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Acero Rosso Giapponese "Acer Palmatum Bloodgood" pianta in vaso ø19 cm

Informazioni sul prodotto

Descrizione

L'Acer palmatum 'Bloodgood' è un arbusto deciduo o piccolo albero appartenente alla famiglia delle Sapindaceae, considerato il riferimento d'eccellenza tra gli aceri giapponesi a fogliame scuro. Selezionato per la sua straordinaria capacità di mantenere la pigmentazione rosso-porpora anche durante le fasi di intensa insolazione estiva, questo esemplare rappresenta la scelta primaria per il paesaggismo professionale in Italia, dal clima continentale del Monferrato fino alle zone pedemontane. La sua struttura architettonica e la tessitura fogliare fine lo rendono un elemento focale di alto pregio botanico.

Caratteristiche botaniche

L'Acer palmatum 'Bloodgood' presenta un fogliame glabro, opposto, con lamine profondamente palmate suddivise in 5-7 lobi acuminati e margini finemente seghettati. La colorazione primaverile è un rosso porpora intenso che evolve in un bordeaux profondo in estate, per poi virare al cremisi brillante in autunno prima della filloptosi. La corteccia dei rami giovani è liscia e di colore grigio-bruno, mentre le gemme apicali si presentano appaiate e protette da perule rossastre. Le infiorescenze sono piccoli corimbi penduli di fiori rosso-porpora che appaiono in aprile-maggio, seguiti da disamare (frutti alati) con ali divergenti a circa 60-90 gradi.

Crescita e sviluppo

Questa cultivar presenta una velocità di crescita moderata, attestabile sui 20-30 cm all'anno nei primi dieci anni. A maturità, l'Acer palmatum 'Bloodgood' può raggiungere un'altezza massima di 4-6 metri e un'ampiezza della chioma di circa 3-5 metri, assumendo inizialmente un portamento eretto e vasiforme per poi espandersi in una forma globosa e armoniosa. È una pianta longeva che può superare i 50-60 anni di vita se gestita in condizioni pedoclimatiche ottimali.

Indicazioni e utilizzo

  • Impiego come esemplare isolato in giardini residenziali di piccole e medie dimensioni per il forte impatto cromatico.
  • Inserimento in gruppi arbustivi misti in associazione con Rhododendron o Azalea per contrasti di tessitura.
  • Coltivazione in grandi contenitori (minimo 50-60 cm di diametro) per la decorazione di terrazzi e patii urbani.
  • Elemento strutturale in giardini d'ispirazione zen o giapponese, spesso collocato in prossimità di punti d'acqua.

Terreno

Il substrato ideale deve essere sub-acido, con un pH compreso tra 5.5 e 6.5. L'acero giapponese è particolarmente sensibile ai terreni calcarei e compatti, che possono causare clorosi ferrica e asfissia radicale. Si richiede una tessitura franco-sabbiosa, ricca di sostanza organica e con un eccellente drenaggio macro-poroso. In caso di terreni argillosi, è indispensabile ammendare con torba acida e pomice per migliorare l'aerazione radicale.

Esposizione

Nel Nord Italia, il 'Bloodgood' tollera il pieno sole, condizione che favorisce la migliore colorazione delle foglie. Tuttavia, nelle regioni del Centro-Sud o in presenza di microclimi caratterizzati da venti secchi e caldi, è preferibile una posizione in mezz'ombra pomeridiana per prevenire il disseccamento dei margini fogliari (leaf scorch). È fondamentale garantire una protezione dai venti dominanti che potrebbero danneggiare la delicata struttura dei rami.

Irrigazione

L'apporto idrico deve essere costante, mantenendo il terreno fresco ma mai saturo. Durante il periodo estivo (giugno-agosto), le irrigazioni devono essere frequenti, preferibilmente nelle ore serali o mattutine. Un segnale tipico di stress idrico è l'accartocciamento delle punte fogliari. Si consiglia l'uso di pacciamatura con corteccia di pino per conservare l'umidità radicale e limitare l'evapotraspirazione.

Concimazione

La nutrizione deve essere bilanciata, evitando eccessi di azoto che stimolerebbero una crescita troppo tenera e suscettibile ai patogeni. Si interviene a fine febbraio con un concime organo-minerale a lenta cessione (NPK 12-8-16 o similari) arricchito con microelementi. In autunno, una somministrazione di stallatico pellettato alla base della pianta aiuta a migliorare la struttura del suolo durante il riposo vegetativo.

Potatura e manutenzione

L'Acer palmatum richiede interventi minimi. La potatura di formazione si esegue nel tardo inverno (gennaio-febbraio), prima della ripresa vegetativa, eliminando i rami secchi, danneggiati o che si incrociano all'interno della chioma. È fondamentale utilizzare attrezzi perfettamente affilati e disinfettati per evitare la trasmissione di funghi vascolari. Evitare potature drastiche in tarda primavera, poiché la pianta è soggetta a forti flussi linfatici ("pianto").

Resistenza e salute della pianta

La pianta è rustica e resiste a temperature fino a -20°C (Zone USDA 6-9). Tuttavia, è vulnerabile ad alcuni patogeni fungini, in particolare il Verticillium dahliae, che causa l'appassimento rapido dei rami, e la Phytophthora in presenza di ristagni idrici. Tra i parassiti, monitorare la presenza di afidi in primavera e di cocciniglie a scudetto sui rami più vecchi. La prevenzione si attua garantendo il drenaggio e una corretta circolazione dell'aria nella chioma.

Istruzioni per il trapianto

Il periodo migliore per la messa a dimora va da ottobre a fine marzo, evitando i periodi di gelo intenso. La buca deve essere larga almeno il doppio del diametro del vaso (circa 40-50 cm per un vaso ø19 cm) e profonda quanto la zolla. Sul fondo è precettizio creare uno strato di 5-10 cm di argilla espansa o ghiaia. Nel posizionare la pianta, assicurarsi che il colletto non venga interrato oltre il livello originario per evitare marciumi. Stabilizzare con un tutore se la zona è soggetta a raffiche di vento.

Caratteristiche

  • Marche
    VIVAIO DI CASTELLETTO
  • Peso
    8.9 kg
  • Colore
    Rosso
  • Colore fogliame
    Rosso
  • Esposizione
    Sole
  • Altezza
    20 cm
  • Può essere ripiantato
    Si
  • Tipo di albero
    Da frutto
  • Tipo di fogliame
    Caduco
  • Varietà di albero
    Acero
  • Referenza ManoMano
    ME85839524
  • MMID
    730282481382
  • Rif. costruttore
    AC109
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