Incenso "Plectranthus Coleoides" pianta aromatica in vaso ø14 cm
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
L'incenso, botanicamente classificato come Plectranthus coleoides (frequentemente coltivato nella selezione a foglia variegata Plectranthus coleoides 'Variegatus'), è una pianta perenne sempreverde della famiglia delle Lamiaceae originaria delle zone tropicali e subtropicali africane. Prodotta in vaso ø14 cm presso il Vivaio di Castelletto, si distingue per i fusti ricadenti e l'intensa emissione di oli essenziali volatili dalle spiccate note resinose, attivati al semplice sfioramento delle lamine fogliari.
Caratteristiche botaniche
La pianta presenta fusti quadrangolari, carnosi e prostrato-ricadenti. Le foglie sono opposte, decussate, con margine crenato e lamina a superficie rugosa, provvista di un fitto indumento tomentoso ricco di tricomi ghiandolari secretori. Nella cultivar 'Variegatus', il verde ceroso centrale è bordato da un netto margine irregolare bianco-crema. L'antesi si manifesta da giugno a ottobre con infiorescenze terminali a spiga composte da piccoli verticillastri di fiori bilabiati bianco-malva, di valore ornamentale secondario rispetto alla massa fogliare.
Crescita e sviluppo
In fase vegetativa sviluppa un'altezza iniziale di 20-30 cm per poi estendere fusti ricadenti fino a 0,8-1 m di lunghezza, con un'ampiezza di chioma di 40-50 cm. Ha un ritmo di accrescimento rapido, pari a 40-60 cm/anno in condizioni termiche favorevoli. Nei climi temperati freddi è coltivata prevalentemente come annuale da fogliame o perenne da ricoverare.
Indicazioni e utilizzo
- Allestimento di panieri sospesi, balconette e fioriere a effetto ricadente singolo o misto.
- Consociazione tecnica con Pelargonium zonali o Surfinia per contrasto cromatico e volumetrico.
- Barriera olfattiva perimetrale su davanzali e terrazze, utile a scoraggiare insetti fitomizi e zanzare.
- Copertura stagionale estiva per aiuole ombreggiate o giardini rocciosi riparati.
Terreno
Richiede un substrato fertile, a tessitura franca o sabbiosa, fortemente drenante per prevenire asfissia radicale. Il valore ideale è pH 6.0-7.0. Si consiglia una miscela composta da torba bionda di sfagno, fibra di cocco e una frazione del 20-30% di perlite a granulometria media (2-4 mm).
Esposizione
Predilige una posizione in mezz'ombra luminosa o sole mattutino. Nel Nord Italia continentale tollera la piena insolazione solo con costante apporto idrico, mentre nel Centro e Sud Italia l'irraggiamento diretto pomeridiano estivo può causare necrosi fogliari sulle porzioni prive di clorofilla. Richiede ambienti con buona aerazione, al riparo da venti salmastri o correnti fredde.
Irrigazione
L'apporto idrico deve essere regolare tra maggio e settembre (circa 2-3 interventi a settimana nei vasi ø14 cm), bagnando a fondo ma consentendo al substrato di asciugare nei primi 2 cm prima del successivo reintegro. Lo stress idrico da carenza si manifesta con perdita di turgore cellulare e fusti cascanti; gli eccessi provocano ingiallimenti basali precoci e marcescenza dei fusti alle ascelle fogliari inferiori.
Concimazione
Dalla ripresa vegetativa a fine agosto, somministrare ogni 14-18 giorni un concime idrosolubile ternario bilanciato con titolo NPK 15-15-15 o 20-20-20, integrato con microelementi chelati (ferro e magnesio). Evitare sovradosaggi azotati che renderebbero i tessuti eccessivamente acquosi e suscettibili a rotture meccaniche.
Potatura e manutenzione
Si effettuano cimature periodiche delle gemme apicali tra maggio e luglio, tagliando poco sopra il nodo fogliare con forbici affilate e disinfettate. Questo stimola la differenziazione delle gemme latenti ascellari, incrementando la densità del cespo. Eliminare regolarmente le infiorescenze senescenti e i rami defogliati alla base.
Resistenza e salute della pianta
Specie termofila, presenta una soglia di tolleranza termica minima di +5°C (adatta a zone USDA 10-11); collassa irreversibilmente in presenza di gelate (0°C). Tra le avversità parassitarie teme il marciume radicale provocato da oomiceti dei generi Pythium e Phytophthora in caso di ristagno. In condizioni di scarso ricircolo d'aria possono insediarsi aleurodidi come Trialeurodes vaporariorum e colonie di afidi, controllabili preventivamente riducendo l'umidità ambientale.
Istruzioni per il trapianto
La messa a dimora o il rinvaso si eseguono da metà aprile a fine maggio, a pericolo di gelate tardive terminato. In fioriera mantenere una distanza di impianto di 25-30 cm tra i ceppi. Predisporre sul fondo del contenitore uno strato drenante di 2-3 cm di argilla espansa, colmare con substrato poroso lasciando il colletto della pianta a livello del piano di campagna, stabilizzare con leggera pressione e irrigare moderatamente.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- OrigineProdotto in Italia
- MaterialeArgilla
- Tipo di fogliameSempreverde
- Caratteristica visiva della piantaPianta aromatica
- Referenza ManoManoME252883656
- MMID918131418768
- Rif. costruttoreGA067