Ciliegio Selvatico Prunus avium, Albero da Fiore Bianco Ornamentale in Vaso ø19cm h 130/160 cm, Pianta da Giardino Resistente al Freddo
Informazioni sul prodotto
Descrizione
Il Prunus avium (Ciliegio selvatico o Wild Cherry in inglese) è un albero deciduo di eccezionale valore ecologico e ornamentale originario dell'Europa, dell'Asia occidentale e del Nord Africa. Molto apprezzato nell'architettura del paesaggio, nella riforestazione ambientale e nei progetti di bio-giardinaggio, si distingue per la sua straordinaria rusticità, la fioritura primaverile mozzafiato e il portamento elegante. Questa specie rappresenta l'antenato selvatico da cui derivano quasi tutte le varietà di ciliegio dolce coltivate oggi. Offre un interesse stagionale continuo e mutabile: si accende di una spettacolare e candidissima fioritura bianca a inizio primavera, si veste di frutti lucidi e colorati in estate e conclude il ciclo annuale regalando un eccezionale spettacolo cromatico in autunno, quando il fogliame vira verso tonalità calde di giallo, arancione e rosso fuoco
Caratteristiche botaniche
Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il Prunus avium presenta foglie alterne, ovato-ellittiche, con margini seghettati e un caratteristico colore verde brillante sulla pagina superiore, che vira verso toni caldi e fiammanti prima di cadere in autunno. La corteccia è un tratto distintivo di grande bellezza: liscia, lucida, di un colore bruno-porpora o rossastro, segnata da evidenti lenticelle orizzontali che tendono a sfaldarsi elegantemente con l'età. I fiori, ermafroditi e riuniti in piccoli ombrelle, sono composti da 5 petali bianchi purissimi e sbocciano in abbondanza prima o contemporaneamente alla comparsa delle foglie, attirando una grande quantità di insetti impollinatori.
Crescita e sviluppo
Il Ciliegio selvatico è caratterizzato da un ritmo di crescita medio-rapido, specialmente nei primi anni di vita. Ha un portamento inizialmente piramidale e slanciato che, con la maturità, evolve in una chioma ampia, arrotondata e armoniosamente ramificata. Se coltivato in piena terra in condizioni ottimali, può raggiungere altezze comprese tra i 15 e i 25 metri, diventando un albero di prima grandezza. Tuttavia, la sua ottima tolleranza alle potature lo rende gestibile anche in spazi più contenuti o come grande arbusto ramificato se impostato sin da giovane. Gode di un'ottima longevità e una struttura legnosa flessibile ma robusta.
Indicazioni e utilizzo
Ideale come esemplare isolato (punto focale) in grandi giardini, parchi pubblici e parchi rurali.
Utilizzo in filari, alberature stradali o per la creazione di boschetti e quinte naturali frangivento.
Pianta d'elezione per progetti di forestazione urbana, ripristino ambientale e corridoi ecologici.
Perfetto per giardini naturali e "Birdgardens": i piccoli frutti estivi (le ciliegie selvatiche o "mazzarde") sono un'importante fonte di nutrimento per l'avifauna locale.
Terreno
La pianta predilige suoli profondi, fertili, freschi e ben aerati, preferibilmente a medio impasto o calcarei (sub-acidi, neutri o moderatamente alcalini). Dimostra una notevole adattabilità, ma teme fortemente i terreni argillosi compatti e i suoli soggetti a ristagno idrico prolungato, che possono soffocare l'apparato radicale e favorire marciumi. Il drenaggio deve essere quindi eccellente, pur mantenendo una buona umidità di fondo durante la stagione estiva.
Esposizione
Per garantire una fioritura ricca e l'esplosione dei colori autunnali, il Prunus avium richiede un'esposizione in pieno sole o in mezz'ombra molto luminosa. La luce diretta stimola la produzione dei fiori e la successiva maturazione dei frutti, oltre a mantenere la chioma densa e sana. È un albero estremamente rustico e resiliente: non teme i freddi invernali più intensi, resiste egregiamente alle gelate tardive ed è tollerante all'inquinamento atmosferico delle città.
Irrigazione
Gli esemplari giovani, specialmente nei primi due o tre anni dalla messa a dimora, richiedono irrigazioni regolari durante i mesi estivi o in caso di siccità prolungata, per permettere alle radici di espandersi in profondità. Una volta affrancato, l'albero diventa straordinariamente autonomo e si accontenta delle piogge, sopportando brevi periodi di secco. Se coltivato in grandi contenitori nei primi stadi di crescita, il terreno va mantenuto fresco, evitando sempre gli eccessi d'acqua nel sottovaso.
Concimazione
Si consiglia un intervento principale a fine inverno (febbraio/marzo) distribuendo un concime organico (come stallatico pellettato di alta qualità) o un concime granulare a lenta cessione bilanciato alla base della proiezione della chioma. Questo apporta l'azoto e il potassio necessari alla spinta vegetativa primaverile e alla fioritura. Nei primi anni, una leggera pacciamatura organica autunnale aiuta a proteggere le radici superficiali e a mantenere il suolo fertile.
Potatura e manutenzione
Il Ciliegio selvatico richiede interventi di potatura minimi e mirati. Si interviene generalmente a fine inverno (prima del risveglio delle gemme) o a inizio estate, esclusivamente per eliminare rami secchi, spezzati o incrociati che tolgono luce al centro della chioma. Essendo una pianta vigorosa, i tagli drastici vanno evitati perché il legno del ciliegio soffre i grandi tagli (che possono produrre emissione di gomma o favorire l'ingresso di funghi). È preferibile impostare la forma nei primi anni con leggere spuntature.
Resistenza e salute della pianta
La specie è eccezionalmente rustica e tollera temperature minime inferiori ai -20°C (Zona USDA 4-5). È una pianta forte, ma come molte Rosaceae può essere soggetta in primavera ad attacchi di afidi sui giovani germogli o, in estati molto umide, a patologie fungine fogliari come il corineo (impallinatura). Queste problematiche si prevengono facilmente mantenendo la chioma ben arieggiata e, all'occorrenza, intervenendo preventivamente con prodotti a base di rame a fine inverno o trattamenti biologici con sapone molle di potassio in primavera.
Istruzioni per il trapianto e la messa a dimora
Le nostre piante sono allevate in vaso, offrendo il grande vantaggio di poter essere messe a dimora in qualsiasi momento dell'anno, evitando soltanto i periodi di gelo intenso del terreno o le giornate di estrema canicola estiva.
Per il trapianto, scavare una buca ampia circa il doppio del volume del vaso originale. Sul fondo della buca, predisporre uno strato di 5 cm di materiale drenante (ghiaia o argilla espansa). Estrarre delicatamente la pianta dal contenitore preservando integro il pane di terra, posizionarla dritta (se necessario, inserire un tutore in legno per i primi anni) e colmare con la terra di scavo miscelata a un terriccio universale di alta qualità. Pressare leggermente la superficie e procedere immediatamente con un'irrigazione abbondante. Nei mesi successivi, basterà garantire un apporto idrico costante per consentire un perfetto e definitivo attecchimento radicale.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- ColoreBianco
- Uso previstoEsterno
- RusticitàRustico
- Tipo di alberoDa frutto
- Tipo di fogliameSempreverde
- Varietà di alberoCiliegio selvatico
- Referenza ManoManoME232146366
- MMID279566760133
- Rif. costruttorePF064