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Rosmarino prostrato "Rosmarinus officinalis prostratus" pianta aromatica in vaso ø18 cm

Informazioni sul prodotto

Descrizione

Il rosmarino prostrato, botanicamente classificato come Rosmarinus officinalis 'Prostratus' (sin. Salvia rosmarinus), è una suffrutice perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario delle aree costiere del bacino del Mediterraneo, si distingue dalle forme erette per il portamento strisciante e ricadente, che lo rende un elemento fondamentale nel paesaggio xerofilo e nei giardini mediterranei. La pianta sviluppa fusti legnosi e flessuosi che tendono a seguire la morfologia del terreno o a ricadere verticalmente se posizionati su muretti, creando una copertura densa e aromatica di elevato valore estetico e funzionale.

Caratteristiche botaniche
La specie presenta foglie lineari, sessili e coriacee, lunghe 15-30 mm, con margini revoluti. La pagina superiore è di un verde lucido, mentre quella inferiore appare bianco-tomentosa per la presenza di una fitta peluria che riduce la traspirazione. L'infiorescenza è composta da piccoli grappoli chiamati verticillastri, situati alle ascelle fogliari. I fiori presentano una corolla bilabiata di colore azzurro-violaceo con stami sporgenti; l'antesi principale avviene tra marzo e maggio, con possibili ricompense autunnali nelle zone a clima mite del Centro-Sud Italia.

Crescita e sviluppo
Il Rosmarinus officinalis 'Prostratus' raggiunge un'altezza massima di 0.20-0.30 m, ma sviluppa una chioma che può estendersi lateralmente fino a 1.5-2.0 m di diametro. Il ritmo di crescita è moderatamente rapido, con un incremento dei rametti terminali di circa 20-30 cm all'anno in condizioni ottimali. È una pianta longeva che può mantenere la vigoria vegetativa per oltre 12-15 anni, sebbene tenda a lignificare eccessivamente nella zona centrale se non gestita correttamente.

Indicazioni e utilizzo
Consolidamento di scarpate e pendii grazie all'apparato radicale fascicolato che previene l'erosione superficiale.
Effetto ricadente ("cascata") per la copertura di muretti a secco o fioriere rialzate.
Realizzazione di bordure basse e tappeti erbosi alternativi a bassissimo fabbisogno idrico.
Utilizzo culinario e fitoterapico grazie all'elevata concentrazione di oli essenziali (pinene, borneolo, cineolo).

Terreno
La pianta predilige substrati poveri, sciolti e marcatamente drenanti. Si adatta bene a terreni sassosi e calcarei, con un pH ottimale compreso tra 6.5 e 8.2. È estremamente sensibile ai ristagni idrici che causano asfissia radicale; in presenza di suoli argillosi o compatti, è indispensabile ammendare con sabbia silicea o pomice per migliorare la macroporosità.

Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una fioritura abbondante e una crescita compatta. In ambienti di mezz'ombra, la pianta tende a "filare", producendo internodi lunghi e fogliame meno denso. Tollera egregiamente i venti salmastri, rendendola ideale per i giardini costieri, mentre nelle pianure del Nord Italia beneficia di microclimi protetti e ventilati.

Irrigazione
Una volta affrancato (solitamente dopo il primo anno dall'impianto), il rosmarino prostrato è altamente resistente alla siccità. Le irrigazioni devono essere sporadiche ma profonde durante il periodo estivo, intervenendo solo a substrato completamente asciutto. Un segnale tipico di stress idrico o, paradossalmente, di eccesso di umidità è l'ingiallimento delle foglie basali seguito dalla necrosi dei rametti apicali.

Concimazione
Non richiede apporti massicci di nutrienti. Si consiglia una somministrazione di concime organico pellettato (stallatico umificato) a fine febbraio, oppure un fertilizzante minerale a lento rilascio con rapporto NPK 12-12-12 all'inizio della ripresa vegetativa. Evitare eccessi di azoto che renderebbero i tessuti troppo teneri e suscettibili ai geli invernali.

Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si esegue dopo la fioritura principale, tra fine maggio e giugno. È fondamentale non tagliare mai drasticamente sul legno vecchio privo di vegetazione, poiché il rosmarino ha una scarsa capacità di ricaccio dalle gemme latenti del legno maturo. Si interviene cimando le gemme apicali per favorire l'accestimento basale e mantenere la forma prostrata compatta.

Resistenza e salute della pianta
La rusticità del rosmarino prostrato è inferiore rispetto alle varietà erette; resiste fino a -8°C / -10°C (Zone USDA 8-9). Il principale patogeno fungino è la Phytophthora, che colpisce il colletto in condizioni di umidità stagnante. Tra i parassiti entomologici, si segnala la possibile presenza del coleottero Chrysolina americana (linea del rosmarino), che rode il fogliame, e di attacchi occasionali di cicaline in estate.

Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è la primavera (marzo-aprile) o l'autunno (ottobre-novembre). Per esemplari in vaso ø14 cm, scavare una buca di dimensioni doppie rispetto al pane di terra (circa 30x30 cm). Sul fondo della buca, predisporre uno strato di 5 cm di ghiaia o argilla espansa. La distanza di impianto consigliata per ottenere una copertura totale è di 60-80 cm tra le piante. Dopo il trapianto, stabilizzare la pianta con un'irrigazione moderata per eliminare le sacche d'aria nel terreno, assicurandosi che il colletto sia a livello del piano di campagna.Il rosmarino prostrato, botanicamente classificato come Rosmarinus officinalis 'Prostratus' (sin. Salvia rosmarinus), è una suffrutice perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario delle aree costiere del bacino del Mediterraneo, si distingue dalle forme erette per il portamento strisciante e ricadente, che lo rende un elemento fondamentale nel paesaggio xerofilo e nei giardini mediterranei. La pianta sviluppa fusti legnosi e flessuosi che tendono a seguire la morfologia del terreno o a ricadere verticalmente se posizionati su muretti, creando una copertura densa e aromatica di elevato valore estetico e funzionale.

Caratteristiche botaniche
La specie presenta foglie lineari, sessili e coriacee, lunghe 15-30 mm, con margini revoluti. La pagina superiore è di un verde lucido, mentre quella inferiore appare bianco-tomentosa per la presenza di una fitta peluria che riduce la traspirazione. L'infiorescenza è composta da piccoli grappoli chiamati verticillastri, situati alle ascelle fogliari. I fiori presentano una corolla bilabiata di colore azzurro-violaceo con stami sporgenti; l'antesi principale avviene tra marzo e maggio, con possibili ricompense autunnali nelle zone a clima mite del Centro-Sud Italia.

Crescita e sviluppo
Il Rosmarinus officinalis 'Prostratus' raggiunge un'altezza massima di 0.20-0.30 m, ma sviluppa una chioma che può estendersi lateralmente fino a 1.5-2.0 m di diametro. Il ritmo di crescita è moderatamente rapido, con un incremento dei rametti terminali di circa 20-30 cm all'anno in condizioni ottimali. È una pianta longeva che può mantenere la vigoria vegetativa per oltre 12-15 anni, sebbene tenda a lignificare eccessivamente nella zona centrale se non gestita correttamente.

Indicazioni e utilizzo
Consolidamento di scarpate e pendii grazie all'apparato radicale fascicolato che previene l'erosione superficiale.
Effetto ricadente ("cascata") per la copertura di muretti a secco o fioriere rialzate.
Realizzazione di bordure basse e tappeti erbosi alternativi a bassissimo fabbisogno idrico.
Utilizzo culinario e fitoterapico grazie all'elevata concentrazione di oli essenziali (pinene, borneolo, cineolo).

Terreno
La pianta predilige substrati poveri, sciolti e marcatamente drenanti. Si adatta bene a terreni sassosi e calcarei, con un pH ottimale compreso tra 6.5 e 8.2. È estremamente sensibile ai ristagni idrici che causano asfissia radicale; in presenza di suoli argillosi o compatti, è indispensabile ammendare con sabbia silicea o pomice per migliorare la macroporosità.

Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una fioritura abbondante e una crescita compatta. In ambienti di mezz'ombra, la pianta tende a "filare", producendo internodi lunghi e fogliame meno denso. Tollera egregiamente i venti salmastri, rendendola ideale per i giardini costieri, mentre nelle pianure del Nord Italia beneficia di microclimi protetti e ventilati.

Irrigazione
Una volta affrancato (solitamente dopo il primo anno dall'impianto), il rosmarino prostrato è altamente resistente alla siccità. Le irrigazioni devono essere sporadiche ma profonde durante il periodo estivo, intervenendo solo a substrato completamente asciutto. Un segnale tipico di stress idrico o, paradossalmente, di eccesso di umidità è l'ingiallimento delle foglie basali seguito dalla necrosi dei rametti apicali.

Concimazione
Non richiede apporti massicci di nutrienti. Si consiglia una somministrazione di concime organico pellettato (stallatico umificato) a fine febbraio, oppure un fertilizzante minerale a lento rilascio con rapporto NPK 12-12-12 all'inizio della ripresa vegetativa. Evitare eccessi di azoto che renderebbero i tessuti troppo teneri e suscettibili ai geli invernali.

Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si esegue dopo la fioritura principale, tra fine maggio e giugno. È fondamentale non tagliare mai drasticamente sul legno vecchio privo di vegetazione, poiché il rosmarino ha una scarsa capacità di ricaccio dalle gemme latenti del legno maturo. Si interviene cimando le gemme apicali per favorire l'accestimento basale e mantenere la forma prostrata compatta.

Resistenza e salute della pianta
La rusticità del rosmarino prostrato è inferiore rispetto alle varietà erette; resiste fino a -8°C / -10°C (Zone USDA 8-9). Il principale patogeno fungino è la Phytophthora, che colpisce il colletto in condizioni di umidità stagnante. Tra i parassiti entomologici, si segnala la possibile presenza del coleottero Chrysolina americana (linea del rosmarino), che rode il fogliame, e di attacchi occasionali di cicaline in estate.

Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è la primavera (marzo-aprile) o l'autunno (ottobre-novembre). Per esemplari in vaso ø14 cm, scavare una buca di dimensioni doppie rispetto al pane di terra (circa 30x30 cm). Sul fondo della buca, predisporre uno strato di 5 cm di ghiaia o argilla espansa. La distanza di impianto consigliata per ottenere una copertura totale è di 60-80 cm tra le piante. Dopo il trapianto, stabilizzare la pianta con un'irrigazione moderata per eliminare le sacche d'aria nel terreno, assicurandosi che il colletto sia a livello del piano di campagna.Il rosmarino prostrato, botanicamente classificato come Rosmarinus officinalis 'Prostratus' (sin. Salvia rosmarinus), è una suffrutice perenne sempreverde appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario delle aree costiere del bacino del Mediterraneo, si distingue dalle forme erette per il portamento strisciante e ricadente, che lo rende un elemento fondamentale nel paesaggio xerofilo e nei giardini mediterranei. La pianta sviluppa fusti legnosi e flessuosi che tendono a seguire la morfologia del terreno o a ricadere verticalmente se posizionati su muretti, creando una copertura densa e aromatica di elevato valore estetico e funzionale.

Caratteristiche botaniche
La specie presenta foglie lineari, sessili e coriacee, lunghe 15-30 mm, con margini revoluti. La pagina superiore è di un verde lucido, mentre quella inferiore appare bianco-tomentosa per la presenza di una fitta peluria che riduce la traspirazione. L'infiorescenza è composta da piccoli grappoli chiamati verticillastri, situati alle ascelle fogliari. I fiori presentano una corolla bilabiata di colore azzurro-violaceo con stami sporgenti; l'antesi principale avviene tra marzo e maggio, con possibili ricompense autunnali nelle zone a clima mite del Centro-Sud Italia.

Crescita e sviluppo
Il Rosmarinus officinalis 'Prostratus' raggiunge un'altezza massima di 0.20-0.30 m, ma sviluppa una chioma che può estendersi lateralmente fino a 1.5-2.0 m di diametro. Il ritmo di crescita è moderatamente rapido, con un incremento dei rametti terminali di circa 20-30 cm all'anno in condizioni ottimali. È una pianta longeva che può mantenere la vigoria vegetativa per oltre 12-15 anni, sebbene tenda a lignificare eccessivamente nella zona centrale se non gestita correttamente.

