
Come piantare le patate
Guida scritta il 15 febbraio 2024 da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Caratteristiche importanti
- Periodo di piantagione
- Tipo di terreno ed esposizione
- Scelta delle piante
- Specificità
- Piantagione sotto paglia
Quando piantare le patate: scegliere il periodo ideale
Le patate vengono piantate quando il rischio di forti gelate è oramai passato. A seconda delle regioni, questo periodo va da fine febbraio nelle aree meridionali a inizio maggio nelle zone fredde di montagna.
Secondo un'antica tradizione contadina le patate si piantano a partire dal 19 marzo, giorno di san Giuseppe. Si tratta infatti di un riferimento temporale basato sul fatto che in questo periodo dell'anno, le condizioni climatiche sono ideali. La temperatura del terreno deve essere di almeno 10 °C.
In linea generale, puoi iniziare a piantare le patate tra la fine di marzo e inizio giugno nelle regioni del nord Italia, da febbraio a maggio al centro, mentre al sud e nelle regioni più calde, oltre alla classica semina primaverile consigliata tra febbraio e marzo, è possibile praticare anche una semina autunnale, piantando le patate tra settembre e ottobre per coltivarle nel periodo più freddo.
Per avere le patate molto presto, scegli delle varietà precoci che si raccolgono in 3 mesi, come per esempio "Primura", "Monalisa" e "Favorita". Scaglionando la semina potrai approfittare di patate precoci per un periodo di tempo più lungo.
Il tipo di terreno ideale
Il terreno migliore è un buon terreno da giardino leggero con un buon contenuto di humus, in una posizione aerata (campo aperto) e soleggiata. Non piantare in un terreno troppo umido.
Nella rotazione delle colture, vengono piantate dopo un ortaggio esigente che ha ricevuto un significativo apporto di fertilizzanti e compost nella stagione precedente. In fase di piantagione delle patate, distribuisci un concime ricco di potassio al terreno, necessario per la crescita dei tuberi e non utilizzare concimi azotati.
È preferibile, inoltre, non piantare le patate su un appezzamento di terreno in cui sono state coltivate nei 4 anni precedenti. Così facendo eviterai la diffusione di malattie o parassiti che possono persistere allo stato latente.
Scegliere fra diversi tuberi-sementi
In commercio sono disponibili vari tuberi da piantare, con dimensioni che vanno da 25 mm a 50 mm. Scegli preferibilmente i tuberi in base al numero di germogli o di occhi che presentano, poiché ciascuno di essi darà vita a uno stelo che produrrà da 2 a 4 tuberi.
I tuberi germogliati
Le patate da semina vengono spesso vendute quando sono già germogliate, all'interno di cassette e pronte da piantare. Devono avere dei germogli corti, da 1 a 2 cm di lunghezza, e spessi, ben colorati, per garantire una crescita rapida e regolare.
Esistono inoltre dei tuberi disposti all'interno di cassette in un solo strato, con i germogli rivolti verso l'alto, per assicurare una maggiore regolarità di germinazione.
I tuberi non germogliati
Più economici, questi tuberi vengono venduti in sacchetti o scatole in cartone; sono stati conservati a bassa temperatura per impedirne la germinazione. Spetta quindi al consumatore finale, il giardiniere, farli germogliare posizionandoli alla luce e a una temperatura moderata, idealmente da 5 a 8 °C, per un mese, prima di piantarli.
Piantare i tuberi del raccolto dell'anno precedente
Spesso si sente dire che non bisogna piantare le patate del proprio raccolto perché degenerano. In realtà, piantare la patata è una forma di taleaggio, dal momento che il tubero altro non è che una parte dello stelo sotterraneo gonfio e pieno di riserve di amido.
Come tutte le talee, darà vita a una pianta con le medesime caratteristiche della pianta che a sua volta l'ha prodotta. Puoi quindi piantare le patate dell'anno precedente, se queste non hanno ricevuto trattamenti antigerminanti, e continuare a piantarle un anno dopo l'altro. Contrariamente a ciò che si dice, la patata non degenera.
La sola differenza rispetto alle piante provenienti dal commercio è che quest'ultime sono certificate come sane e prive di virus, una certezza che non si può avere con le proprie patate. Tuttavia, alcuni coltivatori selezionano i tuberi più belli e ripiantano con successo le stesse patate tutti gli anni.
Come piantare le patate
Piantare in solco
In un terreno dissodato, scava un solco di circa 15 cm di profondità con l'aiuto di un vomere manuale, una zappa a cuore o una zappetta. Posiziona i tuberi sul fondo del solco a 30/40 cm di distanza l'uno dall'altro, possibilmente con i germogli rivolti verso l'alto.
