Storace americano "Liquidambar styraciflua" pianta in vaso ø18 cm h. 150 cm circa
Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Liquidambar styraciflua, comunemente noto come Storace americano, è una latifoglia decidua appartenente alla famiglia delle Altingiaceae, originaria delle regioni orientali del Nord America. Questa essenza si distingue nel panorama dendrologico per l'eccezionale valore ornamentale del fogliame e per la particolare morfologia della corteccia. In ambito vivaistico, il formato in vaso ø10 cm rappresenta una soluzione ideale per la messa a dimora di esemplari giovani, garantendo un rapido attecchimento grazie a un apparato radicale integro e non costretto, facilitando la colonizzazione del suolo sin dalle prime fasi vegetative.
Caratteristiche botaniche
Il Liquidambar styraciflua presenta un fusto eretto con una corteccia grigio-bruna che, con l’avanzare dell’età, sviluppa un ritidoma profondamente solcato e ali suberose (creste di sughero) sui rami giovani, un carattere distintivo della specie. Le foglie sono alterne, palmate, con 5-7 lobi appuntiti e margine seghettato, glabre e lucide sulla pagina superiore. L'antesi avviene tra aprile e maggio con fiori unisessuali poco appariscenti riuniti in infiorescenze globose. Il frutto è una capsula legnosa deiscente, ricoperta di escrescenze spinose, che persiste sulla pianta per tutto l'inverno dopo la caduta delle foglie.
Crescita e sviluppo
In condizioni pedoclimatiche ottimali, l'albero raggiunge un'altezza massima di 25-30 metri, con un'ampiezza della chioma che varia tra gli 8 e i 12 metri. Il ritmo di crescita è considerato medio-rapido, con incrementi longitudinali di 50-70 cm/anno nei primi due decenni. La forma della chioma evolve da strettamente piramidale in età giovanile a ovoidale o espansa nella maturità. È una pianta longeva, capace di superare agevolmente i 100 anni di vita se gestita correttamente.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato in parchi e giardini di grandi dimensioni per valorizzare il viraggio cromatico autunnale.
- Alberature stradali e viali urbani, grazie alla tolleranza moderata all'inquinamento atmosferico.
- Riforestazione ornamentale e consolidamento di versanti con buona disponibilità idrica.
- Utilizzo in gruppi di 3-5 esemplari per la creazione di barriere visive e frangivento in aree periurbane.
- Coltivazione in ampi contenitori per la decorazione di terrazze tecniche (previa selezione di cultivar nanizzanti).
Terreno
La specie predilige terreni profondi, fertili e con una buona ritenzione idrica, ma rifugge i ristagni prolungati. Il parametro critico è il pH: il Liquidambar richiede suoli acidi o sub-acidi, con un range ottimale di pH 5.5-6.5. In presenza di terreni fortemente calcarei (pH > 7.5), la pianta manifesta frequentemente clorosi ferrica, con ingiallimento internervale delle foglie e deperimento progressivo. È consigliabile l'apporto di torba bionda o terriccio acido al momento dell'impianto in terreni neutri.
Esposizione
Per ottenere la massima saturazione cromatica del fogliame in autunno, è necessaria un'esposizione in pieno sole. La pianta tollera la mezz'ombra, ma a scapito della densità della chioma e della vivacità dei colori autunnali. Resiste bene ai venti, sebbene le ali suberose dei rami possano risultare fragili in caso di bufere intense. Si adatta perfettamente al clima del Nord e Centro Italia, sopportando sia gli inverni rigidi che le estati calde, purché supportate da adeguata umidità radicale.
Irrigazione
Il Liquidambar styraciflua è esigente in termini di apporti idrici, specialmente nei primi 3-4 anni dall'impianto. Durante il periodo estivo, da giugno a metà settembre, le irrigazioni devono essere regolari e profonde (20-40 litri per intervento a seconda della dimensione). Un segnale inequivocabile di stress idrico è il disseccamento precoce dei margini fogliari o la filloptosi anticipata nel mese di agosto. Nel periodo invernale le bagnature vanno sospese, salvo periodi di siccità prolungata in assenza di precipitazioni nevose.
Concimazione
Si interviene annualmente alla fine di febbraio con una concimazione di fondo a base di organico stallatico pellettato o compost ben maturo. In primavera, alla ripresa vegetativa, è consigliato l'apporto di un concime minerale bilanciato NPK (es. 15-15-15) con microelementi, in particolare ferro e magnesio, per prevenire fenomeni di clorosi e stimolare lo sviluppo delle gemme apicali.
Potatura e manutenzione
La pianta richiede interventi minimi, poiché tende a sviluppare naturalmente una struttura equilibrata. La potatura di formazione si effettua tra gennaio e metà febbraio, limitandosi alla rimozione di rami soprannumerari, incrociati o danneggiati. È fondamentale evitare capitozzature drastiche che comprometterebbero la dominanza apicale e la simmetria della chioma. Utilizzare attrezzi da taglio sterili e ben affilati per evitare sfilacciature del legno, particolarmente sensibile agli attacchi fungini post-taglio.
Resistenza e salute della pianta
La specie vanta un'ottima rusticità, resistendo a temperature minime fino a -20°C (Zona USDA 6). Tra i patogeni fungini, prestare attenzione al Verticillium dahliae, che può causare appassimenti improvvisi di intere branche, e ai marciumi radicali da Phytophthora in caso di drenaggio insufficiente. Occasionalmente può essere soggetta ad attacchi di cocciniglie o afidi nelle prime fasi primaverili, da trattare con olio bianco o insetticidi sistemici solo in caso di infestazioni massive.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è l'autunno (ottobre-novembre) o l'inizio della primavera. Per un esemplare in vaso ø10 cm, scavare una buca di circa 40x40 cm. Sul fondo, predisporre uno strato di 5-10 cm di ghiaia o argilla espansa per favorire il drenaggio. Inserire la pianta assicurandosi che il colletto sia a livello del piano di campagna. Riempire con una miscela di terra di scavo e terriccio per acidofile, compattare leggermente e procedere con un'abbondante bagnatura tecnica per eliminare le sacche d'aria nel terreno. Data la giovane età della pianta, l'uso di un piccolo tutore in bambù è consigliato per i primi 24 mesi.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Uso previstoEsterno
- EsposizioneSole
- Altezza150 cm
- Larghezza18 cm
- RusticitàRustico
- Tipo di alberoDa frutto
- Referenza ManoManoME232146367
- MMID209447102952
- Rif. costruttoreAL094