Catalpa bignonioides "Albero dei sigari" pianta in vaso ø24 h. 180/200 cm
Informazioni sul prodotto
Descrizione
La Catalpa bignonioides, comunemente nota come "albero dei sigari", è un'essenza decidua di medie dimensioni appartenente alla famiglia delle Bignoniaceae, originaria degli Stati Uniti sud-orientali. Si distingue per il portamento espanso e la chioma globosa e irregolare, che offre un'ombra densa grazie alle ampie lamine fogliari. È una specie pioniera a rapido accrescimento, molto apprezzata nell'architettura del paesaggio europea sin dal XVIII secolo per la sua resilienza urbana e l'impatto estetico durante l'antesi estiva, quando la maggior parte delle altre alberature ha già terminato la fioritura.
Caratteristiche botaniche
Il tronco presenta un ritidoma grigio-bruno che, con l'età, si suddivide in scaglie sottili e irregolari. Le foglie sono cuoriformi (cordate), opposte o verticillate a tre, lunghe dai 10 ai 25 cm, con pagina superiore verde chiaro e pagina inferiore finemente tomentosa. L'infiorescenza è una pannocchia eretta, composta da numerosi fiori campanulati bianchi con macchie gialle e striature rosso-porpora nella gola. Il frutto è una capsula deiscente, stretta e cilindrica, lunga fino a 40 cm, che persiste sulla pianta durante l'inverno somigliando a lunghi baccelli o sigari.
Crescita e sviluppo
In condizioni ottimali, la Catalpa bignonioides raggiunge un'altezza massima di 12-15 metri, con un'ampiezza della chioma che può variare tra gli 8 e i 12 metri a maturità. Il ritmo di crescita è vigoroso nei primi 10-15 anni, con incrementi longitudinali dei rami che possono superare i 60-80 cm/anno. La longevità media si attesta intorno ai 70-100 anni. Rispetto alla varietà Catalpa bignonioides 'Aurea', caratterizzata da fogliame giallo-dorato, la specie tipo mantiene una maggiore vigoria vegetativa.
Indicazioni e utilizzo
- Esemplare isolato in parchi o giardini di medie e grandi dimensioni per creare punti focali.
- Alberatura stradale e viali urbani, grazie alla buona tolleranza all'inquinamento atmosferico.
- Schermi ombreggianti naturali in aree di sosta o parcheggi.
- Riforestazione urbana in aree degradate per il rapido consolidamento del suolo.
- Consociazione con arbusti a fioritura primaverile per scalare l'interesse ornamentale del giardino.
Terreno
La specie è estremamente versatile ma predilige suoli profondi, fertili e ben drenati. Si adatta a substrati con pH compreso tra 6.0 e 8.0, tollerando sia terreni moderatamente argillosi che sabbiosi. Pur sopportando brevi periodi di ristagno idrico, è fondamentale garantire un buon drenaggio per evitare asfissia radicale. Nel Vivaio di Castelletto consigliamo l'integrazione di ammendante organico in fase di impianto se il terreno risulta eccessivamente povero o compatto.
Esposizione
Richiede un'esposizione in pieno sole per massimizzare la fioritura e garantire una struttura della chioma equilibrata. Sebbene tolleri la mezz'ombra, la scarsa luminosità riduce drasticamente la densità del fogliame e la produzione di fiori. È resistente ai venti, ma le foglie di grandi dimensioni possono subire lacerazioni meccaniche in siti eccessivamente esposti a correnti intense o brezze saline costanti.
Irrigazione
Durante i primi due anni dalla messa a dimora, l'irrigazione deve essere regolare, specialmente nei mesi di luglio e agosto, per favorire l'affrancamento dell'apparato radicale. Un segnale tipico di stress idrico è l'abbassamento (appassimento) dei margini fogliari durante le ore più calde. Una volta stabilita, la pianta mostra una discreta resistenza alla siccità tipica del clima continentale del Nord Italia.
Concimazione
La somministrazione di fertilizzanti deve avvenire preferibilmente tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. Si consiglia l'apporto di concime organico (stallatico pellettato) o un fertilizzante minerale a lento rilascio con rapporto NPK equilibrato (es. 15-15-15). Evitare eccessi di azoto in tarda estate per non stimolare vegetazione tenera che non riuscirebbe a lignificare prima dei primi geli autunnali.
Potatura e manutenzione
La potatura di formazione si effettua in pieno inverno, eliminando i rami mal posizionati o quelli che competono con la freccia centrale. La Catalpa sopporta bene anche potature drastiche di contenimento (capitozzatura), pratica spesso utilizzata per la cultivar 'Nana' (globosa), ma sulla specie tipo è preferibile una potatura di rimonda del secco e diradamento della chioma per mantenere la forma naturale e la salute del legno.
Resistenza e salute della pianta
La pianta è rustica e resiste a temperature rigide fino a -20°C (Zone USDA 6-9). Tra le avversità biotiche, la specie può essere soggetta ad attacchi di oidio (Erysiphe catalpae) in estati particolarmente umide, che si manifesta con una patina biancastra sulle foglie. Più pericolosi sono i funghi del genere Verticillium dahliae, che causano appassimenti improvvisi di intere branche; la prevenzione si attua evitando ristagni idrici e ferite al colletto.
Istruzioni per il trapianto
Il periodo ideale per il trapianto è l'autunno (ottobre-novembre) o la fine dell'inverno, prima della ripresa vegetativa. Per un esemplare in vaso ø26, scavare una buca di almeno 80x80 cm con una profondità di 60 cm. Sul fondo, predisporre uno strato di 10 cm di ghiaia o argilla espansa per il drenaggio. Posizionare la pianta assicurandosi che il colletto sia a livello del piano campagna. È indispensabile l'uso di un palo tutore robusto per i primi 2-3 anni, fissato con legacci elastici per stabilizzare il fusto contro l'azione del vento.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso9.9 kg
- RusticitàRustico
- Tipo di alberoDa frutto
- Tipo di fogliameSempreverde
- Referenza ManoManoME200592414
- MMID355872458834
- Rif. costruttoreAL086