Richiudi il solco con la zappetta o il rastrello togliendo le zolle troppo dure o i sassi grandi. Se pianti su più file, distanzia i solchi di circa 70 cm. Per le varietà a raccolta precoce, puoi optare per un impianto più fitto. Diversamente da altri ortaggi, è inutile compattare il terreno e innaffiare dopo la piantagione, poiché i terreni in questo periodo hanno una riserva idrica sufficiente per far germogliare le patate.
Scavare i solchi non è obbligatorio: puoi anche decidere di depositare le patate una ad una in un buco scavato nel terreno con una zappetta, una paletta o perfino un piantatoio per bulbi prima di ricoprirlo.
I consigli per piantare bene le patate:
Maneggia con cura i tuberi per non rompere i germogli fragili.
Puoi usare una corda per tracciare delle linee dritte.
Le patate si sposano bene con le leguminose (fagioli, piselli e fave).
Cos'è la rincalzatura delle patate
La rincalzatura non è proprio una fase della piantagione vera e propria, poiché viene effettuata diverse settimane dopo, ma è un'operazione indispensabile. Consiste nel riportare la terra attorno alla pianta una volta che questa avrà raggiunto i 15/20 cm di altezza, formando un piccolo rincalzo, circa 6 settimane dopo la piantagione, ma ovviamente dipende dalle condizioni climatiche.
In caso di patate piantate in fila, si formerà quindi un rincalzo continuo sulla linea delle patate. Puoi procedere utilizzando una zappetta, una zappa o un vomere. Una buona rincalzatura deve avere alla fine un'altezza di circa 20 cm rispetto all'interfila.
L'obiettivo della rincalzatura è quello di:
favorire la comparsa di steli sotterranei alla base dei fusti aerei;
proteggere i tuberi superficiali dalla luce del giorno che li rende verdi, quindi non adatti al consumo;
mantenere gli steli in verticale, almeno per le varietà che tendono a incurvarsi.
Piantare le patate nella paglia
Viene definita coltivazione sotto pacciamatura o con la tecnica "mulching", poiché si possono utilizzare altri materiali di copertura diversi dalla paglia, come per esempio fieno, foglie morte, ortaggi macerati... Il vantaggio è che non richiede alcuna lavorazione del terreno, oppure solamente in superficie, poiché i rizomi saranno appunto superficiali e non interrati. Non è prevista nemmeno la rincalzatura e il raccolto è facilitato: sarà sufficiente togliere la paglia per prendere le patate.
Se decidi di adottare questo metodo, fallo quando il suolo è sufficientemente caldo, in primavera: la copertura infatti impedirà ai raggi solari di penetrare nel terreno, quindi di riscaldarlo. Scegli preferibilmente una varietà precoce: "Primura" o "Charlotte".
Su un terreno soffice, disponi le piante di patate interrandole a metà in file sfalsate ogni 30 cm. Poi, copri tutto l'appezzamento con la paglia o del fieno, per uno spessore di 15 cm. Quando le piante sono cresciute bene, aggiungi ancora uno strato da 10 cm di paglia, lasciando sempre libere le foglie superiori. Questo metodo è però sconsigliato in presenza di arvicole in giardino: ben nascoste sotto la paglia, si nutriranno quotidianamente dei tuberi. Se possiedi una grande quantità di compost, anche se non interamente decomposto, utilizzalo al posto della paglia. La resa potrà soltanto migliorare.
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Guida scritta da:
Giovanni, giardiniere per passione, Umbria
Alto come un soldo di cacio, già lavoravo nel giardino di famiglia. Forse è da lì che è nato il mio interesse per le piante e il giardinaggio. Era quindi logico per me seguire degli studi sia di biologia vegetale che di agraria. Accogliendo la richiesta di diversi editori, ho scritto in 25 anni numerosi libri sulla tematica delle piante, dei funghi (argomento che mi è a cuore), essenzialmente delle guide per il riconoscimento all’inizio, ma presto anche in seguito, sul giardinaggio, riallacciandomi così alla prima passione della mia infanzia. Ho anche collaborato regolarmente con diverse riviste specializzate nell’ambito del giardinaggio o più in generale della natura. Siccome non c’è giardiniere senza giardino, è in un piccolo angolo dell’Umbria che coltivo il mio da 30 anni e dove metto in pratica i metodi di coltura che vi consiglio.