Buddleia davidii Lilla Nanho Blue Albero delle Farfalle Buddleja in vaso ø19 h 1 Metro Circa
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Informazioni sul prodotto
Descrizione
La Buddleja davidii 'Nanho Blue' è un arbusto caducifoglio compatto appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae. Selezionata come forma nanizzata della specie originaria delle zone montuose della Cina centro-occidentale, questa cultivar mantiene un portamento denso e raccolto, distinguendosi per la prolungata antesi estivo-autunnale e la forte attrazione trofica esercitata sui lepidotteri pronubi, caratteristica che le vale la denominazione comune di albero delle farfalle.
Caratteristiche botaniche
L'apparato aereo presenta fusti quadrangolari lignificati alla base, con corteccia che sviluppa ritidoma fibroso negli anni. Le foglie sono opposte, lanceolate, lunghe 8-12 cm, con pagina superiore verde-grigiastra glabra e pagina inferiore fittamente tomentosa per la presenza di peli stellati biancastri. L'infiorescenza è una densa pannocchia terminale a tirso, lunga 15-20 cm, composta da piccoli fiori tubulari color lilla-bluastro con fauce centrale arancio brillante, intensamente profumati di miele.
Crescita e sviluppo
A differenza della specie tipo, Buddleja davidii 'Nanho Blue' raggiunge un'altezza massima di 1,5-1,8 m e un diametro di chioma di 1,2-1,5 m. Il ritmo di crescita vegetativa è vigoroso, attestandosi su 60-80 cm/anno nei primi cicli vegetativi dopo l'impianto. La pianta raggiunge la piena maturità strutturale in circa 3 anni e mantiene una longevità funzionale di 15-20 anni se regolarmente rinnovata.
Indicazioni e utilizzo
- Bordure miste a cespuglio associata a perenni xerofile e graminacee ornamentali.
- Siepi medie libere a scopo paesaggistico e riqualificazione faunistica (butterfly garden).
- Coltivazione permanente in grandi mastelli o vasi (diametro minimo 45-50 cm) su terrazzi soleggiati.
- Consolidamento e inerbimento di scarpate stradali o terrapieni ben drenati.
- Esemplare isolato a forte impatto cromatico per piccoli giardini urbani.
Terreno
La specie è spiccatamente frugale e tollera substrati poveri, sassosi e debolmente calcarei. Predilige un intervallo di pH 6.0-7.5, sebbene si adatti fino a pH 8.0. È tassativo garantire una porosità elevata: nei terreni argillosi e compatti tipici di alcune valli del Monferrato o della Pianura Padana è necessario alleggerire il substrato con sabbia silicea grossolana per scongiurare l'asfissia radicale.
Esposizione
Richiede un posizionamento in pieno sole per massimizzare la fioritura: un'insolazione minima di 6 ore al giorno è indispensabile per la corretta induzione florale sulle gemme dell'anno. Sopporta bene l'esposizione aperta e ventilata; nei contesti del Sud Italia tollera il calore estivo estremo, purché il suolo mantenga un minimo di umidità capillare.
Irrigazione
Dal secondo anno dall'affrancamento mostra un'eccellente tolleranza alla siccità. Nel primo anno post-impianto irrigare ogni 5-7 giorni durante la stagione calda, erogando 8-10 litri per pianta alla base. Evitare l'aspersione fogliare. Il segnale primario di deficit idrico prolungato è la perdita di turgore sui germogli apicali e la defogliazione a partire dalla porzione basale dei rami.
Concimazione
A fine inverno (metà febbraio) distribuire alla base 150-200 g di stallatico pellettato disidratato o compost maturo. A metà aprile integrare con un formulato minerale bilanciato a lenta cessione con titolo NPK 10-10-15 arricchito con magnesio e microelementi. Evitare concimazioni con eccesso di azoto, che favorirebbero la proliferazione fogliare a discapito della densità delle infiorescenze.
Potatura e manutenzione
Fiorisce esclusivamente sul legno dell'anno. La potatura principale si esegue a fine febbraio prima della ripresa vegetativa: si recidono tutti i rami dell'annata precedente a 20-30 cm dal ceppo basale, lasciando 2-3 gemme ben formate per asse. Nel periodo da luglio a metà ottobre, la cimatura sistematica delle infiorescenze sfiorite stimola l'emissione di nuovi getti fioriferi dalle ascelle fogliari sottostanti.
Resistenza e salute della pianta
Arbusto rustico, resistente al gelo fino a -20°C (zona USDA 6b-9b). Teme i marciumi radicali provocati da oomiceti del genere Phytophthora in caso di drenaggio insufficiente. In estati particolarmente calde e asciutte può subire attacchi del ragnetto rosso (Tetranychus urticae), contrastabile aumentando l'umidità ambientale basale o con acaricidi specifici al superamento della soglia di danno.
Istruzioni per il trapianto
La messa a dimora della zolla da vaso ø19 del Vivaio di Castelletto si effettua da metà ottobre a inizio aprile. Scavare una buca di 40x40 cm profonda 40 cm. Posizionare sul fondo uno strato drenante di 5 cm di ghiaia o argilla espansa. Rispettare una distanza d'impianto di 100-120 cm tra i singoli esemplari per garantire un adeguato sviluppo della chioma e un costante ricircolo d'aria.
Caratteristiche
- MarcheVIVAIO DI CASTELLETTO
- Peso7900 g
- EsposizioneSole
- Periodo di fiorituraSettembre
- Tipo di piantimeSiepe
- Referenza ManoManoME32952830
- MMID525379794277
- Rif. costruttoreAF129
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