Piantine ben tenute, sane e arzille con base ben umida.
Mirto sardo "Myrtus communis" pianta in vaso ø19 h. 60/80 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Mirto comune Myrtus communis rappresenta una delle specie cardine della macchia mediterranea, un arbusto sempreverde sclerofillo apprezzato per la sua estrema resilienza e le proprietà aromatiche. Caratterizzato da una struttura densa e ramificata, si adatta perfettamente ai giardini costieri e dell'entroterra del Centro-Sud Italia, mentre nel Nord richiede posizioni protette. La varietà selvatica qui proposta mantiene intatte le caratteristiche rustiche della specie, garantendo una fioritura eterea e una produzione di bacche eduli fondamentali per la tradizione liquoristica sarda.
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, il Myrtus communis presenta un fogliame glabro, coriaceo e opposto. Le foglie, lanceolate e lucide, misurano 2-3 cm e sprigionano oli essenziali se strofinate. L'antesi avviene tra giugno e agosto, con fiori ascellari solitari composti da cinque petali bianchi e un vistoso fascio centrale di stami. Ai fiori seguono i frutti: bacche ovoidali (bacche melanocarpe) di colore blu-nerastro a maturazione completa, che persiste sulla pianta fino a dicembre.
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, il mirto raggiunge un'altezza massima di 2.5-3 metri e un'ampiezza della chioma di circa 2 metri. Il ritmo di crescita è moderato, attestandosi sui 20-30 cm all'anno nei primi stadi vegetativi. È una pianta estremamente longeva, capace di formare tronchi nodosi con una corteccia che tende a desquamarsi in sottili strisce longitudinali con l'avanzare dell'età.
Indicazioni e utilizzo
- Realizzazione di siepi formali e informali a bassa manutenzione.
- Inserimento in giardini aromatici o macchie arbustive miste.
- Utilizzo in arte topiaria grazie alla tolleranza a tagli ripetuti (specialmente la cultivar 'Tarentina').
- Produzione domestica di bacche per il liquore di mirto e foglie per aromatizzare carni.
- Riforestazione e consolidamento di scarpate in climi mediterranei.
Terreno
Il mirto predilige terreni con pH compreso tra 6.0 e 7.5, idealmente sciolti, sabbiosi o sassosi. Pur adattandosi a suoli poveri, teme i ristagni idrici che possono causare asfissia radicale. In caso di terreni pesanti e argillosi, è necessario correggere la struttura con sabbia silicea o pomice per garantire un drenaggio rapido.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per massimizzare la fioritura e la densità del fogliame. In Italia settentrionale, va collocato a ridosso di muri esposti a sud per beneficiare del microclima protetto. Tollera bene la ventilazione salmastra, rendendolo ideale per la prima linea fronte mare.
Irrigazione
Durante il primo anno dall'impianto, le irrigazioni devono essere regolari (2-3 volte a settimana in estate). Una volta affrancata, la pianta dimostra un'eccellente tolleranza alla siccità. Lo stress idrico severo si manifesta con l'accartocciamento delle foglie e la perdita di turgore dei germogli apicali.
Concimazione
Si interviene a fine febbraio con un concime organico pellettato o stallatico ben maturo distribuito alla base della proiezione della chioma. In alternativa, un concime granulare a lenta cessione con rapporto NPK 15-9-15 favorisce lo sviluppo vegetativo prima del risveglio primaverile.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si esegue a fine inverno (metà-fine febbraio), eliminando i rami secchi o danneggiati dal gelo. Per le siepi formali, è possibile intervenire nuovamente dopo la fioritura per mantenere la geometria. Evitare potature drastiche sul legno vecchio se non strettamente necessario per il ringiovanimento dell'esemplare.
Resistenza e salute della pianta
Il mirto è rustico fino a -8°C / -10°C (Zona USDA 8b-9). Temperature inferiori e prolungate possono causare defogliazione o danni ai tessuti legnosi. Tra i parassiti, è suscettibile alla cocciniglia bruna Saissetia oleae, che si insedia sulle ascelle fogliari e sui fusti giovani, favorendo lo sviluppo di fumaggini. La prevenzione si attua mantenendo la chioma arieggiata.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per la messa a dimora è l'autunno (ottobre-novembre) o l'inizio della primavera. Scavare una buca di circa 40x40 cm, profonda il doppio del vaso. Sul fondo, predisporre uno strato di 5 cm di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio. Posizionare la pianta assicurandosi che il colletto sia a livello del suolo, riempire con terriccio di qualità e compattare leggermente prima di un'abbondante bagnatura di stabilizzazione. Per le siepi, mantenere una distanza di 60-80 cm tra gli esemplari.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- Colore fioreBianco
- EsposizioneSole
- Periodo di fiorituraLuglio
- Tipo di piantimeDa frutto
- Referenza ManoManoME27070741
- MMID417568060730
- Rif. costruttoreAF108
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