Indicazioni e utilizzo
Consolidamento di scarpate e pendii grazie all'apparato radicale fascicolato che previene l'erosione superficiale.
Effetto ricadente ("cascata") per la copertura di muretti a secco o fioriere rialzate.
Realizzazione di bordure basse e tappeti erbosi alternativi a bassissimo fabbisogno idrico.
Utilizzo culinario e fitoterapico grazie all'elevata concentrazione di oli essenziali (pinene, borneolo, cineolo).

Terreno
La pianta predilige substrati poveri, sciolti e marcatamente drenanti. Si adatta bene a terreni sassosi e calcarei, con un pH ottimale compreso tra 6.5 e 8.2. È estremamente sensibile ai ristagni idrici che causano asfissia radicale; in presenza di suoli argillosi o compatti, è indispensabile ammendare con sabbia silicea o pomice per migliorare la macroporosità.

Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per garantire una fioritura abbondante e una crescita compatta. In ambienti di mezz'ombra, la pianta tende a "filare", producendo internodi lunghi e fogliame meno denso. Tollera egregiamente i venti salmastri, rendendola ideale per i giardini costieri, mentre nelle pianure del Nord Italia beneficia di microclimi protetti e ventilati.

Irrigazione
Una volta affrancato (solitamente dopo il primo anno dall'impianto), il rosmarino prostrato è altamente resistente alla siccità. Le irrigazioni devono essere sporadiche ma profonde durante il periodo estivo, intervenendo solo a substrato completamente asciutto. Un segnale tipico di stress idrico o, paradossalmente, di eccesso di umidità è l'ingiallimento delle foglie basali seguito dalla necrosi dei rametti apicali.

Concimazione
Non richiede apporti massicci di nutrienti. Si consiglia una somministrazione di concime organico pellettato (stallatico umificato) a fine febbraio, oppure un fertilizzante minerale a lento rilascio con rapporto NPK 12-12-12 all'inizio della ripresa vegetativa. Evitare eccessi di azoto che renderebbero i tessuti troppo teneri e suscettibili ai geli invernali.

Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si esegue dopo la fioritura principale, tra fine maggio e giugno. È fondamentale non tagliare mai drasticamente sul legno vecchio privo di vegetazione, poiché il rosmarino ha una scarsa capacità di ricaccio dalle gemme latenti del legno maturo. Si interviene cimando le gemme apicali per favorire l'accestimento basale e mantenere la forma prostrata compatta.

Resistenza e salute della pianta
La rusticità del rosmarino prostrato è inferiore rispetto alle varietà erette; resiste fino a -8°C / -10°C (Zone USDA 8-9). Il principale patogeno fungino è la Phytophthora, che colpisce il colletto in condizioni di umidità stagnante. Tra i parassiti entomologici, si segnala la possibile presenza del coleottero Chrysolina americana (linea del rosmarino), che rode il fogliame, e di attacchi occasionali di cicaline in estate.

Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è la primavera (marzo-aprile) o l'autunno (ottobre-novembre). Per esemplari in vaso ø14 cm, scavare una buca di dimensioni doppie rispetto al pane di terra (circa 30x30 cm). Sul fondo della buca, predisporre uno strato di 5 cm di ghiaia o argilla espansa. La distanza di impianto consigliata per ottenere una copertura totale è di 60-80 cm tra le piante. Dopo il trapianto, stabilizzare la pianta con un'irrigazione moderata per eliminare le sacche d'aria nel terreno, assicurandosi che il colletto sia a livello del piano di campagna.

Caratteristiche

  • Marche
    VIVAIO DI CASTELLETTO
  • Colore fiore
    Viola
  • Colore fogliame
    Verde
  • Esposizione
    Sole
  • Tipo di piantime
    Da frutto
  • Referenza ManoMano
    ME232146369
  • MMID
    932366597267
  • Rif. costruttore
    GA073
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