di fiori porporini. I frutti sono disamare alate con ali divergenti a 100-120°, modellate per una dispersione anemocora efficiente.
Crescita e sviluppo
A maturità la pianta raggiunge un'altezza di 4-6 m e un diametro di chioma di 3-5 m. Il ritmo di crescita è moderato, attestandosi sui 20-30 cm/anno nei primi cinque anni post-impianto, per poi stabilizzarsi con l'espansione della cupola. Presenta una notevole longevità biologica, superando agevolmente i 60-80 anni in condizioni stazionarie ottimali.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato focale su manti erbosi o giardini a bassa manutenzione.
- Coltivazione in grandi vasi o fioriere (volume minimo 60-80 litri) per terrazzi riparati.
- Associazione in aiuole tematiche accanto ad acidofile come camelie, azalee e rododendri.
- Elemento centrale nella realizzazione di giardini zen e paesaggi di ispirazione giapponese.
Terreno
Predilige un substrato a tessitura franco-sabbiosa, soffice, permeabile e ricco di sostanza organica. Il livello di reazione ottimale è un pH 5.5-6.5; rifugge suoli compatti o calcarei che causano clorosi e asfissia radicale. In suoli pesanti è indispensabile l'ammendamento con torba bruna e sabbia silicea.
Esposizione
Nelle pianure del Nord Italia tollera il pieno sole mattutino ma richiede ombra luminosa pomeridiana. Nelle regioni del Centro e Sud Italia l'esposizione deve essere rigorosamente a mezz'ombra protetta, evitando il calore riverberato da pavimentazioni. Richiede schermatura da correnti calde e venti costanti, che disidratano rapidamente i margini fogliari.
Irrigazione
Il fabbisogno idrico è costante da fine marzo a inizio ottobre. Somministrare bagnature profonde 2-3 volte a settimana in estate, riducendo la frequenza nei mesi freschi. Il substrato deve rimanere costantemente fresco ma privo di ristagno. Il primo segnale di stress idrico si manifesta con l'accartocciamento e l'imbrunimento apicale delle foglie giovani.
Concimazione
A fine febbraio si interviene al piede con stallatico pellettato altamente umificato. Da aprile a metà giugno si applica ogni 30 giorni un concime a cessione bilanciata a basso titolo di azoto (NPK 8-12-16 con microelementi). Sospendere gli apporti azotati da fine luglio per consentire la corretta lignificazione dei rami prima dell'inverno.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione o risanamento va condotta esclusivamente a riposo vegetativo, tra fine novembre e gennaio, evitando interventi a fine inverno per scongiurare il deflusso di linfa dai vasi xilematici. Asportare i rami secchi, mal disposti o interni con cesoie a lama passante disinfettate. Evitare capitozzature drastiche.
Resistenza e salute della pianta
Specie rustica fino a -20°C, ascritta alle zone USDA 6-9. La criticità fitopatologica maggiore è legata alla tracheomicosi provocata da Verticillium dahliae, favorita da eccessi di umidità terricola, e al marciume da Phytophthora. In estati torride con scarsa ventilazione possono verificarsi infestazioni di ragnetto rosso e cocciniglie.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo elettivo per la messa a dimora va da fine ottobre a inizio marzo. Scavare una buca d'impianto di 60x60 cm con profondità di 50 cm. Allestire sul fondo uno strato drenante di 8-10 cm di argilla espansa o ghiaia lavata. Ricolmare con miscela di terriccio per acidofile e terra di scavo sminuzzata, posizionare il colletto a livello del piano di campagna e stabilizzare la pianta con un tutore in castagno per due stagioni.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- ColoreRosso
- Uso previstoEsterno
- Periodo di fiorituraAprile
- Tipo di alberoConifera
- Tipo di fogliameSempreverde
- Varietà di alberoAcero
- Referenza ManoManoME56605825
- MMID486096556698
- Rif. costruttoreAC080












