Mora More senza spine "Rubus fruticosus" frutti di bosco pianta in vaso ø18 cm h 1 metro circa con canna
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
La mora senza spine Rubus fruticosus è un arbusto sarmentoso appartenente alla famiglia delle Rosaceae, selezionato per l'assenza totale di aculei sui tralci, caratteristica che facilita sensibilmente le operazioni di raccolta e manutenzione colturale. La cultivar 'Loch Ness', particolarmente indicata per gli areali del Nord e Centro Italia, rappresenta l'eccellenza per vigoria e qualità organolettica. La pianta si sviluppa partendo da una ceppaia perenne che emette annualmente vigorosi polloni basali, i quali completano il ciclo produttivo nell'arco di un biennio, fruttificando sulle ramificazioni laterali emesse l'anno precedente.
Caratteristiche botaniche
Botanicamente, la mora senza spine presenta fusti a sezione pentagonale o cilindrica, completamente glabri e privi di emergenze cornee (spine). Le foglie sono imparipennate, composte da 3-5 foglioline ovato-ellittiche con margini seghettati e pagina inferiore talvolta tomentosa. L'infiorescenza è un corimbo composto da fiori con petali bianco-rosati. Il frutto è un aggregato di drupeole inserite su un ricettacolo conico che, a differenza del lampone, rimane solidale al frutto al momento del distacco. La maturazione avviene scalarmente tra luglio e settembre.
Crescita e sviluppo
Il Rubus fruticosus è caratterizzato da un ritmo di crescita estremamente rapido, che può raggiungere i 150-200 cm per stagione vegetativa. In età adulta, la pianta può estendere i propri tralci fino a un'altezza massima di 3-3.5 metri, con un'ampiezza della chioma variabile tra 1.5 e 2 metri in base al sistema di palificazione adottato. La longevità economica di un impianto correttamente gestito è stimata in circa 12-15 anni.
Indicazioni e utilizzo
- Produzione di frutti per consumo fresco diretto grazie all'elevato grado Brix.
- Trasformazione industriale e domestica in confetture, gelatine e sciroppi.
- Creazione di barriere divisorie edibili su spalliere o reti di recinzione.
- Utilizzo in orti urbani e piccoli giardini grazie all'assenza di spine.
- Integrazione in siepi miste per favorire la biodiversità e l'entomofauna utile.
Terreno
La mora predilige terreni di medio impasto, sciolti, ricchi di sostanza organica e con un ottimo drenaggio verticale. Il substrato ideale deve presentare un pH compreso tra 5.5 e 6.5 (sub-acido). Pur tollerando terreni leggermente argillosi, teme i ristagni idrici che favoriscono marciumi radicali. È consigliabile l'apporto di terriccio professionale specifico per piccoli frutti in fase di impianto se il suolo nativo risulta troppo calcareo.
Esposizione
Per garantire un'ottimale sintesi degli zuccheri e la colorazione del frutto, l'esposizione deve essere in pieno sole. Negli areali del Sud Italia, con climi mediterranei intensi, è tollerata una mezz'ombra luminosa pomeridiana per evitare scottature sui frutti. La pianta necessita di una posizione riparata dai venti dominanti invernali che potrebbero disidratare le gemme apicali dei tralci non ancora lignificati.
Irrigazione
L'apporto idrico deve essere regolare e costante, evitando lo stress da siccità che comprometterebbe la pezzatura delle bacche. Le fasi critiche sono l'antesi (fioritura) e l'ingrossamento dei frutti. In estate, in pieno campo, si consigliano interventi mattutini ogni 2-3 giorni. Un segnale di stress idrico è dato dal ripiegamento apicale dei polloni teneri e dall'appassimento del fogliame basale.
Concimazione
La nutrizione deve essere bilanciata con un rapporto NPK orientato verso il Potassio durante la fase di fruttificazione. A fine febbraio, si interviene con stallatico pellettato o concime organo-minerale a lenta cessione. Durante lo sviluppo vegetativo, l'apporto di Calcio è fondamentale per conferire consistenza alle pareti cellulari delle drupeole, migliorando la conservabilità post-raccolta.
Potatura e manutenzione
La gestione dei tralci è fondamentale: a fine inverno (febbraio) si recidono a livello del suolo i polloni che hanno fruttificato l'anno precedente (ormai secchi). Si selezionano 4-5 polloni nuovi, vigorosi, cimandoli a circa 2 metri per favorire l'emissione delle femminelle laterali, che andranno accorciate a 20-30 cm. È indispensabile l'uso di cesoie a lama passante ben affilate e disinfettate per evitare la trasmissione di patogeni vascolari.
Resistenza e salute della pianta
La pianta è rustica e resiste a temperature invernali fino a -15°C / -20°C (Zona USDA 6-9). Tra le avversità biotiche, particolare attenzione va posta al fungo Didymella applanata (seccume dei polloni) e alla Botrytis cinerea in caso di primavere eccessivamente piovose. La prevenzione si effettua con trattamenti rameici autunnali e garantendo una corretta aerazione della chioma tramite il diradamento dei fusti.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ottimale per la messa a dimora presso il Vivaio di Castelletto va da ottobre a fine marzo. Si scava una buca di dimensioni 40x40x40 cm, disponendo sul fondo 5 cm di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio. La pianta va interrata alla stessa profondità del vaso originale. La distanza di impianto sulla fila deve essere di almeno 1.5 - 2 metri. Dopo il trapianto, è necessario fissare i tralci a un supporto permanente (fili di ferro o canne di bambù) e procedere con un'abbondante bagnatura di attecchimento.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- Colore fioreBianco
- EsposizioneSole
- Altezza a maturità100 cm
- Periodo di fiorituraLuglio
- Referenza ManoManoME26571451
- MMID837917151687
- Rif. costruttorePF018